Il nuovo

concetto

di attualità

Scritto da Gloria Giovanetti Categoria: Solidarietà
Pubblicato 13 Dicembre 2017
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Un libro che testimonia il coraggio. Che racconta le storie di eroi quotidiani che non si sono lasciati piegare dalla forza della natura. L’Umbria, la Valnerina, le case distrutte, le attività ancora aperte, segno di una voglia di ricominciare e di vivere più forte delle scosse.

Ad un anno dall’imponente sequenza sismica che ha raggiunto il suo apice alle 7.40 del 30 ottobre con un terremoto di magnitudo 6.5, la Regione Umbria ha scelto di ricordare l’evento italiano più forte dopo quello dell’Irpinia nel 1980, attraverso una pubblicazione di testimonianze e racconti inediti, dal titolo“Samuel ha un anno. E una casa. Storie di persone di una terra coraggiosa”.

L’introduzione del libro è stata affidata alle parole di Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria. Ed anche solo a leggerle trapelano di emozione: «Dedico questo intervento alla mia Umbria e ad una regione che ha saputo rimboccarsi le maniche per superare il dolore e le difficoltà, guardandotenacemente avanti». «In questo anno – continua la Marini - istituzioni e cittadini hanno lavoratointensamente, insieme, per chiudere la fase dell’emergenza e avviare la ricostruzione materiale e sociale delle comunità coinvolte, seguendo unpercorso comune e condiviso che ha avuto come principale obiettivo quellodi non recidere il legame con i luoghi di origine, luoghi in cui si vive e si lavora,luoghi straordinari che costituiscono il patrimonio di questa terra e che netestimoniano l’identità».

E così nelle pagine si raccontano le storie: dal deposito del Santo Chiodo, a Spoleto, dove si custodiscono e rinascono i 5400 bancali affinché non sia persa l’identità culturale del luogo ai giovanissimi volontari europei che sono arrivati a Norcia per ricostruirla. Dai racconti di alcuni inarrestabili allevatori locali al lavoro incessante degli insegnanti nelle scuole terremotate fino all’incredibile storia di Pamela, Massimiliano, e Samuel, nato il 24 agosto del 2016 a mezzanotte e cinquanta mentre la loro casa veniva distrutta dal sisma. Oggi, grazie ai tempi record per le sistemazioni di urgenza, ne hanno una nuova. «E infatti», sottolinea la Presidente,«la cornice in cui ci siamo mossi è statachiara sin da subito: garantire nellafase dell’emergenza un alloggio, vicino al luogo di residenza, a chi non potevarientrare nella propria casa, ripristinare i centri di aggregazione, a cominciaredalle scuole e dai luoghi di culto, dare ricovero agli animali, sostenere le attività produttive, ricettive, turistiche, agricole per aiutare la ripresa economica delterritorio, mettere in salvo ed in sicurezza, accanto agli edifici, anche quei beniculturali, mobili ed immobili, che rappresentano la straordinaria ricchezza di questa terra. Un cammino che è durato dodici mesi, da cui non abbiamo maiderogato, e che abbiamo compiuto con la ferma volontà di mantenere salde leradici comuni per poter ripartire come prima e meglio di prima».

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