IN TOSCANA NASCE “LA VIA DELLE FORESTE”. UN’IMMERSIONE NELLA NATURA PER RIGENERARSI

Nel Parco Nazionale Foreste Casentinesi, Monte Falterone e Campiglia, da maggio e per tutta l’estate, in giornata o in un ritiro di tre giorni, per risvegliare i sensi.

Nel Parco Nazionale Foreste Casentinesi, Monte Falterone e Campiglia, in Toscana e situato sull’Appennino, nasce il progetto “La Via delle Foreste”, un ritiro di uno o più giorni, che permette di sperimentare il risveglio dei sensi attraverso il contatto con la natura, l’alimentazione, il movimento e la meditazione: gli ingredienti per raggiungere l’obiettivo di salute globale.

Nasce da un’idea di Enrica Bortolozzi con la supervisione scientifica del Dott. Franco Berrini, entrambi fondatori dell’Associazione “La Grande Via” e permette a chi partecipa di vivere una vera e propria immersione nella natura. Un programma di attività sensoriali articolato che va dalle camminate alla contemplazione dei frattali, dall’ascolto degli elementi come acqua e vento alla cucina Macro-mediterranea, dalla composizione floreale alla conoscenza degli oli essenziali. Il tutto insieme a medici, guide forestiali, esperti della nutrizione, del movimento consapevole e della ricerca interiore.

“La Via delle Foreste” si svolge da maggio e per tutta l’estate all’interno del Parco Nazionale Foreste Casentinesi Monte Falterone e Campiglia, il luogo ottimale per quantificare i benefici della pratica medica di immersione nelle foreste.

Il Parco, 36.000 ettari ricchissimi di fauna equamente distribuiti tra Romagna e Toscana, si presenta come una delle aree forestali più pregiate d’Europa. Dal 2017, Patrimonio dell’Umanità Unesco all’interno della rete delle faggete vetuste europee e Sasso Fratino è la prima riserva naturale integrale italiana. Inoltre, all’interno del Parco ci sono due poli di grande fascino ed importanza spirituale: il Santuario della Verna, a cui si collegano le stimmate di San Francesco, e Camaldoli, fondato nel 1024 dal benedettino romagnolo san Romualdo.

Non resta dunque che partecipare a questo “forest bathing” e spogliarsi di ogni accessorio (cellulare, orologio, macchina fotografica ecc) e preconcetto, per accogliere poi le emozioni e a prenderne atto. Si inizia così a percorrere lentamente e in silenzio il sentiero immergendosi nella natura, lasciandola entrare attraverso le mani, le orecchie, il naso, gli occhi e la bocca.      
Per esempio:

Il tatto ci permette di riavvicinarci con la natura.

L’ olfatto, è l’unico senso che ha una corsia preferenziale con il cervello e il primo ad essersi sviluppato, è considerato il nostro senso primordiale capace di risvegliare ricordi e le emozioni ad essi correlate. La foresta e i boschi, oltre ad avere una concentrazione di ossigeno elevata dovuta al fenomeno della fotosintesi, sono ricchi di sostanze chimiche chiamate fitoncidi, che altro non sono che oli naturali emessi dalle piante per difendersi da parassiti, funghi e insetti e un sistema di comunicazione tra le piante.

Con l’udito si gode dei maestosi panorami sonori che solo la foresta ci può offrire: fruscii, cinguettii, scricchiolii, scorrere dell’acqua, calpestio della neve, e, non per ultimo, il silenzio. Quel pacifico silenzio che distende i nervi e rilassa e tonifica la mente.

La vista è il senso che ci permette di percepire il mondo che ci circonda attraverso un veloce sguardo. In una foresta, oltre allo splendore e alla bellezza irradiata da ogni elemento della natura, si può restare ammaliati mentre si contemplano i giochi di luce proiettati dalle foglie-

Con il gusto si assaporano cibi naturali e ricchi di energia