Sport, barche & motori

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Il 23 maggio il Giro d'Italia torna protagonista in Valle d'Aosta con una tappa interamente disegnata all’interno della regione più alta d’Italia.

Tra le frazioni più spettacolari del prossimo Giro, spicca senza dubbio la Aosta–Pila, quattordicesima tappa della Corsa Rosa, in programma sabato 23 maggio. Un tracciato di 133 km con oltre 4.400 metri di dislivello, che porterà l’élite del ciclismo mondiale lungo alcune delle strade più affascinanti e impegnative dell’arco alpino.

Come da tradizione, il passaggio del Giro sarà anche una grande festa popolare: migliaia di persone attese lungo il percorso e centinaia di milioni di spettatori collegati da tutto il mondo. Un’occasione per ammirare non solo le imprese sportive, ma anche il patrimonio naturale, architettonico e culturale della regione.

Dalle mura romane di Aosta — l’antica Augusta Prætoria, fondata da Ottaviano Augusto — si salirà fino ai 1.800 metri di Pila, rinomata stazione sciistica collegata al capoluogo da una cabinovia che, per l’occasione, resterà aperta al pubblico per tutta la giornata.

(Peccato solo che i corridori non possano usarla.)

Una tappa durissima: 5 GPM e quasi nessuna tregua

Il percorso prevede cinque Gran Premi della Montagna, tre dei quali di Prima Categoria, intervallati da discese tecniche e pochissimi tratti pianeggianti. Un disegno coerente con una regione dove gran parte del territorio supera i 2.600 metri di quota.

Saint-Barthélemy (1ª categoria)

Si parte subito senza riscaldamento: 15,8 km al 6,5% medio (punte al 13%). Qui si trova l’Osservatorio Astronomico della Valle d'Aosta, uno dei migliori siti di osservazione stellare delle Alpi. Non è escluso che qualcuno, lungo la salita, le stelle le veda davvero.

Doues / Valpelline (3ª categoria)

Una salita più pedalabile, immersa nella natura autentica della valle, terra della Fontina DOP. Qui la montagna si racconta nei sapori, tra alpeggi e tradizioni secolari.

Lin Noir (1ª categoria)

7 km all’8% medio, con una vista spettacolare su Aosta dall’alto. Si percorre la storica Strada dei Salassi, tracciata dal popolo dei Salassi prima della conquista romana.

Verrogne (2ª categoria)

Un tratto breve ma senza respiro, che attraversa borghi autentici e introduce a uno dei panorami più belli della valle, tra castelli e vette alpine.

Pila (1ª categoria – arrivo)

La salita finale: pendenze intorno al 9%, con punte all’11%. In cima, uno spettacolo unico: un anfiteatro naturale dominato da giganti delle Alpi come il Monte Bianco, il Cervino e il Monte Rosa.

Non solo sport, ma racconto del territorio

La tappa del 23 maggio sarà molto più di una semplice giornata di gara: sarà un viaggio dentro l’identità della Valle d’Aosta, tra paesaggi, storia e tradizioni.

Per chi seguirà la corsa dal vivo o in TV, sarà un’anteprima. Il resto — i sapori, i silenzi, i cieli stellati — resta da scoprire di persona.