
Settembre si apre per Neri Pozza con un catalogo ricco e variegato, capace di spaziare dal romanzo storico alla saggistica politica, dalla narrativa giapponese alla riflessione letteraria sullo sport. Nove titoli compongono il calendario del mese, tra ritorni attesi, esordi e nuove edizioni di classici, in un percorso che attraversa epoche e geografie diverse restando fedele alla vocazione della casa editrice per le storie che sanno unire rigore e passione narrativa.
Ad aprire il mese, dal 1° settembre, è Alberto Rollo con "Le attitudini", una storia di formazione sentimentale che si intreccia al racconto vibrante di una stagione culturale irripetibile. Al centro del romanzo l'amore tra Bruno Röder, studente all'Università di Jena, e Marianna Di Dio, detta Nenna, orfana approdata a Napoli al servizio della marchesa di Scantara e poi nelle grazie della scandalosa Lady Hamilton. Un carteggio ritrovato per caso restituisce al lettore un romanticismo mai raccontato prima, tra rivoluzioni, idealismo e la domanda su quanto a lungo si possa restare giovani.
Dal 4 settembre arriva invece "Il resto è buio e vanità" di Luca Scarlini, ritratto inedito di Neri Pozza, lo scultore, scrittore ed editore che ha dato il nome alla casa editrice. Attraverso appunti, memorie e materiali d'archivio, Scarlini ricostruisce una figura poliedrica e centrale nel panorama culturale italiano del Novecento, mettendo in luce il legame tra vita artistica e mestiere editoriale.
L'8 settembre è la volta di Marta Lamalfa, che dopo il successo de "L'isola dove volano le femmine" torna in libreria con "Malopasso". Ambientato nella Calabria del 1953, il romanzo racconta le vite parallele di due bambini, Meluzzo e Dorella, divisi dal sentiero che dà il titolo al libro, soglia fisica e simbolica tra la comunità della Tonnara e il resto del mondo, alla vigilia di un cambiamento che promette di ridisegnare i loro destini.
Il giorno successivo, l'11 settembre, debutta "Un affare interno" di Guido Bandera e Gabriele Moroni, indagine basata sui documenti desecretati dagli Stati Uniti che ricostruisce il rapporto conflittuale tra Aldo Moro e l'amministrazione americana, un legame che contribuì all'isolamento dello statista italiano nei drammatici giorni del sequestro del 1978.
Dal 15 settembre torna Katia Tenti con "Mia signora di pietra e di vento", nuovo romanzo dopo "E ti chiameranno strega". Protagonista è Margarete di Tirolo Gorizia, erede di uno dei titoli più ambiti dell'Europa trecentesca, che rifiutando il ruolo impostole da padre e marito paga con la Storia il prezzo della propria ribellione, passando alla memoria con il soprannome di Maultasch. Sette secoli dopo, la giovane Arianna Miele proverà a restituirle verità curando una mostra a lei dedicata.
Il 18 settembre porta in libreria due uscite. "Elevazione. Del basket e della vita" di Hanif Abdurraqib, tradotto da Gianni Pannofino, è una riflessione lirica sul basket, la vita e la famiglia attraverso lo sguardo di un poeta cresciuto nell'età d'oro della pallacanestro americana, tra i voli di Michael Jordan e LeBron James e l'amore per i quartieri difficili dell'Ohio. Lo stesso giorno torna in nuova edizione, con la traduzione di Gala Maria Follaco, "Io sono un gatto" di Natsume Soseki, classico che inaugura la narrativa giapponese moderna: un gatto senza nome osserva con sguardo sarcastico le vanità e le assurdità della Tokyo dell'era Meiji.
Il 22 settembre segna il ritorno di Ito Ogawa con "La repubblica della felicità", nuovo capitolo dedicato alla scrivana Hatoko e alla sua Cartoleria Tsubaki, tradotto da Gianluca Coci. Diventata madre, Hatoko dovrà imparare che la parola più difficile da scrivere è quella che riguarda i propri sentimenti.
Chiude il mese, il 25 settembre, Barbara W. Tuchman con "Tramonto di un'epoca", tradotto da Marilena Damiani. Dopo il successo del classico "I cannoni d'agosto", la storica due volte premio Pulitzer torna alle origini della Grande Guerra, ricostruendo con la consueta capacità narrativa le tensioni nascoste sotto la superficie prospera della Belle Époque, in un affresco che illumina le radici del conflitto che avrebbe cambiato il volto dell'Europa.