Archivio 2005

PAC: ARTAUD, VOLTI / LABIRINTI

Scritto da Gloria Giovanetti Categoria: Cultura
Pubblicato 16 Dicembre 2005
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Sotto il titolo ARTAUD, Volti / Labirinti il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano presenta dal 6.12. 2005 al 12.2.2006 un “montrage” - dalle parole francesi montage (montaggio) e montrer (mostrare) - multimediale dedicato all’artista/poeta/attore e regista teatrale Antonin Artaud (1896-1948), considerato una delle personalità più sovversive della sua epoca.

Nel mondo contemporaneo, Artaud esercita un’influenza rimarchevole non solo negli ambiti dell’arte, della letteratura, del teatro e del cinema, ma anche nel campo della cultura psichiatrica.

Si può dire che abbia rivoluzionato e ridefinito le nozioni stesse di cultura, linguaggio, salute mentale e arte teatrale.

Questo “montrage”, concepito da Jean-Jacques Lebel e realizzato con la partecipazione di Dominique Païni, offre una visione complessiva di tutte le attività creative di Artaud, connettendole l’una all’altra e testimoniando la loro stupefacente molteplicità .

Accanto ad un’esclusiva selezione di disegni – fra i quali figura un buon numero di autoritratti – di preziosi manoscritti, di lettere, di documenti a stampa, di fotografie, vi saranno anche alcuni ritratti di Artaud eseguiti dai suoi amici: Jean Dubuffet, Man Ray, Balthus, Eli Lotar, Armand Salacrou, Denise Colomb, Georges Pastier, per citarne alcuni. Una sezione a parte sarà dedicata al rapporto tra Artaud e il teatro.

Un’installazione di Jean-Jacques Lebel ricostruirà la stanza dell’ospedale psichiatrico di Rodez dove, a partire dal 1943, Artaud è stato sottoposto, su decisione del medico primario dell’istituto, a cinquantuno sedute di elettroshock che gli hanno procurato una sofferenza indicibile, oltre a fratturargli una vertebra lombare.

La tragedia della schizofrenia – una tragedia che è insieme personale e sociale, e che generalmente viene censurata dalle istituzioni museali – troverà qui la rilevanza che le spetta.

A tutto ciò si aggiunga il repertorio completo – per la prima volta in Italia – delle ventidue apparizioni cinematografiche di Artaud, presentato da Dominique Païni con un complesso sistema di schermi che riflettono gli uni sugli altri i ruoli interpretati da Artaud, dando vita a un magma incandescente.

Si vedrà Artaud non solo nei film più celebri a cui ha preso parte - La Passione di Giovanna d’Arco (1927-28) di Carl T. Dreyer, Napoleone (1927) e Lucrezia Borgia (1935) di Abel Gance, La Leggenda di Liliom (1933) di Fritz Lang, L’Opera da tre soldi (1930) di Georg Wilhelm Pabst - ma anche in numerose altre pellicole, nella maggior parte misconosciute e introvabili, mai viste dopo gli anni Venti e Trenta.

Un’attenzione particolare sarà riservata ai suoi testi, compresi quelli scritti nella lingua di sua invenzione, sotto l’egida del filosofo Gilles Deleuze che dell’opera di Artaud ha fornito una lettura innovatrice.

Questa mostra di un genere inconsueto, o piuttosto questo montrage positivo, ha l’ambizione di rendere omaggio a un pensiero che occupa una posizione di estrema rilevanza nella cultura della nostra epoca.

Il catalogo riccamente illustrato includerà , oltre ai testi dei due curatori, un’intervista ad André Berne-Joffroy – l’ultima persona ad aver fatto visita ad Artaud all’ospedale psichiatrico di Rodez – e un importante testo inedito di Paolo Fabbri su Artaud e Van Gogh.

Il catalogo sarà pubblicato dalla casa editrice 5 Continents Editions.

La mostra, ad ingresso gratuito, sarà accompagnata come di consueto da attività didattiche e visite guidate realizzate con il sostegno del Gruppo COOP Lombardia, concerti di musica contemporanea a tema, conferenze e uno spettacolo teatrale tratto da un testo di Artaud.

Per farla finita col giudizio di dio, messo appositamente in scena per questa mostra a cura di OUTIS – Centro Nazionale di Drammaturgia Contemporanea.

Inoltre, nel mese di gennaio 2006, si terranno due rassegne cinematografiche.

La prima, Artaud e il cinema, sui film a cui Artaud ha preso parte come attore, con musiche eseguite dal vivo, realizzata dalla Fondazione Cineteca Italiana presso lo Spazio Oberdan. La seconda, Il cinema della crudeltà , a cura di Milano Cinema – Settore Spettacolo del Comune di Milano presso il Cinema Gnomo, che presenta quel cinema, quegli autori e quegli attori che hanno saputo leggere e trasmetterci la crudeltà del nostro tempo.

La mostra sarà realizzata con il sostegno di TOD’S.

Sede: PAC - Via Palestro 14, 20121 Milano

- tel 02 76009085

- fax 02 783330

- www.comune.milano.it/pac

Orari: 9.30 – 17.30 da martedì a venerdì / 9.30 – 19.00 sabato e domenica

Chiuso il lunedì, Natale e il 1° gennaio

Ingresso: GRATUITO