QUANDO L'AUTUNNO DIPINGE IL TICINO: UN VIAGGIO TRA SAPORI, TRADIZIONI E NATURA

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L'autunno è quella stagione magica che trasforma il mondo in un'opera d'arte vivente. È il tempo in cui la natura si concede una pausa riflessiva prima del riposo invernale, tingendo ogni cosa con una tavolozza che spazia dal giallo dorato al rosso fuoco, dall'arancio brillante al bruno profondo. Le giornate si accorciano dolcemente, la luce diventa più calda e radente, creando contrasti che esaltano ogni dettaglio del paesaggio. L'aria si fa più frizzante, portando con sé profumi intensi di terra, legno e frutti maturi che risvegliano i sensi e l'anima.

È la stagione delle vendemmie e dei raccolti, quando la generosità della terra si manifesta in tutta la sua abbondanza. È il tempo delle passeggiate nei boschi, dove ogni passo scricchiola su un tappeto di foglie secche, e delle serate che si allungano davanti al camino, con una coperta sulle ginocchia e una tazza di qualcosa di caldo tra le mani. L'autunno è nostalgia e rinascita insieme, malinconia e pienezza, è la stagione che ci ricorda la ciclicità della vita e la bellezza del cambiamento.

Ma c'è un luogo dove l'autunno si veste di una magia particolare, dove la tradizione alpina incontra il calore mediterraneo, dove ogni borgo, ogni valle, ogni collina racconta storie antiche che si rinnovano anno dopo anno. Quel luogo è il Ticino, il cantone più meridionale della Svizzera, dove l'autunno non è semplicemente una stagione sul calendario, ma un vero e proprio evento culturale, gastronomico e sensoriale.

Nel Ticino autunnale, i boschi di castagni si trasformano in cattedrali dorate, i vigneti terrazzati brillano al sole del mattino, i mercati traboccano di prodotti genuini e le cantine aprono le loro porte per condividere il frutto di un anno di lavoro. È un territorio dove ogni weekend porta con sé una festa, una sagra, un'occasione per ritrovarsi e celebrare insieme i doni della natura. Dalle rive scintillanti del Lago Maggiore alle valli più isolate e silenziose, dalle città storiche ai borghi arroccati sulle montagne, il Ticino in autunno offre un'esperienza autentica che coinvolge tutti i sensi.

Quando i boschi ticinesi si tingono di rosso e d'oro, nel sud della Svizzera inizia una stagione fatta apposta per i buongustai e gli spiriti curiosi. L'autunno ticinese non è solo una stagione: è un caleidoscopio di tradizione, gastronomia e natura. Qui si trovano storie che parlano di autenticità, di mercati che uniscono le generazioni, di viticoltori che vivono con passione il proprio mestiere e di antiche usanze che ancora oggi sanno riunire le persone.

Mercati come anima delle città

Chi passeggia un sabato mattina per i vicoli di Bellinzona capisce subito perché il mercato di questa città è considerato uno dei più belli della Svizzera. Tra le mura storiche del centro, riconosciuto come Patrimonio mondiale dell'UNESCO, si allineano banchi che offrono formaggi d'alpe dal sapore deciso, salami stagionati all'aria e uva appena raccolta. I venditori presentano con orgoglio i loro prodotti, gli abitanti chiacchierano davanti a un espresso e i visitatori si immergono in un'atmosfera al tempo stesso autentica e mediterranea.

Il mercato di Bellinzona

Anche al mercato autunnale di Ascona, il 19 e 20 ottobre 2025, si diffonde nell'aria l'inconfondibile profumo di formaggio, castagne e vino novello. I produttori delle valli presentano con fierezza le loro specialità, mentre sulla piazza risuona la musica e i bambini assaggiano la loro prima caldarrosta.

Sagra d'autunno Ascona

Viaggi gastronomici nella regione

A pochi chilometri più a sud, tra le dolci colline del Mendrisiotto, in ottobre e novembre si aprono le porte delle cantine e dei ristoranti. Durante gli eventi Wine & Dine in Cantina, il 24 ottobre 2025, in due venerdì di novembre o il 6 dicembre 2025, gli ospiti possono sedersi tra vecchie botti di vino per degustare Merlot e specialità come le varie versioni di risotto.

Wine & Dine in Cantina

Ancora più ampia è la varietà offerta dalla Rassegna Gastronomica del Mendrisiotto e Basso Ceresio, in programma dal 1° ottobre al 2 novembre 2025. Più di 30 locali partecipano a questo evento gastronomico, dimostrando quanto si possa essere creativi con gli ingredienti regionali, dal pesce fresco del lago alle moderne interpretazioni della classica polenta.

Rassegna gastronomica

Il castagno, simbolo della tradizione e re dell'autunno con i suoi marroni

Pochissime piante caratterizzano l'autunno ticinese quanto il castagno. I suoi alberi colorano le colline e i suoi frutti sono al centro di molte feste. Durante la Castagnata sul Lago Maggiore, ad esempio, il 26 ottobre 2025, famiglie e amici si ritrovano sulle rive di Ascona. Il fumo si alza dai tamburi in cui si arrostiscono le castagne, i bambini ridono e nell'aria si diffonde il profumo del vin brûlé dolce.

Castagnate al Lago Maggiore

Nell'isolata Valle di Muggio, come in altri posti del Ticino, sopravvive un'altra tradizione: la carica e scarica della grà. Alla fine di ottobre si può assistere al momento in cui le castagne vengono disposte a strati nelle antiche casette di pietra per l'essiccazione, ovvero quando la "grà" viene caricata o scaricata. Un'usanza che non solo offre uno sguardo sulla vita contadina di un tempo, ma che oggi fa parte del patrimonio culturale vivente.

Il carico della grà

Monte Tamaro: un nuovo punto di riferimento moderno, accessibile e aperto tutto l'anno

Da metà settembre il Monte Tamaro si presenta con nuove cabine da otto persone, più moderne, confortevoli e accessibili a tutti. Il nuovo impianto è più veloce, silenzioso e rispettoso dell'ambiente, ideale per ospiti con mountain bike, passeggini o sedia a rotelle. Inoltre, sulla sommità della stazione a monte nascerà una terrazza panoramica, da cui sarà possibile ammirare lo spettacolare paesaggio circostante.

Un'altra novità: a partire da questo inverno il Monte Tamaro resterà aperto tutto l'anno. Durante i weekend invernali e le vacanze scolastiche saranno in funzione la funivia e il ristorante Alpe Foppa. Anche la chiesa Santa Maria degli Angeli, disegnata da Mario Botta e recentemente ristrutturata, sarà ora accessibile tutto l'anno.

Monte Tamaro, Rivera

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