Turismo & Benessere

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Quando si pensa alla Corea del Sud, la mente corre quasi automaticamente al K-pop, ai K-drama e ai fenomeni della K-beauty che negli ultimi anni hanno conquistato il pubblico internazionale. Eppure, dietro questa immagine contemporanea e patinata, il Paese custodisce un patrimonio artigianale antico e sorprendentemente vitale, fatto di gesti precisi, materiali naturali e saperi tramandati da generazioni. Korea Tourism Organization invita a scoprire questa Corea meno conosciuta attraverso cinque arti tradizionali che continuano a dialogare con la creatività contemporanea.

Si parte dalla ceramica, forse la forma d'arte più identitaria del Paese, capace di raccontare secoli di storia attraverso l'incontro tra argilla, fuoco e mano dell'artigiano. Dal celadon verde giada dell'epoca Goryeo alle ceramiche Buncheong dal carattere espressivo, fino alla raffinata porcellana bianca del periodo Joseon, ogni epoca ha lasciato la propria impronta. Simbolo per eccellenza di questa tradizione è il dalhangari, conosciuto anche come Moon Jar: un vaso dalle forme morbide e leggermente asimmetriche, in cui l'imperfezione naturale diventa essa stessa espressione di equilibrio ed eleganza. A Icheon, uno dei principali distretti ceramici del Paese, è possibile osservare da vicino il lavoro degli artigiani e provare in prima persona le tecniche di lavorazione, mentre i musei di Seoul offrono un percorso più ampio attraverso l'evoluzione di questa arte.

Un'altra eccellenza tutta coreana è l'Hanji, la carta tradizionale realizzata a mano dalla corteccia interna del gelso dak, attraverso un processo laborioso che richiede grande competenza artigianale. Resistente ma al tempo stesso flessibile e traspirante, l'Hanji veniva un tempo impiegata per libri, calligrafie e dipinti, ma anche per porte, finestre e complementi d'arredo. Oggi questa carta continua a vivere una seconda giovinezza grazie a designer e artisti che la reinterpretano nella moda, nell'illuminotecnica, nell'interior design e persino nella conservazione dei beni culturali. Jeonju resta la città più legata a questa tradizione, ma anche nella capitale è possibile assistere al processo di lavorazione e cimentarsi nella realizzazione di un proprio foglio di carta fatta a mano.

Sul fronte tessile, la Corea vanta il Mosi, un pregiato tessuto in ramiè originario dell'area di Hansan, nella provincia di Chungcheongnam-do. Leggero, fresco e dalla trasparenza delicata, era il tessuto d'elezione per gli abiti estivi tradizionali. La sua lavorazione, che va dalla preparazione della fibra vegetale fino alla tessitura su telai antichi, richiede pazienza e una manualità che si tramanda da secoli, tradizionalmente di madre in figlia all'interno delle comunità locali. Non a caso l'arte del Mosi di Hansan è stata riconosciuta dall'UNESCO come Patrimonio culturale immateriale dell'umanità, e ancora oggi continua a ispirare la moda contemporanea, offrendo ai visitatori l'occasione di scoprire non solo un tessuto, ma un intero universo di conoscenze condivise.

Tra le arti decorative più sofisticate del Paese figura senza dubbio il Najeonchilgi, tecnica che unisce laccatura del legno e intarsi in madreperla. Piccoli frammenti di conchiglia, tagliati con estrema precisione, vengono applicati su superfici laccate a comporre motivi floreali, geometrici o simbolici che mutano colore a seconda della luce che li colpisce. Perfezionata durante il periodo Goryeo, questa arte trovava un tempo applicazione su scatole, cassapanche e mobili, mentre oggi viene reinterpretata anche in gioielli e complementi di design. Tongyeong, sulla costa meridionale coreana, resta il cuore pulsante di questa tradizione, con musei e laboratori che permettono ai visitatori non solo di ammirare pezzi storici e contemporanei, ma anche di provare a decorare piccoli oggetti con la madreperla.

Infine, l'eredità artigianale coreana si esprime anche attraverso il legno e i mobili tradizionali, capaci ancora oggi di influenzare l'estetica degli interni contemporanei grazie a linee essenziali, proporzioni armoniose e un profondo rispetto per i materiali naturali. Presso il National Folk Museum of Korea di Paju è possibile ammirare armadi e oggetti in legno che raccontano il ruolo centrale di questi arredi nella vita domestica coreana, mentre le case hanok restaurate e i laboratori specializzati mostrano come il mobilio tradizionale fosse parte integrante di un più ampio equilibrio tra spazio, natura e quotidianità.

Attraverso l'argilla modellata, la carta preparata a mano, le fibre intrecciate, la madreperla incastonata e le venature del legno seguite con cura, queste cinque tradizioni compongono un ritratto autentico della Corea del Sud: quello di un patrimonio vivo, custodito da maestri artigiani e costantemente reinterpretato dalle nuove generazioni. Musei, villaggi artigianali e laboratori pratici non offrono soltanto un'introduzione alle tecniche, ma anche un accesso diretto ai valori che le animano — pazienza, equilibrio, rispetto della materia e osservazione attenta della natura.

Korea Tourism Organization invita così i viaggiatori italiani ad andare oltre le immagini più note e patinate del Paese, per scoprire una Corea fatta a mano, dove l'eredità del passato continua silenziosamente a plasmare la creatività del presente.