IL POTERE HA UN CORPO DI DONNA: TORNA "I CORPI DI ELIZABETH" ALL'ELFO PUCCINI

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Cosa significa essere regina in un mondo di uomini? Come si governa quando il tuo corpo è insieme strumento di potere e oggetto di desiderio? Sono domande che risuonano oggi con la stessa urgenza di cinque secoli fa, ed è proprio su questo cortocircuito temporale che gioca "I corpi di Elizabeth", lo spettacolo che torna alla sala Shakespeare del Teatro Elfo Puccini dal 16 gennaio al 15 febbraio.

Dopo il successo della scorsa stagione, Cristina Crippa ed Elio De Capitani rimettono in scena il testo di Ella Hickson (tradotto da Monica Capuani) con una consapevolezza precisa: raccontare Elisabetta I significa raccontare ogni donna che ha dovuto scegliere tra amore e libertà, tra sentimento e ambizione, tra il proprio corpo privato e quello pubblico.

Due attrici, una regina

La trovata drammaturgica è brillante: Elisabetta viene sdoppiata in due figure, due corpi appunto. Elena Russo Arman interpreta la regina adulta, quella che ha imparato a trasformare ogni debolezza in strategia, mentre Maria Caggianelli Villani è la principessa giovane, dai lunghi capelli rossi, che ancora deve comprendere quali sacrifici il potere richiederà. Accanto a loro, Cristian Giammarini nei panni dell'intrigante Cecil ed Enzo Curcurù che passa da Thomas Seymour a Robert Dudley, gli uomini che hanno provato a possederla in modi diversi.

La Repubblica ha definito quello di Russo Arman "un ruolo monumentale" interpretato "con umanità e leggerezza", mentre il Sole 24 Ore sottolinea come lo spettacolo restituisca una Elisabetta che "argomenta le sue scelte con il piglio e la consapevolezza di una donna di oggi". Perché è proprio questo il punto: niente polvere d'archivio, niente costume drama manierato.

Una scenografia che parla

Carlo Sala ha creato uno spazio essenziale ma prezioso, dove il trono e pochi arredi emergono da velari ricamati con motivi floreali: cardi, rose e trifogli, i simboli dei Tudor. I costumi di Ferdinando Bruni, realizzati dalla sartoria dell'Elfo con stoffe donate da Carlo Belgir, completano un quadro visivo che sa essere insieme storico e sospeso nel tempo.

Quarantaquattro anni di regno, l'unica donna non sposata a governare l'Inghilterra: Elisabetta I capì presto che in una società patriarcale non poteva permettersi sentimenti che la rendessero vulnerabile. Ma la drammaturgia di Hickson non fa della regina un'icona fredda e distante. Al contrario, ne esplora le contraddizioni, i desideri repressi, le strategie di sopravvivenza in una corte dove il corpo femminile è sempre terreno di battaglia.

Lo spettacolo si può vedere alla sala Shakespeare di corso Buenos Aires 33 con orari vari durante la settimana (info e prenotazioni: 02.0066.0606 o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). I prezzi vanno dai 15 euro per gli under 25 ai 38 euro dell'intero, con riduzioni per over 65 e tariffe online a partire da 16,50 euro.

Dopo Milano, "I corpi di Elizabeth" partirà in tour toccando Genova, Ancona, Agrigento e Treviso. Perché certe storie, evidentemente, hanno ancora molto da dirci.

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