Soste golose

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Ci sono indirizzi che appartengono alla storia di una città. A Milano, uno di questi è senza dubbio il Principe di Savoia, l’iconico hotel affacciato su piazza della Repubblica che dal 1927 rappresenta una delle espressioni più autorevoli dell’ospitalità italiana. Oggi, come allora, continua ad accogliere viaggiatori internazionali, imprenditori, artisti e ospiti in cerca non soltanto di un soggiorno esclusivo, ma di un’esperienza capace di raccontare il volto più elegante del capoluogo lombardo.

In una delle giornate più calde dell’estate milanese, entrare al Principe di Savoia è stato come trovare un rifugio dal caldo e dalla frenesia cittadina. I marmi lucidi, i dettagli dorati, le composizioni floreali impreziosite da orchidee viola e gli splendidi lampadari in vetro di Murano creavano un’atmosfera avvolgente, fatta di quiete e armonia. Qui il lusso non è mai ostentazione, ma una presenza discreta che si esprime attraverso la cura dei dettagli e una rara capacità di accoglienza autentica.

All’interno dell’hotel si trova Acanto, il ristorante che ne rappresenta l’anima gastronomica. Abbiamo scelto di accomodarci nella raffinata sala interna, una decisione quasi naturale vista la temperatura esterna. Dalle ampie vetrate lo sguardo si apre sul giardino all’italiana e sulla scenografica fontana, cuore verde della struttura, regalando una sensazione continua di freschezza e quiete. Per qualche ora è sembrato di essere lontani dal ritmo incessante di Milano.

A completare l’esperienza contribuisce un servizio impeccabile: professionale, discreto e sempre presente con equilibrio. Una forma di ospitalità che riesce a essere precisa senza mai risultare rigida.

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Questo è il regno dello chef Matteo Gabrielli, che dal 2023 guida la cucina di Acanto. Originario di Varese, dopo importanti esperienze internazionali in alcune delle più prestigiose realtà gastronomiche europee, Gabrielli ha portato una visione personale che unisce tecnica, rispetto della tradizione e sensibilità contemporanea. La sua è una cucina elegante e immediata, capace di valorizzare la materia prima senza eccessi, lasciando che siano gli ingredienti a parlare.

Con l’arrivo dell’estate, lo chef arricchisce ulteriormente la proposta gastronomica con una selezione di piatti stagionali dai sapori freschi e dai profumi delicati, che affiancano il menu alla carta, rendendo l’offerta ancora più in sintonia con il periodo.

Il nostro percorso ha così attraversato entrambe le anime della cucina di Acanto, scegliendo alcune portate dal menu tradizionale e altre dalle proposte estive.

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L’inizio è stato affidato a due piatti che raccontano perfettamente la filosofia della casa. Da una parte il vitello tonnato, classico intramontabile della tradizione piemontese, eseguito con equilibrio e precisione, con una salsa vellutata che accompagna la carne senza sovrastarla. Dall’altra la burrata di bufala con insalata di pomodori arcobaleno e olive taggiasche, una proposta colorata e luminosa che celebra la stagione attraverso ingredienti semplici ma di grande qualità.

Tra i primi abbiamo scelto lo Spaghetto “Benedetto Cavalieri” con conserva di pomodori pelati e basilico. Un piatto che nella sua apparente semplicità mette in evidenza la qualità della materia prima e la sensibilità della cucina. La consistenza della pasta, la dolcezza del pomodoro e il profumo intenso del basilico restituiscono il piacere autentico della migliore tradizione italiana.

Come secondo è arrivato il trancio di branzino con battuto alla mediterranea e verdure grigliate. Una preparazione elegante e leggera, dove il pesce viene valorizzato da profumi mediterranei e da una cottura che ne preserva morbidezza e delicatezza.

Ad accompagnare il pranzo, le piacevoli bollicine del Franciacorta Brut “P.R. Blanc” di Monte Rossa, servite con competenza e attenzione; un Blanc de Blancs fresco ed elegante, ideale per esaltare la freschezza delle portate e affrontare con leggerezza una torrida giornata estiva.

La conclusione è stata affidata alla tagliata di frutta di stagione con sorbetto al limone, un dessert fresco e dissetante che ha rappresentato la chiusura ideale del percorso. Ma la sorpresa finale è arrivata insieme al caffè: un raffinato humidor che, a un primo sguardo, sembrava custodire veri sigari da degustazione. Al suo interno si nascondevano eleganti creazioni di cioccolato, un piccolo gioco di stile che ha strappato un sorriso e confermato l’attenzione di Acanto fino all’ultimo dettaglio.

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Acanto conferma così la sua identità: una tavola elegante ma mai rigida, capace di interpretare il lusso con naturalezza e misura. Un luogo dove l’eccellenza non ha bisogno di alzare la voce, ma si esprime attraverso accoglienza, servizio, ambiente e una cucina che trova il proprio punto di forza nell’equilibrio. In una città che corre veloce come Milano, rappresenta ancora oggi una piacevole oasi di bellezza, gusto e tranquillità.

Ritornare da Acanto è sempre una gioia per tutti i sensi e, al momento di andar via, nasce già il desiderio di tornarci.

 

Ristorante Acanto

piazza delle Repubblica 17

20124 Milano

Tel: 02 6230 2026