Il nuovo

concetto

di attualità

Scritto da Gloria Giovanetti Categoria: Cultura Spettacoli Locali
Pubblicato 15 Gennaio 2018
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L’universo femminile raccontato in 148 pagine da Chiara Cecutti, esperta Executive e Life Coach che, con la sensibilità di una donna, ma la fermezza e la determinazione di una professionista che vanta anni di esperienza, apre al lettore un mondo spesso sconosciuto o sottovalutato.

Quando il manager è donna”, il libro di Chiara Cecutti, edito e distribuito da Hoepli e disponibile dallo scorso 6 ottobre, è uno spaccato di vita aziendale in cui le protagoniste sono le donne che cercano di farsi strada nel mondo del lavoro. Donne ancora spesso attanagliate da una serie di pregiudizi limitanti nonostante l’evoluzione e l’emancipazione delle cosiddette quote rosa (dalle stesse considerate peraltro necessarie ma offensive) e che in molte occasioni, per riuscire nella loro impresa, emulano i colleghi uomini snaturando la propria personalità.

La Cecutti si occupa di coaching in aziende nazionali e multinazionali in cui il suo compito principale è quello di supportare i manager nel potenziamento dei loro punti di forza e nel superamento di quelli di debolezza, attraverso percorsi individuali ad hoc. Questo, nel rispetto sia dei manager coinvolti che dei loro interlocutori. In particolare nel ruolo di Team Coach e di Team Building Expert, il suo compito è infatti di stimolare un rapporto paritario fra tutte le figure professionali, dal dirigente all’impiegato, cercando di armonizzare l’atmosfera lavorativa e recuperare, dove mancano, il dialogo e la comprensione.

Proprio grazie ad anni di percorsi di coaching, la Cecutti ha potuto essere partecipe di tante storie e situazioni appartenenti a donne manager, e non solo, con cui ha avuto occasione di confrontarsi, e che hanno evidenziato quanto il timore di non essere all’altezza, o la necessità di dimostrare di esserlo per avanzare, possano essere dannosi.

Per questo ha deciso di mettere nero su bianco alcune di queste vicende, raccontando soprattutto come il superamento delle difficoltà,  il potenziamento delle capacità più deboli o acerbe delle protagoniste e il raggiungimento di traguardi importanti sia avvenuto attingendo a caratteristiche tipiche del femminile anziché del maschile.

Non si tratta di un libro femminista, va sottolineato. La Cecutti cerca di dare un segnale di grande forza per le donne e un messaggio molto chiaro: è arrivato il momento per la manager donna di dismettere finalmente i panni di una leadership al maschile. La sua natura femminile non deve più essere un elemento per sminuirne le capacità bensì per potenziarle. E non deve temere di essere costretta a rinunciare alla famiglia, e nemmeno alla carriera per la famiglia, se le desidera entrambe. Soprattutto non deve cercare di simulare l’atteggiamento maschile, o copiare i colleghi uomini nel loro modus operandi, poiché il rischio è quello di sbagliare e compromettere i propri risultati.

Insomma quando il manager è manager, non ha importanza se sia in gonnella o in cravatta. Ma è importante riconoscere e rispettare le diversità tra donne e uomini. Perché l’integrazione delle diversità rappresenta una grande ricchezza. E questa è una battaglia ideologica e sociale, che può essere combattuta intellettualmente. Proprio come ha fatto Chiara Cecutti nel suo libro.