PUNTO G: NUOVO INDIRIZZO GOURMET NEL CUORE DI MONZA

Il Paradiso del Gusto, il Punto Gourmet della città, il Paradiso dei Ghiottoni. O più semplicemente il Posto di Giusy, l’amabile padrona di casa, Giusy Frallonardo, pugliese d’origine, monzese d’adozione ormai da moltissimi anni. Il ristorante Punto G fa del suo nome un gioco di parole, un luogo dove la parola d’ordine è materie prime di altissima qualità e contaminazione. Il locale si divide in due proposte: al piano terra il bistrot, formula di tendenza per pranzi e cene più smart, mentre al piano superiore c’è la proposta gourmet. Sito nel cuore di Monza(MB), in Via Gian Francesco Parravicini 34, a non molta distanza dalla centralissima Piazza Trento e Trieste, il Ristorante Punto G è stato inaugurato, dopo importanti lavori di adeguamento e restauro, il 17 marzo del 2018, per la grande passione di un imprenditore, appassionato gourmet, che aveva rilevato l’immobile sede di un vecchio ristorante di cucina orientale. Due sono le caratteristiche fondamentali che fanno la differenza per Punto G sono: la passione e l’alta qualità, nella convinzione che con ottimi ingredienti e l’estro e il cuore di uno chef appassionato, si possano realizzare piatti davvero unici. La firma stilistica del ristorante riguarda in primis la selezione maniacale delle materie prime, sempre freschissime e di elevata qualità quali la carne di Kobe, i crudi di mare d’eccellenza, la pasta rigorosamente fatta in casa con farine selezionate, l’olio Laudemio, che da 18 anni vince il premio di miglior EVO del mondo (e disponibile solo da Punto G nella provincia monzese). Il locale è molto accogliente. La facciata con il suo bel colonnato si stacca e si distingue dall’abitato circostante. Attraversata la porta d’ingresso ci si addentra in uno spazio ampio e molto elegante, sia per la scelta degli arredi sia per la particolare struttura che dal piano terra lascia vedere il primo piano soppalcato e il soffitto a travi e travicelli della zona gourmet. Classico e moderno si fondono con molto gusto. L’ambiente è arricchito anche da diverse opere d’arte esposte. Al piano terra la zona bistrot e aperitivi, nel soppalco la sala gourmet e in uno spazio riservato, il “Tavolo dello Chef”, il tutto per un massimo di circa 40 coperti.

LO CHEF EMILIO SOLANO

Dall’autunno 2018 il giovane executive chef del ristorante Punto G è Emilio Solano. Emilio è nato il 24 agosto del 1989, nell’antico Comune di Torre del Greco (città metropolitana di Napoli), ma ha trascorso la sua giovinezza in Liguria dove la sua famiglia si era trasferita. La passione per la ristorazione e la cucina è nel DNA di Emilio che, da parte della mamma, annovera una lunga tradizione lavorativa nel campo dell’accoglienza. Sia il nonno Raffaele Autuori sia lo zio hanno lavorato come maître sulle navi da crociera. Seguendo la sua predisposizione Emilio entra, a 14 anni, all’Istituto Professionale Statale per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera “Marco Polo” di Genova dove alla fine dei corsi si diploma. Parallelamente, iniziano anche le sue prime positive esperienze lavorative in hotel e ristoranti della Costa Ligure. Appena diplomato entra nella cucina di uno dei migliori ristoranti di Genova, lo “Zeffirino”, e vi rimane per 4 anni diventando, grazie alla sua abilità, capo partita. Successivamente vola in Inghilterra, a Londra, dove per ben 3 anni lavora in ristoranti stellati, con noti chef in locali del calibro di “Gordon Ramsay”, “Novikov”, “Corrigan’s”, “Duck & Waffle” e “Dorchester Collection”. Emilio viene quindi richiamato in Italia come executive chef allo “Yachting Club” del Porto Turistico di Marina di Loano, in provincia di Savona, nella sua Liguria, dove resta per 3 anni. Segue un’altra interessantissima esperienza al “Nettuno Beach & Restaurant” a Borgio Verezzi, sempre in provincia di Savona. Come già accennato, nell’autunno 2018 Emilio Solano prende le redini della cucina del “Punto G” di Monza. La cucina di Emilio ha sapori forti e decisi, la sua filosofia si basa sulla rivisitazione in chiave moderna della cucina tradizionale proveniente da varie parti del mondo. Emilio in è coadiuvato dal sous-chef Matteo Salini, dalla capo partita agli antipasti e primi piatti Irene Brandoni, dalla pastry-chef Chiara Fusco e dall’aiuto cuoco Yacouba Cisse. La sala, invece, è orchestrata dal giovane maître Mattia Colò, da Domenico Cesina (maître in seconda) e dalla chef de rang Sara Labinaz.

IL MENU

Nel menu di Punto G si trovano sia le eccellenze internazionali, sia quelle italiane e a chilometro zero, in una continua ricerca dei prodotti migliori e di vere e proprie chicche da offrire ai propri clienti, secondo un criterio di gusto e di stagionalità. L’obiettivo è chiaro: trovare prodotti particolari, talvolta speciali, che poi vengono valorizzati dall’abilità dello chef che cerca di coniugare sempre la grande tradizione culinaria italiana con contaminazioni di altre cucine, in uno stile fusion decisamente intrigante. Una filosofia di cucina gourmet che al Punto G viene declinata in due modi: uno più smart, con la formula bistrot, e una più “luxury” con la formula ristorante gourmet. Nella proposta bistrot il cliente ha la possibilità di spaziare tra una vasta scelta di piatti ricercati e fantasiosi. Dalla carta degli antipasti è possibile scegliere tra: alici del Tigullio dorate; sashimi di branzino alla mediterranea; insalatina novella di fiori frutta e verdura; battuta di Fassona al coltello, con polvere di tuorlo e chips di panissa. Come primi il menu bistrot propone: tagliatella fatta in casa al pesto DOP di Pra’; spaghetto “aop” e tartarina di ricciola al lime; selezione di pasta di gragnano alla genovese di tonno fresco e maggiorana selvatica; scialatiello alle vongole, mandorle e limone. È inoltre possibile degustare la Pizza “Gourmet” o la Focaccia tipo Recco. Tra i secondi piatti troviamo: il pescato del giorno croccante con crema di fior di latte e patate confit; la panzanella di calamari, pesto e pomodorini confit; lo scamoncino di scottona marinato al whisky e senape antica con verdurine; la tagliata di tonno alla piastra con pachino e cipolla di tropea. La carta dei dolci del bistrot propone il tiramisù classico, la selezione di gelati artigianali al gusto di cioccolato, mango o fior di latte e la mousse al cioccolato e frutti rossi. Il menu della proposta gourmet, invece, ha una turnazione trimestrale dove i piatti signature sono l’Astice blu crema di burrata e asparagi croccanti, la Capasanta scottata e foie gras, i Raviolini croccanti di ossobuco con fiori di lavanda e Gin, il Toast del Tigullio, l’Arlette in crema Chantilly alla Malvasia e cioccolato. A questo si aggiunge un menu “Contaminazioni”che esprime al meglio l’estro creativo di Emilio Solano. «Sono soprattutto orientato –racconta lo chef –a creare piatti che propongano un mix tra la cucina italiana e la cucina giapponese. La cultura nipponica mi affascina per la sua modestia, la disciplina e la pulizia e quando ero a Londra ho lavorato in cucine dove il fusion era ampiamente praticato, apprendendo varie tecniche». Il Menu Contaminazione prevede infatti: calamaro Nori Kuro con insalatina di wakame e sesamo; pollo Tonkatsu e gel al limone; gyoza di Wagyu Nabemono in “AOP”; taco di Shiso con frutta e verdura; maialino nostrano con cipolla in agrodolce e croccante di alga nori; black cod marinato per minimo3 giorni e maionese allo yuzu; rivisitazione della torta stroscia al the matcha. Scorrendo la carta si trovano veri e propri gioielli del food, come il Glacier 51 (prodotto unico nel suo genere, considerato come l'equivalente marino della carne wagyu e molto apprezzato sia dai migliori chef del mondo), il pollo ficatum (buona parte dell'alimentazione è composta da fichi secchi macinati, metodo d'ingrasso già praticato anticamente, per ottenere delle carni di volatili succulente) e l’astice blu, a fianco di ricercate crudità di mare, ostriche, caviale, Pata Negra e un’ampia selezione di formaggi artigianali. «Quello che voglio trasmettere attraverso la cucina– racconta lo chef – è in primis la ricercatezza: cerco di fare piatti non banali, studio molto, gioco tanto con consistenza e sapidità, cercando di mantenere una forte impronta del territorio perché alla fine per me c’è niente di più gourmet che il cosiddetto “piatto del ricordo”». L’attenzione maniacale alla qualità passa anche attraverso il finale del pasto, con una pasticcera dedicata (che non è così scontato trovare in un locale giovane come il Punto G), e persino il pane: «Panifichiamo tutto – spiega Solano – utilizzando solo farine non raffinate e macinate a pietra lavica, e naturalmente utilizziamo solo lievito madre». A pranzo, l’offerta si “alleggerisce” per le esigenze business, e c’è anche la possibilità di optare per il “BOX”, 4 mini portate (antipasto, primo, secondo e dessert o frutta) che cambiano giornalmente (a 15 euro a persona, acqua e caffè inclusi). Grande attenzione è dedicata anche alla carta dei vini, con una bella selezione di Champagne che si affianca alle etichette più blasonate di grandi vini rossi italiani e francesi. Non manca nemmeno una piccola selezione di cocktail e spirits, da gustare sia all’ora dell’aperitivo, sia nel dopocena.