50 ANNI DAL SESSANTOTTO E DALLA PRIMAVERA DI PRAGA

Scritto da Gloria Giovanetti Categoria: Cultura Spettacoli Locali
Pubblicato 15 Febbraio 2018
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Mentre in Italia si celebra il cinquantesimo anniversario dal ’68 e dagli anni della rivoluzione socio-politica, in Repubblica Ceca si possono ripercorrere le tracce della Primavera di Praga, datata anch’essa 1968. Anche quella una sorta di rivoluzione, un anelito di riforma e di liberalizzazione, stroncato però dall’invasione armata sovietica. Un periodo che, proprio come in Europa, rivive nella letteratura dell’epoca. A 100 anni dalla fondazione della Cecoslovacchia, nel 1918, approfittiamo per indagare anche il vento riformista che questa visse 50 anni dopo.

 

Per gli appassionati di storia e cultura, questo è decisamente l’anno in cui progettare una vacanza in Repubblica Ceca. Non solo si celebrano –con numerose iniziative nell’arco dell’anno- i 100 anni dalla fondazione della Cecoslovacchia nel 1918, ma -sull’onda del fermento per il 50° del Sessantotto nel mondo- i riflettori tornano ad accendersi sulla Primavera di Praga.

Qui –in un clima di malcontento verso il regime- il moto popolare che appoggiava la democratizzazione si diffuse soprattutto tra intellettuali e studenti, che appoggiavano il tentativo di liberalizzazione politica dal dominio sovietico promossa dal riformista slovacco Dubcek. Il processo di riforma ottenne largo sostegno popolare, investendo importanti aspetti della vita politica ed economica del Paese: maggiore libertà di stampa, federalizzazione del Paese, riattivazione dei partiti non comunisti e delle organizzazioni di massa, riorganizzazione del sistema produttivo, apertura ai Paesi occidentali, decentralizzazione amministrativa e maggiore autonomia dall’URSS…

Unione Sovietica che, ovviamente, non gradì e, sentendosi minacciata, inviò soldati e carri armati a occupare il Paese. L’ardito tentativo di costruire “un socialismo dal volto umano” fu subito sedato e nel periodo successivo si moltiplicarono le proteste non violente e persino quelle suicide, come quella simbolo dello studente Jan Palach e degli altri che lo emularono.

La Primavera di Praga fu una “alzata di testa” che durò solo qualche mese, dal 5 gennaio (salita al potere di Dubcek) al 20 agosto (spedizione armata sovietica) del 1968, ma che ha lasciato il segno nella politica nazionale e internazionale. Oltre che nella musica, nella letteratura e nelle arti in genere.Insomma, una rivoluzione incompiuta ma non per questo combattuta invano.

Uno spunto in più per visitare Praga e calpestare quelle strade e quelle piazze allora invase di uomini e carrarmati e per rintracciare un po’ anche della nostra storia… Non solo, anche per ammirare le architetture dell’epoca immaginando i fatti cui hanno fornito lo sfondo, i movimenti che le hanno fatte vibrare.

Inoltre, per l’occasione, dal 19 aprile al 9 settembrenel “corridoio mitologico” di Palazzo Wallenstein (sede del Senato) sarà possibile visitare un’interessantemostra fotografica dedicata proprio al 50° della Primavera di Praga. Stessa sede, ma a partire dal 13 settembre e fino al 13 gennaio 2019, per la mostra “Il Patto di Monaco del 1938 nel contesto della storia europea del XX secolo“, che celebra invece gli 80 anni dal trattato che smembrò la Cecoslovacchia.

 

Curiosità sulla Primavera di Praga

-Il nostro Francesco Guccini ha composto una canzone intitolata proprio “Primavera di Praga”, cantata anche dai Nomadi, che descrive vivamente le scenografie praghesi dell’epoca.

-Persino i Pooh in “Mezzanotte per te” e il rapper Marracash nella canzone “Quando sarò morto” citano la Primavera di Praga.

-Soprattutto, le vicende cecoslovacche fanno da sfondo al celebre romanzo “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera e naturalmente al film omonimo che ne trasse Philip Kaufman.

-Jaromir Jagr, stella dell’hockey su ghiaccio, ha indossato sempre la maglia 68 proprio in ricordo della Primavera di Praga, durante la quale perse due nonni. 

 

Otto per otto, tutta la storia del popolo ceco in un numero

Il numero otto ricorre nelle grandi tappe storiche di Cechia:

1618 defenestrazione di Praga

1918 costituzione della Repubblica Cecoslovacca

1938 Patto di Monaco, la Cecoslovacchia cessa di esistere

1948 inizio del regime comunista

1968 Primavera di Praga

(nel 1989, per un solo anno, la Rivoluzione di Velluto rompe la regola)