Soste golose

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Scopriamo la tavola del tristellato all'Hôtel des Horlogers nella Vallée de Joux, dove il sapore incontra il grande design

Ci sono paesaggi che ti fermano prima ancora che tu abbia deciso di fermarti. Avvicinandosi a Le Brassus, nella Vallée de Joux, succede esattamente questo: la strada si apre su distese di prati luminosi dove le mucche pascolano lente, indifferenti al tempo, e la luce — quella luce particolare del Giura vodese, morbida e diffusa — trasforma ogni cosa in qualcosa di irreale. Siamo in una valle incastonata nel massiccio del Giura, nel canton Vaud, dominata dalla sagoma della Dent de Vaulion e attraversata dal silenzio profondo della foresta di Risoud, celebre per il suo abete dalla risonanza unica, così prezioso da essere scelto per costruire strumenti musicali a corde. Una terra che da secoli custodisce un altro tipo di artigianato d'eccellenza: le più raffinate manifatture orologiere svizzere. Ed è proprio questo spirito — precisione, pazienza, rispetto assoluto per la materia — che si respira nell'Hôtel des Horlogers.

La struttura è avveniristica e al tempo stesso perfettamente a suo agio in questo paesaggio. Firmata dallo studio d'architettura BIG (Bjarke Ingels Group), certificata Minergie-ECO, si sviluppa attraverso rampe a zig-zag che scendono fluide verso i prati, eliminando ogni confine tra interno ed esterno. Le vetrate a tutta altezza inquadrano quella natura come fossero quadri vivi: i prati, le mucche, la foresta — tutto entra dentro, tutto fa parte dell'esperienza.

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E l'esperienza gastronomica, qui, si articola in due anime distinte. La prima è la Brasserie Le Gogant — il cui nome, nel dialetto locale dei Combier, indica un abete argentato solitario che con gli anni raggiunge dimensioni irraggiungibili per gli altri alberi della foresta, diventando riparo per uomini e animali. Con una vista mozzafiato sulla foresta di Risoud, offre una cucina generosa e accessibile ogni giorno: pesce dai pescatori locali, carne e verdure dalle fattorie della valle. La seconda — quella che mi ha davvero fermato il respiro — è La Table des Horlogers.

La Table des Horlogers: Pochi Eletti, una Sola "Carte Blanche du Chef"

Varcando la soglia della sala, l'impatto visivo è straordinario. Le pareti richiamano le stratificazioni rocciose della valle e le installazioni luminose sembrano fluttuare nell'aria come elementi di una foresta incantata. Dimenticate il classico viavai dei ristoranti tradizionali, i sussurri tra i tavoli e il rumore dei coperti. Qui la scelta è radicale ed esclusiva: tutto ruota attorno a un'unica grande table d'hôte pensata per ospitare al massimo dieci o dodici commensali alla volta. Sedersi a questo tavolo significa firmare un patto di complicità. Ci si ritrova in pochi intimi, sospesi in un'atmosfera teatrale e riservata, a strettissimo contatto con una cucina che lavora con la precisione millimetrica di un movimento orologiero.

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La sinergia Perfetta tra Francia e Italia

Dietro questa macchina perfetta c'è una mente straordinaria: lo chef francese Emmanuel Renaut, Meilleur Ouvrier de France e tre stelle Michelin al suo ristorante Flocons de Sel di Megève. La sua visione purissima viene eseguita sul campo, giorno dopo giorno, dal talento dello chef residente, l'italiano Alessandro Cannata. Quello che si respira guardandoli lavorare è una sinergia rara: la rigorosa tecnica classica francese e la spinta passionale mediterranea si inchinano completamente davanti alla materia prima svizzera. La loro filosofia è un inno alla sostenibilità ecologica autentica e radicale. Dimenticate le mode del momento — qui il "chilometro zero" è una religione. I menu cambiano con le stagioni, e a volte con i giorni, seguendo la disponibilità del lago, del bosco, degli orti. Il pane, straordinario, è fatto in casa. Cacciatori, pescatori e agricoltori della Vallée de Joux sono i veri co-autori di un percorso culinario che profuma di muschio, di terra e delle radici della vicina foresta di Risoud.

La partitura del Gusto: un Rito immersivo

Il pasto non è un semplice susseguirsi di portate, ma un viaggio interattivo che spiazza e diverte fin dai primissimi istanti. L'inizio è un'immersione totale nella natura: elementi decorativi posizionati direttamente sul tavolo ricreano piccoli scorci di bosco, da cui sei invitato a "raccogliere" finti funghi dal muschio o chips colorate dai rami di piccoli alberi ornamentali. È un benvenuto teatrale e affascinante, che ti costringe a usare le mani e a connetterti con l'ambiente prima ancora che arrivi il primo piatto vero.

E poi la cucina prende la parola. Ogni elemento esprime una sincerità profonda. La complessità dei sapori viene esaltata in modo impeccabile dalla sala e dal sommelier, che compie un lavoro di ricerca straordinario: il viaggio gastronomico viene accompagnato da abbinamenti audaci con rari e finissimi vini del territorio svizzero, bottiglie preziose che completano un cerchio perfetto.

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La nostra Esperienza

Si comincia con i Malakoffs au Gruyère de la ferme Pittet — frittelle di formaggio fuso dalla crosta dorata e il cuore filante, una delle specialità più amate della tradizione locale, qui elevate a piccolo rito d'apertura. Accanto, i fiori di zucca ripieni di pesce del lago e formaggio, con salsa al pomodoro: delicati e avvolgenti, con quella dolcezza vegetale che sa già di estate alpina. Gli asparagi bianchi, con maionese affumicata e erba cipollina, arrivano con l'eleganza di chi non ha bisogno di strafare. Poi il filetto di salmerino alpino in pochage — forse il piatto che meglio racconta questa cucina: un pesce che vive nelle acque fredde e cristalline della valle, trattato con il rispetto che si deve a una materia prima straordinaria. A chiudere il percorso salato, il Tomahawk di manzoun taglio imponente e scenografico, condiviso con la naturalezza di chi siede a una grande tavola comune, accompagnato da asparagi e patate arrosto.

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Il filo rosso di tutto questo? Il magnifico Champagne Laurent-Perrier Cuvée Rosé, che ha accompagnato ogni portata con una precisione quasi orologiera, esaltando senza mai sovrastare.

Il finale è una piccola cerimonia. Il caffè arriva con le micro-meringhe d'alpeggio e le mignardises dello chef, presentate in una deliziosa scatola di legno adagiata sul fieno. Un gesto semplice e insieme poetico, che racchiude tutto il senso di questo posto: il lusso, qui, sa sempre di bosco e di terra.

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Info:

- La Table des Horlogers Da martedì a sabato: 12:00–14:00 e 19:00–21:00 Prenotazioni: tdh@hdh.swiss — tel. +41 (0) 21 512 99 91

- Brasserie Le Gogant Aperto tutti i giorni: 12:00–14:00 e 19:00–21:30

- Hôtel des Horlogers Route de France 8, 1348 Le Brassus, Svizzera Tel. +41 (0) 21 845 08 45 welcome@hdh.swiss www.hoteldeshorlogers.com