
C'è un'isola nel Mediterraneo che non somiglia a nessun'altra. La Corsica è Francia per passaporto, ma nel carattere, nella lingua, nei profumi del maquis e nei sapori della tavola, è qualcosa di intraducibile — un mondo a sé, sospeso tra mare e montagna, tra tradizione contadina e fierezza identitaria. E per capirla davvero, bisogna sedersi a tavola.
La cucina corsa è cucina di sostanza, nata per sfamare chi lavorava la terra e allevava il bestiame. Il cinghiale stufato a lungo nel vino rosso, l'agnello aromatizzato con le erbe del maquis, le paste ripiene di brocciu — il formaggio fresco tipico dell'isola — i salumi stagionati con sapienza artigianale, le castagne che entrano in tutto, dalla polenta ai dolci: ogni piatto racconta di un'isola che ha imparato a nutrirsi con quello che la natura offre, senza sprecare niente e senza vergognarsi di mangiare bene. Porzioni generose, sapori decisi, un filo d'olio in più che non guasta mai. Chi cerca la nouvelle cuisine ristrutturata su piatti bianchi è capitato nel posto sbagliato. Chi invece vuole mangiare con l'anima, è arrivato esattamente dove deve.

A PIAZZETTA: LA MENSA DEI CALVESI (E DI MEZZO MONDO)
Nel cuore di Calvi, pochi passi dalla cattedrale di Santa Maria Maggiore, c'è Place Marchal — una piccola piazza che in estate diventa il salotto della città. È qui che la famiglia Ricco, ristoratori storici della Balagne, ha costruito nel tempo una vera istituzione: A Piazzetta, bistrot corso dalla reputazione solidissima, con una valutazione media di 4,6 su 5 stelle su quasi duemila recensioni. Numeri che parlano chiaro.
Ma i numeri da soli non bastano a spiegare perché questo posto funziona. Bisogna andarci.
La grande terrazza alberata si riempie ogni sera come se fosse una festa di paese: tavoli ravvicinati, tende vichy a quadretti, pentole e padelle a far bella mostra ovunque, un vociare allegro che rimbalza tra le case. Non è un posto dove si viene per la cerimonia. È un posto dove si viene per stare bene, e si finisce per parlare con il vicino di tavolo — che sia un francese di Lione, una coppia di romani in vacanza o un tedesco con la guida ancora in mano. La promiscuità felice dei tavoli ravvicinati fa il suo effetto: in mezz'ora si è già in conversazione, si confrontano i piatti, ci si passa il pane. È quella magia rara che certi posti sanno creare senza provarci nemmeno.
Il personale è cordiale con la naturalezza di chi è abituato a fare questo lavoro con piacere. Niente seriosità, niente pose: rapidi, gentili, alla mano. Molti capiscono e parlano bene l'italiano, il che non guasta quando si tratta di capirsi sull'abbondanza di certe portate — perché sì, le porzioni sono un capitolo a sé.

L'ABBONDANZA COME FILOSOFIA
Arriva la padella — sì, la padella vera, quella di cottura — e dentro ci sono gli spaghetti al tonno rosso e capperi, o le linguine all'aragosta, o il cinghiale stufato con polenta o l’agnello morbido e gustoso come non l’avete mai mangiato. Non è una scelta estetica: è un gesto di onestà. Il cibo è quello che è, viene dal fuoco e arriva in tavola così, senza impiattamenti scenografici che nascondono la scarsità dietro la geometria. Quello che vedete nella padella è quello che mangiate, e quello che mangiate è tanto.
Tanto al punto che più di qualcuno ha segnalato come un primo piatto di pasta basti tranquillamente per due. Le porzioni sono generose in modo quasi provocatorio, e il rapporto qualità-prezzo — specie se confrontato con la media dei ristoranti turistici di Calvi — è considerato da quasi tutti i clienti più che onesto: si mangia tanto, si mangia bene, e il conto non fa paura.
Tra i piatti più amati: la costata di vitello alla panzetta, il cinghiale con polenta (un classico assoluto), l'agnello al forno, il tiramisù ai canistrelli — i tipici biscotti corsi — che chiude il pasto con un tocco di identità locale. C'è anche chi, abituato a cucine più leggere, trova la cucina corsa un po' ricca, un po' unta. Ma è la cucina corsa, appunto: non è stata inventata per il lunedì di dieta.

UNA SOLA AVVERTENZA
A Piazzetta non accetta carte di credito. Solo contanti, come scritto chiaro anche sulle tovagliette di carta. Informatevi prima di sedervi. In estate non si accettano prenotazioni, i tavoli si esauriscono in fretta e si fa la fila — ma il personale è onesto sulle attese, e la fila vale la pena.

A PIAZZETTA
Place Marchal — Boulevard Wilson, 20260 Calvi, Corsica (Francia)
Tel. +33 4 95 37 87 74
Facebook: facebook.com/apiazzetta.calvi
Aperto da aprile a fine ottobre