
Ha aperto lo scorso 20 giugno 2026 presso la storica Citadelle di Villefranche-sur-Mer, in Francia, "The Absurd and the Dreamlike", l'ambiziosa nuova mostra dell'artista belga Arne Quinze, visitabile fino al 31 ottobre 2026. Per questo progetto Quinze ha voluto al proprio fianco l'artista portoghese Joana Vasconcelos, dando vita a un corpus di opere che esplora il poetico, il surreale e l'inaspettato attraverso sculture monumentali, installazioni immersive, dipinti a olio, opere video e sonore.
La rassegna si richiama esplicitamente all'eredità di Jean Cocteau, figura profondamente legata a Villefranche-sur-Mer, invitando il pubblico a riscoprire l'onirico e il surreale come chiavi per interrogare la crescente distanza tra cultura contemporanea e natura, una separazione che per Quinze rappresenta una delle ferite più profonde del nostro tempo.
A curare la mostra è Selcan Atilgan, fondatrice di ARTSA Consultancy, mentre la direzione è affidata a Camille Frasca, attuale direttrice de La Citadelle, già responsabile di progetto al Musée national Picasso di Parigi e curatrice, tra le altre cose, della mostra "Picasso and the Family" al Sursock Museum di Beirut. Il percorso espositivo si snoda tra installazioni monumentali negli spazi all'aperto e ambienti interni più raccolti, costruendo una narrazione capace di immergere completamente il visitatore nell'universo della mostra.
La cornice curatoriale porta la firma di Clare Lilley, curatrice britannica di fama internazionale, per anni direttrice dello Yorkshire Sculpture Park e per un decennio curatrice di Frieze Sculpture nel Regent's Park di Londra, con collaborazioni che nel tempo hanno coinvolto artisti come Ai Weiwei, Yinka Shonibare, James Turrell e Giuseppe Penone.
Al centro del progetto, il dialogo artistico tra Quinze e Vasconcelos, fatto di dualità, rottura e trasformazione. La pratica di Vasconcelos porta il domestico nella sfera pubblica, liberando oggetti tradizionalmente legati agli spazi intimi e privati per proiettarli in contesti aperti e monumentali, mettendo così in discussione le consuete dicotomie tra interno ed esterno, privato e collettivo. Attraverso elementi fatti a mano, oggetti quotidiani e un continuo gioco di scala, la mostra trasforma il familiare in un'esperienza inattesa, facendo emergere il surreale nel cuore del quotidiano. Tra le opere in mostra anche nuove collaborazioni inedite tra i due artisti, che intrecciano i loro rispettivi universi creativi.
In un testo personale diffuso in occasione dell'apertura, Arne Quinze racconta come l'ispirazione più profonda per il progetto, e per l'invito rivolto a Joana Vasconcelos, nasca proprio da Cocteau. Visitando La Citadelle e il villaggio di Villefranche-sur-Mer, l'artista racconta di aver percepito ovunque la presenza del poeta francese, nella luce, nella pietra, nel silenzio dei luoghi; durante la lavorazione della mostra, nel suo atelier scorreva senza sosta il film "Le Testament d'Orphée", da cui "The Absurd and the Dreamlike" ha progressivamente preso forma. Quinze richiama lo spazio sospeso in cui, nell'opera di Cocteau, il poeta abita tra realtà inquietante e simbolismo mitologico, tra giudizio e immaginazione, morte e immortalità: un percorso che l'artista sente vicino al proprio, quello di preservare la diversità in un mondo sempre più spinto verso l'uniformità. Di fronte a una modernizzazione e a correnti politiche globali che spingono verso la standardizzazione, Quinze dichiara di voler rispondere non con un'opposizione sterile ma rivolgendosi alla bellezza assoluta, indicando nella natura, con la sua molteplicità brutale e fragile, grezza e divina, la guida più autentica contro l'incessante mineralizzazione del paesaggio contemporaneo fatto di cemento e città. Ispirandosi allo spirito di Cocteau, l'artista invita a liberarsi dall'uniformità del pensiero moderno per entrare in una dimensione fatta di diversità, immaginazione e possibilità, dove sognare, sperimentare, osare e scegliere l'audacia al posto della conformità, celebrando la bellezza della diversità.
La mostra ha preso avvio con un'anteprima stampa il 9 e il 10 giugno, seguita dall'apertura al pubblico il 20 giugno, e resterà visitabile fino al 31 ottobre 2026 presso La Citadelle Villefranche-sur-Mer – Centro d'Arte e Museo.