
CIARLATANI
di Pablo Remón
traduzione italiana di Davide Carnevali da Los Farsantes
con Silvio Orlando
e con (in ordine alfabetico) Francesca Botti, Davide Cirri, Blu Yoshimi
scene Roberto Crea
luci Luigi Biondi
costumi Ornella e Marina Campanale
assistente alla regia Raquel Alarcón
regia Pablo Remón
direttore di scena Luigi Flammia
datore luci Christian Pizzingrilli
fonico Gianrocco Bruno
sarta Piera Mura
management Vittorio Stasi
direzione generale Maria Laura Rondanini
produzione Cardellino srl
in coproduzione con Spoleto Festival dei Due Mondi, Teatro di Roma – Teatro Nazionale
Lo spettacolo CIARLATANI, sotto la regia di Pablo Remón, sarà al Teatro Carcano di Milano dal 4 al 9 novembre. Il regista madrileno porterà sul palco la presenza magnetica e l'intensità espressiva di Silvio Orlando, affiancato da Francesca Botti, Davide Cirri e Blu Yoshimi, in uno spettacolo che invita il pubblico a una profonda riflessione sulla professione che vive per antonomasia la sindrome dell'impostore: quella dell'attore.
Quattro interpreti daranno vita a dieci personaggi differenti, tra cui Anna, attrice in attesa di una nuova occasione per emergere dal limbo professionale, e Diego, regista di successo prigioniero di una crisi artistica alimentata dalle complicazioni e dall'indifferenza del nostro tempo. Durante la narrazione, lo stile dell'espressione teatrale si intreccia con il linguaggio romanzesco e cinematografico, in un riflesso della complessità e dell'incrocio tra le vite dei due protagonisti.
Pablo Remón racconta senza filtri la vita d'artista, quell'altalena inesorabile tra frustrazione ed esaltazione, mostrando come il teatro e il cinema possano essere tanto luoghi di fuga quanto rifugi dell'anima, ma anche arene di successo folgorante e di fallimento devastante: una grande metafora della vita stessa, con tutta la sua ambiguità e le sue contraddizioni.
Note dell'autore e regista Pablo Remón
ciarlatani 1. agg. colloq. Chi finge ciò che non è o non sente. 2. n. e f. desus. Attore di teatro, specialmente di commedie
Ciarlatani racconta la storia di due personaggi indissolubilmente legati al mondo del cinema e del teatro.
Anna Velasco è un'attrice la cui carriera è in una fase di doloroso stallo. Dopo aver recitato in piccole produzioni di opere classiche, ora sopravvive lavorando come insegnante di pilates e, nei fine settimana, facendo teatro per bambini. Tra soap opera televisive e spettacoli alternativi, Anna continua a cercare disperatamente il grande personaggio che la farà finalmente trionfare, quello che darà senso a tutti i sacrifici.
Diego Fontana è un regista di successo di film commerciali che si sta imbarcando in una grande produzione: una serie da girare in tutto il mondo, con star internazionali. Un incidente improvviso lo porterà ad affrontare una crisi personale devastante e a ripensare radicalmente la propria carriera e le proprie scelte artistiche.
Questi due personaggi sono collegati dalla figura enigmatica del padre di Anna, Eusebio Velasco, regista di culto degli anni Ottanta, ormai scomparso dalle scene e isolato dal mondo.
Ciarlatani è anche un'opera molteplice: ognuno di questi racconti possiede uno stile, un tono e una forma particolari. Il racconto di Anna ha uno stile eminentemente cinematografico, con un narratore che ci guida attraverso un territorio in cui sogno e realtà si confondono pericolosamente. La storia di Diego è invece un'opera teatrale più classica, rappresentata in spazi realistici e riconoscibili. E infine compare, a mo' di pausa o parentesi straniante, un'autofiction in cui l'autore dell'opera a cui stiamo assistendo si difende da accuse di plagio, in un gioco metalinguistico che interroga la natura stessa della creazione artistica.
Queste storie sono raccontate in parallelo, si alimentano a vicenda, funzionano come specchi che riflettono gli stessi temi da angolazioni diverse. L'insieme è costruito con capitoli in parte indipendenti, che formano una struttura più vicina al romanzo che al teatro tradizionale. L'intenzione è che Ciarlatani sia una narrazione eminentemente teatrale, ma con un'aspirazione romanzesca e cinematografica che sfida i confini tra i linguaggi artistici.
Infine, Ciarlatani è una commedia in cui solo quattro attori viaggiano attraverso decine di personaggi, spazi e tempi diversi. Una satira spietata e affettuosa al tempo stesso sul mondo del teatro e dell'audiovisivo, ma anche una riflessione profonda e necessaria sul successo, sul fallimento e sui ruoli che ricopriamo, dentro e fuori la finzione. Perché in fondo, suggerisce Remón, siamo tutti un po' ciarlatani: nella vita come nell'arte.


