A SPASSO NEL TEMPO PER ORIA E DINTORNI

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Terra di storia e tradizioni, il Salento incanta per le sue chilometriche spiagge bagnate da uno Jonio trasparente così come per le sue spettacolari scogliere lambite dal un altrettanto cristallino Adriatico; per le bianche masserie circondate dal rosso della terra, tra ulivi, fichi d'india, mirto selvatico, e filari di viti; per le feste patronali rese uniche da scintillanti luminarie; per la buona tavola, tradizionale e semplice, fatta di succulente specialità di mare, ma anche ottimi piatti di terra tutti da gustare; per il divertimento che spesso si sposa ai riti magici della civiltà contadina, ma anche per gli immensi spazi di ulivi secolari, dai tronchi contorti e giganteschi; i fazzoletti di terre rosse recintati da muri di pietra che custodiscono pregiati vigneti di Primitivo e Negroamaro; le piccole borgate di pescatori pervase dagli intensi profumi della macchia mediterranea; per i suoi musei diffusi e parchi archeologici, ideali per tuffarsi nella storia; le torri saracene, le saline a due passi dal mare, le “pajare”, i castelli, le chiese e i santuari.........

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Un piccolo, ma grande angolo di terra, da scoprire e riscoprire, magari ogni volta con un'ottica diversa. E questa volta abbiamo scelto un Salento meno adrenalinico e modaiolo, un luogo giocato tra sacro e profano, tra discorso religioso, perché ci sono santuari e chiese, ma anche storico e archeologico.......un luogo che subito diventa familiare e una volta ripartiti si vorrebbe presto ritornare......Stiamo parlando di Oria, la "Porta del Salento", un piccolo borgo costruito su un’altura che le permette di dominare le campagne salentine, al confine tra le Murge brindisine e il Tavoliere di Lecce. Sicuramente una delle perle più brillanti e meno conosciute della Regione, antichissimo centro messapico, poi conquistato dai romani, ricordato sin dal Medioevo per la sua stabile comunità ebraica, qui ebbe sede l’illustre Accademia Ebraica che rese la città celebre in tutto il Mediterraneo, che, secondo lo storico Erodoto, fu fondata intorno al 1000 a.C, quando un gruppo di cretesi di Minos, sbattuti da una tempesta sulle coste ioniche, fondarono la città di Hyrìa, oggi chiamata Oria. Ancora oggi, Oria è un insieme di culture che ci riportano dal periodo messapico, in cui il paese ebbe grande sviluppo, a quello rinascimentale, quando ebbe inizio il suo lento declino.

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Ultimamente la riscoperta dell'accogliente cittadina, Bandiera Arancione del Touring Club, il prestigioso marchio assegnato a quelle località in possesso degli stringenti standard richiesti quali la garanzia dell’offerta turistica certificata e il continuo stimolo al miglioramento da parte delle amministrazioni comunali, ha dato nuovo impulso alla sua economia, che si è sempre basata principalmente sul settore agricolo, grazie ai suoi uliveti e ai suoi vigneti. Sempre più turisti, infatti, decidono di scoprire le meraviglie di Oria, un luogo in cui la religiosità è ancora uno dei cardini della vita quotidiana. Passeggiare lungo il suo dedalo di viuzze è come tornare indietro nel tempo, ed è questa un’esperienza incredibile che abbiamo deciso di fare. Giunti in città, lasciata l'auto, abbiamo passeggiato nel centro storico dove le due porte, Porta Manfredi e Porta degli Ebrei, indicano l’ingresso nell’abitato antico. Qui, tra sali e scendi, in un dedalo di viuzze che qua e là si aprono in belle piazze e cortili, affiancati da bianche abitazioni spesso con adiacenti piccole chiesette costruite dalle famiglie illustri che qui hanno abitato nel corso dei secoli, siamo arrivati alla Cattedrale, dedicata a Maria Santissima Assunta in Cielo, la cui forma attuale si deve al vescovo Castrese Scaja che, nel 1750, fece demolire la precedente chiesa medievale in stile romanico, pericolante a causa di un terremoto avvenuto il 20 febbraio 1743, facendone costruire una nuova in raffinato stile barocco con una superba cupola rivestita da mattonelle policrome. La Cattedrale, però, non è solo un luogo di culto, ma anche di storia. Nei suoi sotterranei, infatti, è possibile ammirare ancora oggi i resti della civiltà messapica che tanti secoli fa diede vigore al paese, nonché la famosa cripta delle mummie, dove riposano i cadaveri mummificati di alcuni confratelli dell’Arciconfraternita della Morte, la più antica confraternita di Oria. Sul territorio della cittadina trovano sede numerosi altri esempi di edifici di culto che ne hanno fatto, in tempi passati, un polo di grande spiritualità.

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A tal proposito ci piace ricordare la chiesa di San Francesco di Paola, a pochi passi dalla Porta degli Ebrei, dove i nuovi vescovi di Oria, secondo un'antica tradizione, indossano i paramenti sacri per prendere possesso della Diocesi. Salendo ancora più su, nella parte più alta della città, eccoci giunti in faccia al Castello, una splendida costruzione che presenta oggi un insieme di diversi stili architettonici, temporaneamente chiuso al pubblico, costruito tra il 1227 ed il 1233, su ordine di Federico II, personaggio molto amato in città, in onore del quale tutta la popolazione partecipa, ogni anno, nel secondo fine settimana di agosto, alla rappresentazione del Torneo dei Rioni e del Corteo storico. Dichiarato monumento nazionale, è circondato da un parco ricco di vegetazione che ricorda l’antica foresta un tempo circostante l’abitato: si tratta di Parco Montalbano, antico giardino dell’abbazia dei Celestini e oggi una delle aree verdi più importanti della zona. Scendiamo, ed ecco davanti a noi il settecentesco Palazzo Martini, situato nel cuore del centro storico di Oria, sede del nuovo Museo Archeologico dei Messapi, custode dei reperti rinvenuti dagli scavi condotti in Oria e nelle sue vicinanze a partire dal 1950. Dal Palazzo arriviamo in Piazza Manfredi, cuore della vita cittadina e della movida oritana giusto in tempo per gustarci un gelato al Bar Kenya, dove vi consigliamo di assaggiare un delizioso mix di cioccolato e nocciola la cui ricetta è custodita gelosamente da segreto familiare o un prodotto tipico della zona, lo spumone, un dessert freddo con vari strati di gelato gustoso che circondano un soffice cuore di pan di Spagna.

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Per il visitatore che non si fosse ancora saziato, Oria nasconde, all’esterno del borgo antico, altre meraviglie da scoprire. A pochi chilometri di distanza, infatti, lungo una via che porta a Latiano, in quella campagna pugliese, fatta di sapori e atmosfere bucoliche, si incontra la chiesa di Santa Maria di Gallana. Una delle più antiche di Puglia, gli storici la datano fra VII e VIII secolo d.C., mirabile esempio di architettura bizantina e luogo di pellegrinaggio e preghiera soprattutto il 15 agosto quando, messe all’aperto, processione, fuochi d’artificio, banda e mercatino sotto gli ulivi, portano qui centinaia di fedeli e turisti. Ma non si può abbandonare Oria senza una visita, a circa cinque chilometri dall’abitato, del Santuario di San Cosimo alla macchia, secondo santuario più visitato dopo Padre Pio a San Giovanni Rotondo, un gioiello di architettura nella macchia mediterranea, dedicato ai Santi Medici Cosimo, Damiano, Antimo, Euprepio e Leonzio. Posizionato in un aperta campagna, da cui il nome “ alla macchia”, sulle fondamenta di una più antica chiesa dei monaci Basiliani risalente presumibilmente al IX secolo, il santuario riveste oggi un ruolo polarizzante per le numerose iniziative religiose e culturali che offre tanto da essere considerato una piccola Santiago de Compostela. Sono stati realizzati, infatti, nell’area del santuario un Museo Etnografico, che presenta una selezione di oggetti che raccontano tre secoli di storia salentina e in particolare della tradizione contadina, unitamente ad uno spazio per gli “ex voto” e le reliquie dei santi titolari, ed un negozio, Rotelli Arte Sacra, dove, accanto agli articolo religiosi, il turista può trovare accattivanti souvenir da regalare e regalarsi. Fino a poco tempo fa, c’era anche un Giardino Zoologico, voluto dal vescovo Alberico Semeraro, nel 1962, realizzato per dare sistemazione agli animali, locali ed esotici, che arrivavano in dono al Santuario.

Per vivere al meglio questo angolo poco conosciuto di Salento, vi consigliamo di affidarvi ai consigli di Spirito Salentino, una cooperativa di 15 professionisti dell'accoglienza turistica e della gestione del patrimonio culturale, che sapranno organizzarvi un tour su misura consigliandovi anche quel qualcosa che darà quel tocco in più alla visita.

 

DOVE MANGIARE

- Ristorante Caffè Decò, Piazza Lama, 43, 72024 Oria BR. www.caffedeco.com/ristorante, Tel.: 0831 847090.

Ai piedi di un meraviglioso maniero di epoca federiciana, un ristorantino sfizioso, accogliente, con staff ben accorto per soddisfare ogni desiderio del cliente. Cucina di tradizione locale rivisitata e realizzata con materie prime di alta qualità, frutto della sapiente ricerca dello chef Paolo, nonché titolare dello stesso locale, presentata con grande creatività e in giuste porzioni. Piatti sia di mare sia di terra tutti da provare.

- Ristorante Intra Moenia, Via Donato Castiglione, 3, 72024 Oria BR. www.trattoriaintramoenia.com, Tel.: 0831 817470.

Trattoria in una calda e suggestiva atmosfera d'antan, che nel periodo estivo si propone anche con tavoli esterni diventando una vera e propria via del gusto chiusa al traffico. Ideale per chi è alla scoperta degli autentici sapori e profumi del territorio. Sapori che si amalgamano e profumi che si mescolano dando vita a piatti che racchiudono e preservano il più autentico Salento.

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- Corrado Ristorante, Via Manfredi, 22, 72024 Oria BR. www.corradoristorante.it.Tel.: 366 952 4249.

Il primo ristorante a rendere omaggio a Vincenzo Corradogrande gastronomo, nativo di Oria, noto per aver messo per iscritto la "cucina mediterranea", e valorizzato la grande cucina regionale italiana. In un antico frantoio semi-ipogeo del 1700, il locale offre una cucina tipica rivisitata dal talentuoso Chef, realizzata solo con prodotti tipici pugliesi di qualità. Mise en place essenziale e molto gradevole. Ampia scelta di vini. Possibilità di menù alla carte o degustazione.

DOVE DORMIRE

- Laurito Resort & Spa, strada provinciale 54 Francavilla -Manduria Km5, 72024 Oria BR. www.hotel-laurito.it, Tel.: 0831 848240.

Immerso nel verde, a pochi minuti in auto da Oria e ad appena 33 km dal porto di Brindisi, propone camere spaziose, alcune con balcone e con soffitti che ricordano il preesistente monastero del XVII secolo. Dotate di connessione wireless gratuita, sono arredatecon mobili in stile arte povera, semplici, ma essenziali. Accogliente il centro benessere con una piscina coperta, Jacuzzi, sauna e zona relax. Scenografica piscina esterna e parcheggio.

INFORMAZIONI SULLA DESTINAZIONE

- Spirito Salentino  Soc. Cop. s.r.l., Via Caporetto 20, Manduria (TA), N. 338.1340466 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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