
C'è un momento, arrivando ad Alassio, in cui capisci perché generazioni di inglesi innamorati di questa costa abbiano scelto proprio qui per svernare. È la luce, forse, quella che si posa sulla Baia del Sole e sui suoi quattro chilometri di sabbia dorata, un'eccezione rara in una Liguria fatta perlopiù di sassi e scogliere a picco sul mare. Il fondale digrada dolcemente, l'acqua è limpida e poco profonda: capisco subito perché le famiglie con bambini abbiano eletto questo tratto di costa a meta ideale, tra stabilimenti storici curatissimi e ampi tratti di spiaggia libera attrezzata.
Il Muretto e il cuore pulsante del centro storico
Non si può dire di essere stati ad Alassio senza essersi fermati davanti al Muretto, e infatti è lì che ho diretto i miei primi passi in città. Nato negli anni Cinquanta da un'intuizione di Mario Berrino, pittore e titolare dello storico Caffè Roma, insieme all'amico Ernest Hemingway, il muretto è oggi un vero e proprio wall of fame italiano: oltre mille piastrelle di ceramica autografate da personaggi che hanno attraversato la cultura, lo spettacolo e lo sport del Novecento, da Salvador Dalí a Woody Allen, da Fausto Coppi a Charlie Chaplin, passando per Mina, Louis Armstrong e Thomas Mann. Fu proprio la firma di Hemingway, tra le prime ad apparire, a dare avvio a quella che sarebbe diventata una vera istituzione cittadina.

A pochi passi si apre il Budello, il caruggio stretto e lungo che corre parallelo al mare e che rappresenta, da sempre, l'anima commerciale e sociale di Alassio. Passeggiandoci tra le vetrine delle boutique e i profumi che escono dalle pasticcerie storiche, mi sono lasciata tentare dai celebri Baci di Alassio, i dolcetti di cioccolato e nocciola nati al Caffè Balzola, aperto nel 1902 e ancora oggi fedele alla ricetta originale ideata da Rinaldo Balzola, che fu pasticcere personale di Vittorio Emanuele III. Impossibile, poi, ripartire senza aver assaggiato la focaccia: quella semplice o con le olive taggiasche del Fornaio di Alassio, quella al formaggio di Canepa, o le specialità liguri più tradizionali come la torta pasqualina e le lasagne al pesto.

L'anima inglese e i Giardini di Villa della Pergola
C'è però un'altra Alassio, meno immediata, ma altrettanto affascinante, che affiora passeggiando lontano dal lungomare. È l'Alassio anglo-mediterranea, quella nata a partire dal 1875 con l'apertura della linea ferroviaria che la collegava a Londra e Parigi, quando nobili e intellettuali britannici iniziarono a sceglierla come rifugio invernale, lasciando in eredità un patrimonio architettonico e botanico straordinario.
È proprio in cima alla collina che domina il golfo che si trovano i Giardini di Villa della Pergola, premiati come il parco più bello d'Italia e oggi Partner Garden della Royal Horticultural Society britannica. Creati alla fine dell'Ottocento dal generale scozzese Montagu McMurdo su ventiduemila metri quadrati di terreno, e in seguito salvati dalla speculazione edilizia grazie al restauro firmato dal paesaggista Paolo Pejrone, i giardini custodiscono la più importante collezione di glicini d'Italia, con trentaquattro varietà diverse, e la più grande collezione europea di agapanti, capace di regalare tra giugno e luglio una fioritura azzurra che conta oltre cinquecento varietà. Camminando tra le pergole storiche, tra palme secolari e agrumi rari affacciati sul mare, si visitano solo su prenotazione, accompagnati da guide che ne raccontano la storia botanica e umana.

L'impronta britannica si ritrova anche altrove in città: nell'ex chiesa anglicana in stile tardo-gotico vittoriano, oggi spazio per mostre e concerti; nella club house coloniale dell'Hanbury Tennis Club, fondato nel 1923 da Sir Daniel Hanbury e inaugurato dal grande Henry Lacoste; e nella Richard West Memorial Gallery, che conserva i dipinti del pittore irlandese insieme alla storica English Library.

Dove mangiare, tra stelle Michelin e cucina di mare
La sosta gastronomica più memorabile della mia visita porta il nome di Nove, il ristorante una stella Michelin all'interno di Villa della Pergola, dove lo chef Antonio Romano firma una cucina che profuma di orto e di mare, spesso a chilometro quasi zero grazie ai prodotti coltivati proprio nel giardino della villa. Tra i piatti che meglio raccontano questa filosofia, il gambero viola in carpaccio con emulsione salina, la panzanella con pomodori dell'orto e gazpacho verde, il san pietro alla mugnaia con insalatina di frutti di mare e capperi. Si cena in una sala tutta vetrate dal sapore britannico oppure, nella bella stagione, sotto la pergola storica avvolti dai profumi dei glicini.
Per chi cerca altri indirizzi più informali dove sedersi a tavola, la scelta è ampia: 17021 (il codice postale della città, diventato ormai il nome di un locale iconico), La Scogliera e La cantina di Re Carciofo sono tra i locali più citati da chi frequenta la città, punti di riferimento per chi vuole scoprire la cucina locale al di fuori dei circuiti stellati.

Dove dormire: l'eleganza pieds dans l'eau e non solo
Alassio offre un'ampia scelta di soggiorni, e molti hanno il privilegio, raro in Liguria, di affacciarsi direttamente sulla spiaggia, senza la strada che altrove separa le strutture dal mare.
Nel cuore della città, il Grand Hotel Alassio Beach & SPA Resort, edificio di fine Ottocento proprio di fronte alla spiaggia, custodisce la Thalassio Medical SPA, milleecinquecento metri quadrati dedicati ai benefici dell'acqua di mare, oltre a una collezione di opere d'arte contemporanea disseminata tra gli spazi comuni. Tra le sue suite più curiose, quella dedicata a Hemingway, con il ritratto originale realizzato da Mario Berrino. Sulla stessa linea di costa, letteralmente pieds dans l'eau, l'Hotel Savoia offre camere con vista mare e un ottimo ristorante, mentre per chi cerca un soggiorno nel cuore della città senza rinunciare allo stile, l'H68 resta un'ottima soluzione a partire da ottanta euro in media stagione. Diversa, ma altrettanto suggestiva, è l'esperienza di Villa della Pergola: non fronte spiaggia ma in collina, immersa nel parco che le dà il nome, con vista panoramica sul golfo che è tra le più belle d'Italia. Le sue quindici suite, arredate con pezzi d'antiquariato e dipinti d'epoca, fanno parte del circuito dei Grandi Giardini Italiani ed è qui che si respira più da vicino l'eredità anglo-mediterranea della città.

Il mare, le spiagge e le escursioni
Il litorale di Alassio si divide in anime diverse a seconda di dove ci si ferma. La Baia del Sole, a nord, è la spiaggia più amata dalle famiglie grazie alle acque basse e cristalline; La Bagnina, piccola e raccolta nel cuore del centro storico, è invece il regno dei residenti, con il suo chiosco dove si prepara pesce fritto e focaccia al formaggio da gustare in riva al mare. Verso sud, la Spiaggia del Faro regala una vista spettacolare sul faro di Capo Mele ed è perfetta per chi ama vela e surf, mentre la Spiaggia di Santa Croce, più appartata e circondata dalla macchia mediterranea, è ideale per chi cerca un angolo lontano dal turismo di massa.

Da non perdere, per chi vuole staccare un giorno dalla spiaggia, l'escursione in barca verso l'Isola Gallinara, riserva naturale dalla caratteristica forma a tartaruga che domina l'orizzonte, meta ambita dagli amanti del diving e ricca di storia che risale a fenici, greci e romani. Chi preferisce la quota, invece, può salire fino al Monte Bignone, milletrecento metri da cui si gode di un belvedere che abbraccia l'intero golfo.

Vita notturna e shopping
Al tramonto Alassio cambia pelle: la passeggiata a mare si anima di cocktail bar sulla spiaggia e locali storici nel centro, per una movida elegante e mai eccessiva. Il Budello resta il regno dello shopping, con boutique di alta moda e gallerie d'arte come L'Image, che dal 1902 custodisce manifesti pubblicitari originali del Novecento, nata dalla passione collezionistica di Alessandro Bellenda, oggi affiancata anche dallo show room 1925 Art Deco 1940.
Alassio si conferma così una destinazione capace di tenere insieme anime diverse: il turismo balneare più classico, l'eleganza british che ha attraversato un secolo e mezzo di storia, e una tavola che sa essere allo stesso tempo autentica e sorprendente. Una città che si racconta bene tanto in una giornata di sole quanto in una sera d'estate, tra un bacio di cioccolato e una piastrella di ceramica con una firma illustre.