
L'autunno 2026 si apre all'insegna dei grandi nomi della storia dell'arte, con un calendario di mostre firmate Arthemisia che attraversa cinque città e altrettante narrazioni straordinarie, capaci di superare i confini nazionali e connettere istituzioni internazionali di primo piano con sedi italiane d'eccellenza.
Ad aprire la stagione sarà Roma, dove Palazzo Bonaparte ospiterà dal 15 settembre al 14 febbraio 2027 una retrospettiva dedicata a Vassily Kandinsky, padre dell'astrattismo, atteso in Italia da oltre venticinque anni. Curata da Angela Lampe, l'esposizione riunisce oltre settanta capolavori provenienti dal lascito della moglie Nina Kandinsky e da grandi istituzioni internazionali, incluso un nucleo generoso di opere concesso eccezionalmente dal Centre Pompidou. Tra le tele più celebri, Gelb-Rot-Blau del 1925 e L'Arco nero del 1912, mentre un focus inedito sarà dedicato a Gabriele Münter, compagna di vita dell'artista e figura di rilievo dell'Espressionismo, in mostra in Italia per la prima volta.
A Bologna, Palazzo Albergati accoglierà dal 9 ottobre al 29 marzo 2027 il debutto mondiale della Collezione Carmen Thyssen, con oltre cento opere che raccontano la Barcellona di inizio Novecento attraverso i grandi maestri del periodo: da Gaudí, di cui ricorre il centenario della morte, a Dalí, Picasso, Miró e molti altri artisti mai esposti prima in Italia. Curata da Jordi Falgàs, l'esposizione anticipa le opere che confluiranno nella futura collezione permanente del Museu Carmen Thyssen Barcelona.
Vercelli sarà invece la città di Marc Chagall: dal 13 ottobre al 29 marzo 2027, lo Spazio ARCA nell'ex Chiesa di San Marco ospiterà cinquanta capolavori dell'artista, curati da Francesca Villanti, in un percorso che intreccia i temi a lui più cari, dalla nostalgia della patria all'amore, dalla religione ai sogni. Tra le opere in mostra, Villaggio Russo del 1929 e Gli innamorati con l'asino blu, accompagnate da una sezione dedicata alla Collezione Giuseppe Iannaccone.
Firenze celebra invece Artemisia Gentileschi con una mostra al Museo degli Innocenti, dal 21 ottobre al 4 aprile 2027, dedicata al periodo fiorentino dell'artista, quello della sua piena maturità e affermazione, tra incarichi medicei e frequentazioni con Galileo Galilei. Curata da Costantino d'Orazio, Cristina Acidini e Sandro Bellesi, l'esposizione ripercorre anche il Seicento fiorentino attraverso artisti meno noti al grande pubblico, e include due opere di Caravaggio.
Chiude il palinsesto autunnale Lione, dove il Grand Hôtel-Dieu inaugurerà il 4 settembre la prima grande mostra dedicata ad Alphonse Mucha, padre dell'Art Nouveau. Curata da Giulia Silvia Ghia e prodotta da Arthemisia insieme a Fever, l'esposizione riunisce oltre novanta opere originali che raccontano come la figura femminile sia diventata, nella ricerca dell'artista, il filo conduttore di un intero linguaggio visivo tra teatro, pubblicità e spiritualità.