
Dal 2 ottobre al cinema un viaggio inquietante nel mondo del football americano
Il mondo del cinema horror si arricchisce di una nuova proposta che promette di esplorare i confini più oscuri dell'ambizione sportiva. HIM, il nuovo film prodotto da Jordan Peele attraverso la sua Monkeypaw Productions, approda nelle sale cinematografiche italiane il prossimo 2 ottobre, portando con sé una storia che interroga il prezzo della gloria.
Una storia di sacrifici e manipolazione
Al centro della narrazione troviamo Cameron Cade, interpretato da Tyrik Withers, un giovane quarterback dal futuro promettente la cui vita viene sconvolta da un episodio di violenza. Proprio quando si prepara per il prestigioso scouting Combine della NFL - l'evento che può determinare la carriera di ogni aspirante giocatore professionista - un'aggressione gli causa un grave trauma cranico che mette a rischio i suoi sogni sportivi.
In questo momento di disperazione entra in scena Isaiah White, ex campione leggendario del football americano portato sullo schermo da Marlon Wayans in una performance che si preannuncia intensa e sfaccettata. Il personaggio di Isaiah, forte di otto titoli conquistati durante la carriera, offre al giovane Cameron un'opportunità che sembra miracolosa: allenarsi nel suo compound privato, un luogo isolato dove vive insieme alla moglie Elsie, influencer di successo interpretata da Julia Fox.
Il lato oscuro del mentorship
Quello che inizia come un percorso di recupero e rinascita sportiva si trasforma gradualmente in qualcosa di molto più sinistro. La figura del mentore, tradizionalmente vista come guida positiva, rivela aspetti inquietanti che trascinano il protagonista in una spirale di controllo psicologico e manipolazione emotiva.
Il regista Justin Tipping, già noto per il suo lavoro in "Kicks", costruisce una narrazione che utilizza l'ambiente del football americano come metafora per esplorare dinamiche di potere più ampie. La sceneggiatura, sviluppata da Zack Akers, Skip Bronkie e lo stesso Tipping, era stata precedentemente inserita nella prestigiosa Black List, riconoscimento riservato alle migliori sceneggiature non ancora prodotte.
Un cast sorprendente
Il film presenta un ensemble di attori che spaziano dalla commedia al rap, tutti impegnati in ruoli cinematografici inediti. Tim Heidecker, volto noto della comicità alternativa, condivide lo schermo con il comico australiano Jim Jefferies, mentre la componente musicale è rappresentata da Guapdad 4000 e Tierra Whack, quest'ultima candidata ai Grammy Awards. Anche il mondo dello sport contribuisce al cast attraverso Maurice Greene, atleta proveniente dalle arti marziali miste.
L'eredità di Monkeypaw Productions
La produzione porta la firma della Monkeypaw Productions di Jordan Peele, casa di produzione che si è distinta negli ultimi anni per aver ridefinito i confini dell'horror contemporaneo. Dopo successi come "Scappa - Get Out", "Noi", "Candyman" e "Nope", il marchio Monkeypaw si è affermato come sinonimo di cinema di genere intelligente e socialmente consapevole.
"HIM" si inserisce in questa tradizione, utilizzando elementi del thriller psicologico per esplorare tematiche profonde legate all'ambizione, al prezzo del successo e alle dinamiche di potere che si nascondono dietro il mondo apparentemente dorato dello sport professionistico.
Riflessioni su fama e ossessione
Il film sembra porsi domande fondamentali sulla natura dell'eccellenza e sui sacrifici che siamo disposti a fare per raggiungerla. In un'epoca in cui la cultura della performance pervade ogni aspetto della società, "HIM" utilizza il microcosmo del football americano per esplorare questioni universali sulla manipolazione, il controllo e i limiti etici del mentorship.
La pellicola promette di essere più di un semplice horror: si presenta come un'analisi psicologica che utilizza il genere per indagare aspetti oscuri della natura umana e della società contemporanea, confermando ancora una volta la capacità di Jordan Peele e del suo team di trasformare l'intrattenimento in riflessione sociale.


