
A due ore da Milano c'è una città dove duemila anni di storia convivono con l'avanguardia contemporanea, il flamenco, i vigneti e una cucina che vale il viaggio. Benvenuti a Nîmes — la città del coccodrillo, e di molto, molto altro.
C'è un momento preciso in cui capisci che Nîmes è diversa da tutto ciò che ti aspettavi. Accade quando, girato l'angolo di una strada qualunque del centro, ti ritrovi faccia a faccia con un anfiteatro romano perfettamente conservato — non una rovina, non un reperto, ma una struttura viva, che ancora oggi ospita concerti, spettacoli e corride. E capisci che in questa città del sud della Francia, l'antico non è qualcosa da osservare dietro una teca: è l'aria che si respira.
Duemila anni in tre piazze
Il cuore monumentale di Nîmes si visita quasi tutto a piedi, ma non aspettatevi una passeggiata qualunque. Le Arene — uno degli anfiteatri romani meglio conservati al mondo — dominano il centro con una presenza che non intimidisce ma accoglie. Costruite nel I secolo d.C., hanno visto gladiatori e bestie feroci, poi secoli di vita cittadina tra le loro arcate, e oggi concerti di Lenny Kravitz, Sting e Katy Perry (il calendario estivo 2026 è impressionante). Un edificio di pietra che non ha mai smesso di fare il suo mestiere.
A pochi passi, la Maison Carrée è un'altra lezione di come si sopravvive ai millenni: tempio romano dedicato ai nipoti di Augusto, patrimonio UNESCO dal 2023, è considerato uno dei templi romani più integri del pianeta. Di fronte — e il contrasto è volutamente provocatorio — il Carré d'Art firmato da Norman Foster nel 1993, un cubo di vetro e acciaio che ospita il museo d'arte contemporanea, la mediateca e un ristorante panoramico. Due templi della cultura che si guardano attraverso i secoli senza battere ciglio.
Risalendo verso i Giardini della Fontana — considerati il primo giardino pubblico d'Europa, creati nel 1745 — si arriva alla Tour Magne, ultima sentinella delle mura romane, da cui nelle giornate limpide lo sguardo abbraccia le Cévennes e il Mont Ventoux. Nei giardini si nasconde anche il misterioso Tempio di Diana, le cui funzioni originarie restano ancora oggi oggetto di dibattito tra gli archeologi. Biblioteca sacra? Luogo di culto? Il mistero resiste, e il fascino anche.
L'acquedotto più famoso del mondo è qui vicino
A venti chilometri da Nîmes, il Pont du Gard è uno di quei posti che fanno effetto anche quando ci si aspetta di rimanerne colpiti. Tre livelli di archi, 48 metri di altezza, 275 metri di lunghezza, costruito senza una goccia di malta — solo pietre tagliate con precisione millimetrica che si bilanciano perfettamente. Nel 2025 celebra i quarant'anni dall'iscrizione nella lista UNESCO. Era il tratto più spettacolare di un acquedotto lungo quasi 50 chilometri che portava l'acqua dalla sorgente di Uzès fino al cuore di Nîmes, dove veniva distribuita attraverso un bacino di raccolta ancora visibile oggi — uno degli unici due al mondo, l'altro è a Pompei.
Il denim è nato qui (quasi)
Pochi lo sanno, ma Nîmes ha un legame strettissimo con uno dei tessuti più indossati al mondo. Nel XVII e XVIII secolo, la città era un centro manifatturiero importante, e tra i tessuti che produceva e esportava c'era la "toile de Nîmes" — una robusta tela di cotone che gli americani abbreviarono in "denim". Il jeans, insomma, porta nel nome una città del Gard. Oggi questo patrimonio tessile rivive al Musée du Vieux Nîmes e, soprattutto, negli Ateliers de Nîmes, dove il denim locale viene nuovamente tessuto con tecniche tradizionali e uno sguardo contemporaneo.
Una città che ha invitato i migliori architetti del mondo
Dagli anni '80 in poi, Nîmes ha puntato con coraggio sull'architettura contemporanea come strumento di rinascita urbana. Il risultato è una città dove le firme si riconoscono ad ogni angolo: Philippe Starck ha disseminato dettagli di design tra la pavimentazione e l'arredo urbano; Jean Nouvel ha immaginato il complesso residenziale Nemausus come una nave sospesa; Rudy Ricciotti ha firmato il palazzo del consiglio dipartimentale. Nel 2018 Elizabeth de Portzamparc ha aggiunto il Musée de la Romanité — un edificio il cui involucro trasparente a pieghe richiama la toga romana — direttamente di fronte all'anfiteatro: un dialogo tra passato e presente che a Nîmes sembra quasi naturale. Nel 2025 ha aperto l'h2 Convention Centre, progettato in collaborazione tra Chabanne Architects e i danesi 3XN.
La feria, la Spagna e il flamenco
Se la vostra visita coincide con la Féria de Pentecôte (maggio) o con quella des Vendanges (settembre), preparatevi a qualcosa di difficile da descrivere. Per giorni interi la città si trasforma: le strade si animano di casitas e bodegas, le sevillanas risuonano ovunque, le Arene ospitano corride. Il legame con la Spagna non è recente — la prima corrida francese si tenne proprio qui nel 1863 — e si alimenta ogni anno con il Festival Flamenco, giunto alla 36ª edizione e considerato uno dei più importanti al mondo al di fuori della penisola iberica. Non a caso Nîmes è gemellata con Córdoba.

Mangiare a Nîmes è un'altra storia
Cinque ristoranti stellati Michelin in una città di 150.000 abitanti è già un dato che fa riflettere. Ma la scena gastronomica di Nîmes non si esaurisce nelle sale eleganti. Tutto comincia alle Halles, il mercato coperto attivo dal 1884, restaurato dall'architetto Jean-Michel Wilmotte: 74 banchi, tre ristoranti, e un Meilleur Ouvrier de France — il fromager Vergne — a presidiare i formaggi. Qui si trovano la brandade di merluzzo (piatto simbolo della città), il petit pâté nîmois ripieno di vitello e maiale, le olive Picholine AOP, il pecorino Pélardon delle Cévennes e le fragoline IGP — le uniche in Francia coltivate direttamente in terra sotto tunnel. Non mancano i Croquants Villaret, biscotti dorati la cui ricetta non è cambiata dal 1775.
Tra i cinque stellati, il ristorante Duende del Grand Hôtel Imperator porta la firma di Pierre Gagnaire: due stelle per una cucina che è poesia gastronomica. Skab di Damien Sanchez, di fronte alle Arene, reinterpreta il territorio con precisione contemporanea. Rouge, guidato dallo chef Luka-Tao Debenathe, ha un'anima meticcia e solare che racconta bene la città.
I vini dei Costières
Ai piedi della città si distendono oltre 3.000 ettari di vigna AOC: sono i Costières de Nîmes, uno dei vigneti più antichi d'Europa, già apprezzato da Greci e Romani. Il terreno argillo-calcareo è disseminato di ciottoli arrotondati che accumulano il calore del sole durante il giorno e lo restituiscono di notte, mentre il Mistral tiene le viti asciutte e sane. Il risultato sono rossi profondi, rosati eleganti e bianchi aromatici che si possono scoprire visitando le 69 cantine indipendenti del territorio. Da giugno 2025 è aperto di fronte alle Arene il Verre des Costières, bar degustazione e spazio eventi dedicato all'appellation — il posto giusto per iniziare.
Come arrivarci
Nîmes è sorprendentemente vicina. In TGV da Parigi ci vogliono meno di tre ore, con fermata direttamente in centro (la gare è a cinque minuti a piedi dalle Arene). Da Marsiglia un'ora, da Lione poco più. L'aeroporto Nîmes Grande Provence Méditerranée dista 15 chilometri e offre voli diretti da Bruxelles, Londra, Porto, Dublino e Marrakech. In auto, le autostrade A9 e A54 collegano la città a Montpellier (40 minuti), Marsiglia (90 minuti) e Lione (due ore e mezza).
Informazioni: www.nimes-tourisme.com, www.france.fr/it



