Sport, barche & motori

 

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Rifiutata da tutta Italia, Elisabetta Di Capuaatleta affetta da una rara malattia neurodegenerativa trova in Puglia l’unico “sì” da parte dell’ASD Tommaso Assi Triathllon Teaam. E così potrà correre il Trani Triathlon Olimpico del 31 maggio. Una storia di resilienza pura che interroga il mondo dello sport.

 

Trani, maggio 2026 - Ci sono storie capaci di ridefinire il significato stesso della parola "possibile". Storie in cui lo sport cessa di essere una mera sequenza di cronometri e podi, per farsi manifesto universale di libertà. È il caso di Elisabetta Di Capua, per tutti "Betta", 25 anni, originaria di Filetta (Salerno), che il prossimo 31 maggio a Trani scriverà una pagina indelebile nella storia dell'inclusione sociale e sportiva del nostro Paese, conquistando un pass che sembrava negato per sempre.

Elisabetta è affetta da Atassia-Teleangectasia, una rarissima e spietata malattia genetica neurodegenerativa che colpisce appena un neonato su 40.000 e che l’ha resa tetraplegica, privandola del controllo del proprio corpo ma lasciando intatta una determinazione ferrea. 

Il suo sogno, coltivato con la timidezza dei giusti ma con la forza dei giganti, è partecipare al leggendario circuito mondiale Ironman in Francia il prossimo agosto: la prova più dura, 3,8 km di nuoto, 180 km in bicicletta e 42,2 km di maratona. Un’impresa titanica per chiunque, un'utopia per chi vive su una sedia a rotelle.

A separare Betta dal suo sogno internazionale si è frapposto un muro burocratico: il regolamento Ironman impone il completamento preventivo di un Triathlon Olimpico ufficiale. Una richiesta che si è trasformata in un doloroso pellegrinaggio di rifiuti. Da Nord a Sud, decine di organizzazioni sportive italiane hanno chiuso le porte al progetto di Betta, spaventate dalle complessità logistiche e dalle severe norme di sicurezza. Una serie di "no" che rischiava di spegnere la luce nel tunnel di una ragazza che ha già dovuto affrontare la perdita prematura del fratello Domenico, affetto dalla stessa patologia.

A spezzare questo isolamento è stato il coraggio dell'ASD Atletica Tommaso Assi Triathlon Team di Trani, guidata dal presidente Giovanni Assi, che ha scelto di andare controcorrente, diventando l’unica realtà in Italia ad accettare la sfida. In occasione dell’8ª Edizione del Trani Triathlon Olimpico - Gara Silver & Campionato Italiano Interforze, l'intera macchina organizzativa è stata riprogettata per accogliere e tutelare la paratriathleta campana.

Betta scenderà in campo supportata dall’Associazione SOGNOATTIVO. A prestarle materialmente braccia e gambe sarà il suo storico "spingitore" Vincenzo Chirichella: insieme solcheranno le acque dell'Adriatico in un pattino speciale, percorreranno i 40 km in sella a una bicicletta adattata e i 10 km della frazione di corsa su una carrozzina olimpica. Una sfida estrema nella sfida: per regolamento, infatti, Vincenzo non potrà ricevere alcun tipo di assistenza esterna nei passaggi tra le diverse prove, pena la squalifica immediata. Una dimostrazione assoluta di sincronia, fiducia reciproca e agonismo puro. 

«Accogliere Elisabetta a Trani – sottolinea Giovanni Assi, presidente Asd Atletica Tommaso Assi Triathlon Team – non è soltanto motivo di orgoglio: è uno di quei momenti in cui lo sport torna alla sua essenza più pura, quella di aprire strade dove altri vedono muri. Il sogno di Betta non appartiene più solo a lei: da oggi è il sogno di tutta la nostra comunità, della Tommaso Assi e di chi crede che la parola “possibile” non debba mai essere negata a nessuno. Davanti ai tanti “no” ricevuti in giro per l’Italia, noi abbiamo sentito il dovere morale, umano e sportivo di dire “sì”.

 Un sì convinto, responsabile, emozionato. Perché Elisabetta non chiede compassione: chiede una linea di partenza, chiede il diritto di provarci, chiede che il suo coraggio venga riconosciuto con i fatti. Sarà una sfida organizzativa enorme, ma ogni sforzo sarà nulla rispetto alla forza che Betta porterà con sé. Quando il 31 maggio sarà sulla linea di partenza a Trani, avrà già vinto: avrà vinto contro la paura, contro l’indifferenza, contro le barriere che troppo spesso lo sport ancora non riesce ad abbattere. Noi saremo accanto a lei, con rispetto, emozione e gratitudine, perché Elisabetta ci sta insegnando che i sogni più grandi non si guardano da lontano: si aiutano a diventare realtà».

Per Betta, correre non è mai stato un semplice farsi spingere. Indossare la divisa gialla di SognoAttivo, sentire l'adrenalinadello sparo, il vento che taglia la faccia e il paesaggio che scorre veloce significa respirare la vita a pieni polmoni. Significa rinascere, trasformando la fragilità in una potenza emotiva che travolge e interroga l'opinione pubblica, i media e le istituzioni su quanto ci sia ancora da fare per rendere lo sport un diritto davvero universale e privo di barriere.  

«Il Trani Triathlon Olimpico 2026 sarà il cuore pulsante del triathlon nazionale per un intero weekend, con atleti di altissimo livello e un percorso affascinante che valorizza il nostro territorio, contribuendo anche a promuovere il turismo e l’economia locale. «Invitiamo tutti – sottolinea l’organizzatore Giampiero Angelilli assieme ai responsabili dell’evento Paolo Manno e Cristina Allegretti - la cittadinanza, gli appassionati e i media a partecipare calorosamente lungo il percorso per spingere, con il tifo e l'affetto, Elisabetta e tutti gli atleti verso un traguardo che va ben oltre la competizione».

Tutti i dettagli tecnici dell'evento, che vedrà la partenza fissata per le ore 09:00 di domenica 31 maggio da Piazza Marinai d’Italia, saranno svelati durante la conferenza stampa ufficiale sabato 30 maggio alle ore 10:30 presso il Monastero di Colonna a Trani, a cui parteciperanno anche la stessa Elisabetta e il suo “spingitore” Vincenzo Chirichella.

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