LO SCI RIPRENDE, MA SOLO IN ZONA GIALLA

È arrivato il lasciapassare del Comitato tecnico scientifico per l’apertura degli impianti di risalita il prossimo 15 febbraio, ma solo nei comprensori sciistici delle regioni in zona gialla. È stato, dunque, in buona parte accolto il protocollo messo a punto dalle Regioni, a eccezione dell’ok per le aree sciistiche in zona arancione che rimarranno chiuse. Gli esperti hanno, infatti bocciato la proposta in base alla quale gli impianti avrebbero potuto riaprire anche in zona arancione, con una capienza ridotta al 50% su funivie, cabinovie e seggiovie e l’utilizzo obbligatorio di mascherine Ffp2, regole che dovranno comunque essere adottate in tutti gli impianti che potranno riaprire.

Nel  protocollo approvato è previsto un tetto massimo di skipass giornalieri vendibili (inclusi abbonamenti) a seconda delle dimensioni e tipologie degli impianti. Previsto inoltre l’acquisto online dei biglietti per evitare code, e quindi assembramenti: a gestire il flusso dei clienti, i gestori degli impianti di risalita, mentre la vigilanza e il rispetto delle misure dovrà essere garantita dalle forze dell’ordine.

Federfuni Italia, la federazione che raggruppa circa 150 gestori di impianti di risalita, ha espresso «soddisfazione» per la decisione assunta dal Comitato tecnico scientifico, considerata una una vera svolta per l’economia della montagna». La riapertura viene concepita come «un primo ristoro che consentirà a una intera filiera economica di poter ripartire. Molti lavoratori stagionali potranno riprendere la loro attività, allontanando così lo spettro di una vera e propria crisi economico-sociale che avrebbe colpito una parte importante del territorio italiano».

Il via libera dovrà essere ratificato da un nuovo decreto firmato entro il 14 febbraio, alla scadenza di quello attuale. Decisiva per la ripresa economica sarà anche la rimozione, qualora ci fossero le condizioni, del divieto di spostamento tra regioni. Altra incognita sarà la neve, che in alcune parti d’Italia è (insieme ai turisti) la grande assente di questa stagione. Tutto ciò mentre in Alto Adige, la Provincia autonoma di Bolzano – già “rosso scuro” secondo l’Ue – ha deciso di blindarsi. Dall’8 febbraio, e per tre settimane, i negozi saranno chiusi, la didattica si svolgerà a distanza e vigerà il divieto di muoversi da un comune all’altro.