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Scritto da Gloria Giovanetti Categoria: Turismo & Benessere
Pubblicato 29 Aprile 2017
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Una legge regionale per incentivare l’uso della bici

L’Emilia Romagna, prima regione italiana per diffusione di piste ciclabili e fulcro delle ciclovie nazionali Del Sole e Vento, ha presentato un’innovativa legge sulla ciclabilità del territorio - In regione mille opportunità di vacanza per i cicloturisti, anche grazie a un selezionato circuito di Bike Hotel, 8000 Km di percorsi, Bike Park in Appennino e locali bike-friendly – L’Emilia Romagna seconda agli Oscar Italiani del Cicloturismo 2016 – Aumentano i locali bike friendly e a Bologna, oltre alla Tangenziale delle biciclette, c’è la prima Velostazione d’Italia – A settembre all’Autodromo di Varano de’ Melagari bici di nuovo in pista per la seconda edizione del Bike Summer Festival

L’Emilia Romagna offre grandi opportunità tutto l’anno per chi sceglie di fare una vacanza in bici, proponendo splendidi itinerari e invitanti soste enogastronomiche. I percorsi per cicloturisti permettono anche di scoprire parchi e riserve naturali di grande bellezza, che fanno di questa terra una grande oasi verde. In totale, ci sono 8.000 Km tra percorsi stradali, piste ciclabili e tracciati sterrati per appassionati di bici e mountain bike.

Sono tracciati a basso traffico, distribuiti nelle nove province: molti sono segnalati, altri identificati da guide e cartine. Si differenziano per lunghezza e difficoltà altimetriche e sono indicati per tre tipi di praticanti: sportivi, ciclo-escursionisti e amanti della mountain bike.

Il trend positivo del segmento bike è confermato dai dati: l’Emilia Romagna è seconda regione italiana dopo il Trentino Alto Adige per presenze cicloturistiche, con 300mila arrivi di turisti bike per un totale di circa 1,4 milioni di presenze. Questa clientela è per l’85% straniera (proveniente in prevalenza da Germania, Benelux, Austria, Gran Bretagna, Svizzera, Francia, Stati Uniti, Scandinavia).

PRIMA REGIONE ITALIANA ECO-MOBILE E PER DIFFUSIONE DI PISTE CICLABILI

L’Emilia-Romagna, dove le persone che usano regolarmente la bicicletta sono il doppio rispetto alla media nazionale (10% rispetto al 5%), punta a diventare sempre più la regione delle due ruote e della mobilità sostenibile.L’Emilia Romagna è, infatti, la regione italiana più virtuosa per l’attenzione ai percorsi ecologici e la promozione delle iniziative europee legate al cicloturismo. Vanta un’ampia rete di percorsi riservati alle biciclette. Tra il 2008 e il 2015 le piste ciclabili regionali sono cresciute del 48,5%. Secondo il rapporto 2015 di Euromobility, che prende in esame i dati sulla mobilità sostenibile delle principali 50 città italiane, l’Emilia Romagna è la prima regione eco-mobile in Italia e per diffusione di piste ciclabili con ben 9 capoluoghi in classifica. Negli anni c’è stato un significativo incremento dei chilometri di piste ciclabili realizzate nelle aree urbane dei 13 comuni regionali con popolazione superiore ai 50mila abitanti, passati dai 400 chilometri del 2000 agli attuali 1.400.

Per tutti gli appassionati di percorsi immersi nella natura, anche la Destra Po rappresenta un’esperienza unica. Si tratta di 120 chilometri di pista ciclabile che partono dall’estremità ovest della Provincia di Ferrara e giungono fino a quella est, spingendosi fino al mare attraverso un territorio carico di bellezza e di grande valore culturale.

UNA NUOVA LEGGE REGIONALE PER INCENTIVARE L’USO DELLA BICI

Per vivere le città sempre più a misura d’uomo da parte dei residenti e per incentivare il turismo bike, la Regione Emilia Romagna ha presentato il primo progetto di legge sulla ciclabilità. La legge prevede la realizzazione della prima Rete delle ciclovie regionali, da Piacenza a Rimini, nuove piste ciclabili e ciclopedonali e, nelle aree urbane, nuove ‘zone 30’ con velocità e traffico ridotti e la promozione delle bici pieghevoli per affiancare l’utilizzo dei mezzi pubblici. Tra obiettivi da raggiungere ci sono il raddoppio della percentuale di spostamenti in bici e a piedi sul territorio, dimezzamento entro il 2020 delle vittime su strada, nuovi collegamenti tra le piste esistenti, una maggiore integrazione treno-bici, servizi per i ciclisti, dalla riparazione alla vigilanza. E per ogni nuova strada realizzata, è prevista una nuova ciclabile, anche non adiacente. Il progetto riguarda anche le ciclovie nazionali che attraversano la regione. Complessivamente, per interventi sulla mobilità ciclistica sono previsti fondi per quasi 25 milioni di euro.

EMILIA ROMAGNA FULCRO DI DUE CICLOVIE NAZIONALI: CICLOVIA DEL SOLE E VENTO

L’Italia ha di recente varato progetti inerenti quattro ciclovie turistiche nazionali che in parte si interconnettono con tracciati europei (Eurovelo), confermando - attraverso importanti e specifici investimenti infrastrutturali – il valore culturale ed economico del cicloturismo. Due di queste ciclovie attraversano anche l’Emilia Romagna: Vento e la Ciclovia del Sole.

In quest’ultima è già stata realizzata una prima tratta dal Brennero a Verona e ora si lavora sul tratto da Verona a Firenze che riguarda gran parte il territorio dell’Emilia Romagna (360 Km su 670 totali) e che s’inserirà nell’Eurovelo 7, il percorso ciclabile europeo che va da Capo Nord a Malta. L’Emilia Romagna è capofila del progetto e il coordinamento tecnico nazionale è stato affidato alla Città Metropolitana di Bologna, coinvolta in gran parte del tracciato, oltre alla Provincia di Modena. La tappa appenninica correrà parallelamente alla ferrovia Porrettana. Nel dettaglio, sul tracciato ferroviario dismesso Bologna-Verona saranno realizzati 31 km di percorso ciclabile con la possibilità di usufruire dell’interscambio modale con il sistema ferroviario metropolitano e regionale. La Ciclovia del Sole attraverserà otto Comuni tra i territori modenese e bolognese (Mirandola, San Felice sul Panaro, Camposanto, Crevalcore, San Giovanni in Persiceto, Sant’Agata Bolognese, Anzola dell’Emilia, Sala Bolognese).

La ciclovia Vento è la dorsale cicloturistica più lunga d’Italia (680 Km) e segue il progetto cicloturistico che collega Venezia a Torino lungo la valle del fiume Po, attraversando importanti città d’arte, borghi tipici, incontrando eccellenze enogastronomiche, artistiche e artigianali. Vento, che dà attuazione a parte di uno dei tracciati di Eurovelo 8, in alcuni tratti si sovrappone alla via Francigena e al Cammino di Sant’Antonio che dalla Basilica del Santo a Padova arriva all’eremo di Montepaolo sull’Appennino emiliano romagnolo.

OSCAR DEL CICLOTURISMO, EMILIA ROMAGNA AL SECONDO POSTO

All’edizione 2016 del Cosmobike Show di Verona sono stati assegnati gli Italian Green Road Award, una sorta di Oscar del cicloturismo italiano. L’Emilia Romagna si è piazzata al secondo posto, dietro al Friuli, con la Garda-Adriatico, una ciclovia che attraversa tre regioni (Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna), passa attraverso Ferrara, città d’arte Unesco, e il Delta del Po, Riserva della Biosfera, passando per Bondeno, Francolino, Ro, Berra, Mesola, Lido di Volano, Porto Garibaldi e Comacchio.
IL RECORD DI FERRARA, CITTÀ EUROPEA DELLA BICICLETTA

Ferrara può vantare un particolare record, messo in rilievo dal portale di viaggi Skyscanner: possiede il maggior numero di biciclette per abitante in Italia (100.000 bici per 135.000 abitanti), e – secondo i gestori del portale - è sicuramente “una delle città europee da vedere pedalando".

Entrando nello specifico, come segnalato anche dal sito www.ferrarainbici.it, si rileva che il 30,9% dei ferraresi utilizza abitualmente la bici per i propri spostamenti (i dati dell’ultimo rilevamento sono relativi al 2013), mentre ben l’89,5% degli abitanti di Ferrara possiede una bicicletta, utilizzata almeno una volta in città nell’arco di un anno. Ecco perché Ferrara può a buona ragione fregiarsi del titolo di “città delle biciclette”.

E L’AUTODROMO DI VARANO DE MELEGARI È DIVENTATO “CICLABILE”

In Emilia Romagna anche i circuiti dedicati ai motori possono diventare “piste” su cui cimentarsi con due ruote a… pedali. Dall’8 al 10 settembre 2017, infatti, l’autodromo di Varano de Melegari, in provincia di Parma, sarà protagonista per il secondo anno di un grande e originale evento: il Bike Summer Festival, una tre giorni tutta dedicata al mondo dei biker con gare, test, esibizioni, eventi. Il tutto nella cornice dell’autodromo, punto di arrivo e di partenza dei tracciati che si sono snodati nell’area naturalistica adiacente al Parco del Ceno e alla Riserva Naturale di Monte Cappuccio. All’evento, organizzato da Fiere di Parma col patrocinio della Regione Emilia Romagna, abbinati pacchetti turistici (http://bikesummerfestival.com/).

IN EMILIA ROMAGNA ANCHE LOCALI BIKE-FRIENDLY

Sempre più diffusi nel resto d’Europa, i Bike Cafè o Bike Bar si stanno diffondendo anche nel nostro Paese. La loro nascita è legata alla riscoperta della mobilità sostenibile e nella voglia di socializzare degli amanti della bicicletta che alla passione per le due ruote associano spesso anche quella per il cinema, i viaggi, la letteratura, la musica. In Emilia Romagna spiccano tre locali bike-friendly. Uno si trova a Riccione, si chiama Bikefan Cafè ed è il primo della Riviera riminese: i clienti possono usufruire di una caffetteria e nel frattempo scegliere di acquistare una bici da corsa o MBT, oppure componenti, accessori e abbigliamento di settore. Il locale fornisce inoltre un servizio di noleggio bici ed è dotato di una qualificata officina. E’ prevista la possibilità di organizzare uscite in bici lontano dal traffico e, in estate, anche escursioni notturne (www.bikefancafe.com).

Un altro locale per cicloturisti è il Bike Cafè Shop di Collecchio, in provincia di Parma, che offre una caffetteria, un’officina pronta a risolvere i problemi tecnici con personale in grado di dare anche consigli, un negozio per acquisto di bici e accessori, uno spazio-riunioni per gruppi sportivi, connessione wi-fi gratuita (www.bikecafeshop.it).

 L’altro punto di riferimento bike-friendly regionale è La bicicletta, a Modena, che ha come sottotitolo “Caffè e salumi”. Qui la passione per i pedali è visibile soprattutto attraverso i cimeli esposti, mentre quella per la buona cucina si vede anche dagli invitanti taglieri di formaggi e salumi accompagnati dalle tigelle calde, molto apprezzate dai biker. Nel locale si possono inoltre organizzare incontri e serate a tema (www.labicicletta.mo.it).

A BOLOGNA LA PRIMA VELOSTAZIONE D’ITALIA…

Anche nel 2015 il rapporto Euromobility ha assegnato a Bologna un posto tra le 50 città più “sostenibili” d’Italia. E proprio Bologna vanta la prima Velostazione d’Italia. E’ adiacente alla stazione degli autobus e a soli 300 metri dalla Stazione Ferroviaria. Si tratta del primo centro servizi urbano del Paese destinato agli appassionati della bici. Comprende un parcheggio custodito, un’officina attrezzata e personale qualificato per ogni tipo di riparazione bici, un punto d’informazione turistica, libero accesso al wi-fi ed è dotata di un urban cafè, una galleria di street art e un angolo dedicato alla lettura di settore. Prevista anche la possibilità, per i turisti, di prenotare tour urbani in bici di mezza giornata o viaggi di più giorni. La Velostazione è aperta tutti i giorni, con il parcheggio regolato da tariffe giornaliere, abbonamenti e carnet (https://dynamo.bo.it/).

… E UNA SPECIALE TANGENZIALE PER LE BICI

Bologna vanta anche la Tangenziale delle biciclette,un’opera realizzata per entrare e uscire agilmente dal centro storico, inserita su Google Maps. Il progetto, elaborato dall’amministrazione comunale con il contributo del Ministero dell’Ambiente, è attuato lungo i viali di circonvallazione. Questa speciale Tangenziale comprende un anello ciclabile lungo 8,4 Km, di cui 5 protetti dagli alberi. Sono stati inoltre realizzati 30 attraversamenti ciclabili con semafori dedicati. Bologna è inoltre dotata di due stazioni di gonfiaggio bici: la prima si trova tra via Sabotino e viale Vicini sulla Tangenziale delle bici, l’altra a Porta San Vitale nell’area pedonale di via Giulio Cesare Croce. Secondo i dati del dipartimento di Ingegneria dell’Alma Mater, a Bologna i ciclisti crescono in misura proporzionale all’estensione e alla fruibilità delle piste ciclabili. Boom della Tangenziale delle bici, con affluenze che – in alcune zone – sono cresciute del 63% rispetto al 2014.

PEDALARE NELLE CITTÀ D’ARTE E SCOPRIRNE I TESORI

In quasi tutte le città dell’Emilia Romagna c’è un’opportunità in più per spostarsi in modo veloce, autonomo, sostenibile. Ed economico. Si può usufruire, gratuitamente, di servizi di noleggio pubblico di biciclette: lasciando un piccolo deposito cauzionale all’atto dell’iscrizione è fornita una speciale chiave con codice personale che consente di utilizzare le bici. In particolare, esiste il servizio “C’entro in bici”, realizzato in un centinaio di Comuni d’Italia (www.centroinbici.it).

Promosso dalla regione, c’è anche il progetto di “bike sharing & ride” Mi Muovo in bici. L’obiettivo è realizzare un sistema unico con tessera elettronica che consenta, a chi è in possesso del titolo di viaggio MI Muovo (abbonamento annuale che integra i trasporti urbani e il servizio ferroviario regionale), di accedere anche al servizio di noleggio bici, prelevando e riportando la bicicletta in qualunque rastrelliera con posti liberi in una delle stazioni presenti nelle città aderenti. Si può verificare la reale disponibilità dei mezzi, scaricando una apposita app (www.mimuovoinbici.it).

BIKE HOTELS, OSPITALITÀ E CORDIALITÀ UNITE ALL’EFFICIENZA

Oltre trenta operatori dell’Emilia Romagna specializzati in cicloturismo fanno riferimento a Terrabici, un Consorzio regionale dedicato all’offerta turistica bike che, contando su 40 hotel dislocati su tutto il territorio, ha il compito di commercializzare, soprattutto a livello internazionale, località e territori dell’Emilia Romagna come destinazione bike, presentando un’offerta unica per una domanda cicloturistica sempre più in crescita. I dati forniti da Terrabici relativamente agli hotel associati evidenziano 135mila presenze all’anno per 15 milioni di euro di fatturato (www.terrabici.com).

In Riviera sono attivi una ventina di Club di prodotto di operatori specializzati in cicloturismo, a cui sono collegati un centinaio di Bike Hotel e ai quali si aggiungono, in tutta la regione, altri 200 alberghi attrezzati per questo segmento turistico. I servizi vanno dal rimessaggio delle bici all’assistenza tecnica, dai massaggi ai menù personalizzati. Gli albergatori prevedono inoltre uscite quotidiane con “guide”.

Tra le località della Riviera che per prime hanno realizzato strutture di questo tipo c’è Cesenatico che oltre agli alberghi Bike&Beach(www.bikeclubhotels.com) ha una nuova associazione di alberghi specializzati, i GiroHotels, che puntano soprattutto al mercato internazionale e che hanno anche raccolto l’adesione di fornitori e di uno stabilimento balneare. Tra i servizi offerti la possibilità di noleggiare bici di alta qualità e un sito innovativo (www.girohotels.it) che punta molto sulla forza delle immagini.

In primo piano Riccione (www.riccionebikehotels.it) con i Bike Hotels che propongono, tra l’altro, la mappatura con sistema GPS di 20 percorsi e la possibilità di scaricare gratuitamente dal portale di Riccione Bike Hotels le tracce degli itinerari sul proprio navigatore, smarthphone o su un GPS fornito dagli alberghi consorziati.

Attivo anche il club di prodotto Rimini Bike Hotels, che raccoglie alberghi a tre e quattro stelle della provincia di Rimini (www.riminibikehotels.com ). E’ rivolto sia ai cicloturisti esperti sia ai neofiti, puntando non solo sui classici percorsi on the road, ma anche su quelli off road per la mountain bike. Propone, tra l’altro, un servizio noleggio e fornisce un numero verde per prestare soccorso ai cicloturisti sia in caso di guasto sia di maltempo.

Il Consorzio Bike Hotel Cattolica (www.bikehotelcattolica.it) coinvolge alberghi per complessive 700 camere. L’associazione propone speciali pacchetti vacanza e itinerari (35 in tutto, di cui 15 per MTB) in grado di esaltare le bellezze del territorio e le eccellenze della sua enogastronomia. Seguendo i consigli di guide esperte, il cicloturista può scegliere varie opzioni: dall’ampia e piatta striscia costiera (40 Km) si scende gradualmente verso l’interno, fra paesaggi rurali e territori collinari.

APPENNINO TUTTO DA VIVERE IN MOUNTAIN BIKE

Anche l’Appennino emiliano romagnolo cala i suoi assi per gli amanti della bicicletta. Sono tanti gli operatori turistici che presentano eventi sportivi e proposte di soggiorno per gli appassionati di mountain bike. Ogni estate molti di loro sono in azione nei percorsi del Cimone Bike Park, in provincia di Modena, utilizzando gli impianti di risalita delle piste da sci, dotati di carrello porta bici. Il Bike Park resta aperto tutti i week end di ottobre e ad oltranza, fino a quando le condizioni meteo lo permettono. L’area del comprensorio del Cimone, dedicata alla mountain bike, ha diversi percorsi di discesa costruiti per gli amanti di questo sport con passerelle di legno, ponti, salti (www.cimonebikepark.com/website/).

SULLE COLLINE DI RIMINI UN BIKE PARK “INTELLIGENTE”

A Maiolo, sull’Appennino riminese, c’è il Valmarecchia Bike Park,un impianto unico, il primo in Italia completamente smart. Si estende per circa 15.000 metri quadrati e agli appassionati della disciplina offre un percorso mozzafiato per “downhill” (1500 metri), un tracciato per enduro e – grazie alle tecnologie powerline – un’illuminazione notturna “intelligente” che consente di abbattere i consumi anche oltre il 35%. La struttura è inoltre dotata di un’area attrezzata per camper e sosta tende, ricovero e area lavaggio mountain bike, spogliatoi riscaldati. All’ingresso è stato installato un totem interattivo che, attraverso uno schermo touch, consente di essere informati su previsioni meteo e iniziative turistiche del territorio (http://www.riviera.rimini.it/video/bike-park-valmarecchia.html).

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