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Aria, la plurivittoriosa imbarcazione d'epoca del 1935 dell'armatrice bolognese Serena Galvani, si prepara a salpare alla volta di Imperia per prendere parte al prossimo raduno delle Vele d'Epoca, in programma dal 2 al 5 settembre 2026. Quest'anno la manifestazione taglia un traguardo speciale: giunta alla ventisettesima edizione, celebra infatti i quarant'anni dal primo raduno, nato nel 1986. Nato come appuntamento annuale, l'evento è diventato biennale dal 1992 per poi tornare a cadenza annuale a partire dal 2019, consolidandosi come la più storica delle manifestazioni italiane dedicate alle barche classiche. Nei giorni immediatamente precedenti, dal 28 agosto al 1° settembre e nel contesto della Imperia Sailing Week, si disputerà anche il Campionato del Mondo della Classe 12 Metri Stazza Internazionale.

Tra le protagoniste più attese del raduno ligure ci sarà proprio Aria, l'8 Metri Stazza Internazionale varata nel 1935, lunga 14,30 metri, di proprietà dell'armatrice bolognese Serena Galvani. Costruita presso i Cantieri Costaguta di Genova Voltri, la storica imbarcazione si prepara a mollare gli ormeggi dallo Yacht Club Italiano di Genova, sodalizio che in occasione dei 90 anni dal varo le ha conferito il prestigioso Guidone Heritage, consegnato dal presidente Carlo Cameli. Da quest'anno, inoltre, Aria ha trovato una seconda casa affettiva: lo Yacht Club Imperia, presieduto da Biagio Parlatore e organizzatore tecnico delle regate in mare, ha voluto rendere omaggio alla storia e ai successi della barca accogliendola di propria iniziativa tra i soci ordinari.

Aria tenterà ora di bissare i risultati ottenuti nel 2025, quando si è aggiudicata sia la Coppa Imperia nella Classe 8 Metri S.I. sia la vittoria in tempo compensato secondo il Regolamento CIM, l'organo che, fondato esattamente cent'anni fa, sovrintende ed emana la normativa relativa alle regate di barche d'epoca. A Imperia la barca sarà timonata dall'olimpionico Pietro D'Alì, già randista di Luna Rossa.

Un capitolo a parte merita la curiosa "cabala" che quest'anno lega Serena Galvani, Aria e la partecipazione alla manifestazione imperiese. Sommando il quarantesimo anno dal primo raduno alla ventisettesima edizione delle Vele d'Epoca di Imperia si ottiene infatti l'attuale età dell'armatrice, per la quale la numerologia rappresenta da sempre una guida di vita. Il numero velico della barca, 8.I-17, racchiude le date chiave legate alla figura del padre: la nascita, l'8 dicembre, e la tragica scomparsa, il 17 luglio. Quando nel 1998 Serena Galvani ritrovò Aria abbandonata in un campo sull'isola di Favignana, quelle stesse cifre erano già stampate sulle vele, quasi un segnale. Oggi il cerchio sembra chiudersi: la somma dei quattro numeri chiave, 40+27+8+17, dà come risultato 92, che può essere letto come il 1992, anno della scomparsa del padre, un richiamo implicito a non mancare l'appuntamento di quest'anno, quasi che il destino si manifestasse attraverso sorprendenti coincidenze.

A fare da padrino d'eccezione alle Vele d'Epoca di Imperia 2026 sarà il campione Mauro Pelaschier, simbolo della vela nazionale e indimenticato timoniere nel 1983 di Azzurra, primo Challenger italiano dell'America's Cup, capace di far sognare l'intera nazione e di contribuire alla popolarità della vela in Italia. Classe 1949, originario di Monfalcone (la cui Marina Hannibal, oggi Marina Monfalcone, prende ispirazione dal nome dello zio Annibale), Pelaschier vanta tre partecipazioni olimpiche nella Classe Finn, dove ha conquistato nove titoli nazionali e un gran numero di vittorie in regate di ogni genere. Da sempre legato al mondo della vela classica, nipote di un maestro d'ascia, nel 2018 ha compiuto il periplo dell'Italia a bordo di Crivizza, un Buchanan del 1966, nella veste di ambasciatore della One Ocean Foundation, ricevendo l'anno successivo dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l'onorificenza di Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Timoniere di scafi d'epoca prestigiosi, dal Q-Class Leonore del 1925 al 12 Metri S.I. Nyala del 1938 di Patrizio Bertelli, nel 2001 ha conquistato proprio insieme a Serena Galvani, a bordo di Aria, il primo posto in tempo reale e il terzo in tempo compensato nella Terza Divisione dell'America's Cup Jubilee di Cowes, sull'Isola di Wight, le celebrazioni per i 150 anni della Coppa America che hanno consentito ad Aria di entrare negli annali del più antico trofeo sportivo del mondo. "Mauro Pelaschier è stato uno dei timonieri storici di Aria", racconta Serena Galvani, "e grazie alla sua abilità abbiamo conseguito importanti vittorie in regata, soprattutto quando la barca faceva base nel nord della Francia. Con lui a Imperia festeggeremo idealmente i 25 anni trascorsi dai successi di Cowes".

Varata il 2 gennaio 1935 presso il Cantiere Costaguta di Genova Voltri, fondato a fine Ottocento dai fratelli Ugo (1869-1903) e Attilio Costaguta (1877-1942), Aria porta con sé una storia lunga novant'anni. Lo stesso cantiere costruì anche Italia, l'8 Metri S.I. del 1936 che vinse a Kiel, in Germania, il primo oro olimpico italiano. Ritrovata nel 1998 sull'isola di Favignana, in Sicilia, dall'imprenditrice bolognese Serena Galvani, l'imbarcazione fu trasferita presso i Cantieri Navali dell'Argentario di Porto Santo Stefano, in Toscana, per essere sottoposta a un restauro filologico che le ha permesso di tornare protagonista sui più importanti campi di regata. Nel suo palmarès figurano vittorie e piazzamenti di rilievo conseguiti negli ultimi 28 anni a Napoli, Gaeta, Trieste e Imperia, oltre che in Francia, a La Baule e Noirmoutier-en-l'Île, e in Inghilterra. Costruita in fasciame di mogano su ordinate di acacia, con la coperta in sitka-spruce, Aria continua così a scrivere nuovi capitoli della propria storia sulle acque italiane ed europee.