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Scritto da Gloria Giovanetti Categoria: Casa&Design
Pubblicato 31 Gennaio 2018
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Con negli occhi questo paesaggio, che affonda le radici nell’armonia con la natura e nella tradizione, è nato un design che punta al futuro di oggetti pensati per le attività quotidiane, quali mangiare, bere o accudire fiori”.

Toshiyuki Kita

Le ceramiche cinesi sono famose grazie alla lunga tradizione di innovazioni e stili che ne contraddistinguono la produzione sin dai tempi antichi.

Un’arte dal portato storico inestimabile, che ha reso possibile l’invenzione della porcellana – descritta all’Occidente da Marco Polo ne Il Milione – e un mondo di oggetti squisiti con disegni e sfumature che ancora oggi affascinano e stupiscono.

Definita “oro bianco”, tanto che in Europa furono molti i tentativi di eguagliarne perfezione e bellezza, la maestria degli artigiani cinesi ci ha tramandato colori, utensili e oggetti eccezionali. Tra questi è impossibile non citare l’affascinante celadon con i suoi richiami alla giada, i blu brillanti delle ceramiche Ming o ancora i colori dolci e polverosi delle famiglie rosa e verde.

In questo percorso di storia e ricerca artistica spiccano le ceramiche Ru, ceramiche rarissime e di grande qualità, considerate l’incarnazione di estetica, saggezza e fascino della dinastia Song e che hanno colpito l’immaginario di molti grazie al loro colore, che vira tra il blu e verde pallido, poeticamente paragonato al blu chiaro del cielo che emerge tra le nuvole dissoltesi dopo la pioggia.

Le ceramiche Ru prendono il loro nome dalla regione Ruzhou, odierna provincia di Henan, luogo di produzione delle ceramiche imperiali durante la dinastia Song (960-1279), e di cui oggi ci resta testimonianza di nemmeno cento esemplari. La produzione delle ceramiche Ru durò infatti solo un ventennio, e con la scomparsa della dinastia Song, descritta come l’era più elegante e ricca delle ceramiche cinesi, se ne perse ogni traccia.

Fino ad oggi.

L’instancabile lavoro di uomini appassionati, trent’anni di ricerche, test e studi hanno permesso di replicare e riproporre nel 1983 le ormai millenarie ceramiche verdi-blu, sorprendendo il mondo con la delicatezza di un colore che si pensava ormai scomparso da 800 anni.

I protagonisti di questa vicenda sono Zhu Faxi, direttore di China Craft e Art Industry Board, oltre che creatore – insieme al suo team – delle nuove ceramiche Ru, e COMIVERSE, azienda che mira a diffondere l’arte tradizionale cinese nel mondo, re-introducendola nella vita quotidiana e attualizzandola al life style contemporaneo.

Toshiyuki Kita è stato invitato nella Primavera 2017 a far parte di questo progetto, curando il design di oggetti che potessero essere utilizzati nel mondo di oggi.

Kita, il cui lavoro si basa sul concept “Think Globally, Act Locally” e sull’utilizzo di tecniche e materiali tradizionali nel design contemporaneo, non poteva non cogliere la sfida di tramandare bellezza e saggezza intrinseca delle ceramiche Ru alle future generazioni, scegliendo di visitarne il luogo d’origine con una accompagnatrice d’eccezione, la signora Ma, affrontando un viaggio nel tempo costellato di templi e strade dal sapore antico e disegnando oggetti eleganti e funzionali.

Nasce così la prima collezione di ceramiche Ru pensata da Toshiyuki Kita, di cui fanno parte piatti per chef e cibi gourmet, recipienti per gustare tè e assaporare liquori provenienti da tutto il mondo e, infine, dei vasi con i quali creare suggestive composizioni floreali.