
Anglofilia.
Abiti ispirati all’Inghilterra e alla sua storia: maniche aperte e maglieria corsettata ispirate ai ritratti di Holbein della corte dei Tudor. Pantaloni da caccia e velluto a coste a quadri cuciti insieme, delicati twin-set e sartoria che richiama le coperte da picnic.
Capi sartoriali in lana cotta, motivi floreali incisi al laser e nomi scritti a mano e sbiaditi (nell’ordine d'uscita delle modelle della sfilata Vive La Bagatelle Primavera-Estate 1997): tutto indossato, vissuto, amato.
City stripes e camicie oxford che richiamano le vetrine di Jermyn Street, con stili ispirati alla collezione Café Society della Primavera-Estate 1994.

Poi, una sfumatura erotica: scorci di gambe, calze e reggicalze presi dalla sfilata parigina di Andreas Kronthaler per Vivienne Westwood. Cappotti avvolgenti in melton nascondono abiti da sera in lurex drappeggiato e completi scuri impreziositi da tocchi di rosso. Il banale si fonde con il feticistico: la seduttrice dell'ufficio, la dea della casa.
Il lookbook della collezione riflette questa dicotomia, con un cast di personaggi in stile “Racconti di Canterbury” contemporaneo, immersi nelle attività quotidiane. Luce e ombra si intrecciano: capi sartoriali dal taglio esagerato in popeline stropicciato si affiancano ad abiti in garza a pois quasi trasparente o in mussola jacquard.
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