ROSSOPOMODORO SAN BABILA FESTEGGIA IL RICONOSCIMENTO DELL’ARTE DEI PIZZAIUOLI NAPOLETANI A PATRIMONIO IMMATERIALE UNESCO A MILANO AL BRIAN &BARRY BUILDING

Scritto da Gloria Giovanetti Categoria: Enogastronomia
Pubblicato 23 Febbraio 2018
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Poche parole , ma tanta emozione  per esprimere tutta la gioia del successo. Franco Manna, fondatore e presidente di Rossopomodoro festeggia così il riconoscimento che L’Unesco ha tributato all’Arte dei Pizzaiuoli Napoletani iscrivendola nel Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

“Un riconoscimento che ci dà ragione e non solo perché dal primo momento abbiamo sostenuto la raccolta firme per contribuire alla moral suasion avviata  dal presidente della Fondazione Univerde Alfonso Pecoraro Scanio ai tanti che  l’hanno appoggiata come Roberto Maroni, Tessa Gelisio , Jimmy Ghione e Coldiretti che anche in questa occasione di festa sono presenti “.

 

L’imprenditore napoletano, che ha sempre sostenuto  la necessità di valorizzare il ruolo dell’artigianalità dei pizzai(u)oli anche come efficace barriera all’italian sounding, ha riassunto il percorso in tre parole. Orgoglio del pizzaiolo di fare un lavoro che può regalare tante soddisfazioni impensabili per genitori e antenati e di trasmettere un vento napoletano con le proprie pizze. Avere il senso della grande tradizione. Infine diventare paranoici dei particolari, cioè saper coltivare il senso più minuto e minuzioso per fare una grande pizza come testimonia l’attenzione al basilico che diventa segno distintivo della pizza napoletana e della capacità di guardare appunto ai dettagli.

 

“ Il motivo di soddisfazione ulteriore è che abbiamo sempre detto che il vero valore pizza è nella capacità degli artigiani che le danno vita. Con questa decisione il fattore umano viene messo nella giusta evidenza come facciamo noi di Rossopomodoro.

Uno  sforzo corale che ha dato i suoi risultati anche se nessuno può iscriversi un merito che è e resta un patrimonio comune di una città, di un popolo e di uno stile di vita”, precisa Manna.

 

Alfonso   Pecoraro Scanio promotore della petizione conosciuta come #pizzaUnesco ha ribadito che "Abbiamo ottenuto un risultato record di mobilitazione della società civile con oltre 2Milioni di firme e una vittoria per la tradizione artigianale del cibo . Ecco perché ora dobbiamo mettere questo successo a disposizione dell'anno del cibo italiano e impegnarci a difendere e valorizzare il riconoscimento Unesco ."

 

Tessa Gelisio conduttrice televisiva, scrittrice e ambientalista italiana ha ricordato

le motivazioni della decisione dell'Unesco.

 

Jimmy Ghione esulta: “ringrazio Alfonso Pecoraro Scanio per avermi voluto come testimonial. La scelta di un piemontese come me voleva marcare il carattere italiano e non solo napoletano di questa candidatura."

 

Roberto Maroni ha ricordato che" quando Alfonso mi ha chiesto l'adesione firmato per tre ragioni. Perché sono un convinto consumatore di pizza . Perché conosco Alfonso da tanto e stimavo questa campagna e perché la Lombardia ha il record dei riconoscimenti Unesco e ne conosciamo l'importanza e anche le difficoltà per ottenerli . Quindi i  miei complimenti per questo risultato sono convinti e sinceri."

 

Al termine della Conferenza ha preso il microfono Clelia Martino da oltre 25 anni di fianco al Presidente Manna , organizzatrice e ufficio stampa dell’evento che ha ringraziato i numerosi giornalisti che hanno accolto il suo invito e ha dato inizio allo show cooking previsto dalla scaletta.

Infatti per tutti i partecipanti all'evento, la scuola di cucina di Casa Rossopomodoro ha cucinato a vista per i presenti la tradizionale ricetta dei ravioli capresi, un favoloso primo con la ricotta di Capri, e delle eccellenti polpettine  di manzo. Il tutto accompagnato da prosecco e vino per festeggiare questa grande vittoria.

 

“E’ solo l’inizio dei grandi eventi di Casa Rossopomodoro in questo 2018 anno della cucina italiana ci vede in prima linea con scuole di cucina per rilevare i segreti dalla cucina italiana .

 

Le attività coinvolgeranno tutta Italia e scenderanno in campo i Grandi Maestri , gli Executive Chef Antonio Sorrentino e Enzo De Angelis da sempre sostenitori della buona cucina italiana e campana base di successo di Rossopomodoro. “A breve partiremo per un tour per portare uno dei dolci tipici della tradizione pasticcera napoletana , le zeppole di San Giuseppe preparate secondo la ricetta originale scritta a Napoli intorno all’anno 1837”.

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