Il nuovo

concetto

di attualità

Scritto da Gloria Giovanetti Categoria: Teatro2018
Pubblicato 05 Febbraio 2018
Stampa

6/18 febbraio | sala Bausch

 

La moglie, viaggio alla scoperta di un segreto

di e con Cinzia Spanò

regia Rosario Tedesco

luci Giuliano Almerighi

produzione Teatro dell’Elfo

Testo vincitore del Premio Donne e Teatro di drammaturgia femminile 2017

 

lo spettacolo è inserito nel programma di "Novecento Italiano" del Comune di Milano

 

Torna in scena La moglie, successo della passata stagione scritto e interpretato da Cinzia Spanò, una delle attrici più intelligenti e attive del panorama milanese, qui diretta da Rosario Tedesco. Al centro dello spettacolo Laura, personaggio ispirato alla moglie del fisico Enrico Fermi. A Los Alamos, nel deserto, mentre il premio Nobel lavora al Progetto Manhattan, la moglie, lontana da casa e dagli affetti, non può che interrogarsi sul mistero che avvolge le ricerche del marito.

 

«Una delicata poetica della reticenza attraversa La moglie, monologo che Cinzia Spanò dedica a Laura Capon (1907-1977) coniuge di Enrico Fermi.

Un drappo scuro sullo sfondo, come una cappa. Tre sedie in scena, veli di cellophane. Tre storie s’intersecano: quella di una donna nella penombra di una verità rintanata; quella di un mondo sull’orlo di un dirupo; e poi il mito di Amore e Psiche, a conferire alla storia un alone immaginifico, a ribadirne l’essenza attraverso l’allegoria.

 

Il monologo è una combinazione allegra e tormentata di frammenti biografici, memorie e pillole di scienza. C’è il divertimento per le stranezze dei fisici e l’ammirazione per le loro realizzazioni. C’è il tormento per quella creatura magnifica e mostruosa che sta per librarsi dalle sabbie di Los Alamos, illuminando il mondo di radiazione sinistra.

Cinzia Spanò dà volto ed emozioni a Laura Capon Fermi. Ne incarna ed esprime forza, intelligenza e benevolenza. Sprigiona il chiuso delle sue elucubrazioni.

Stupisce il turbine di sentimenti che traspare dagli occhi ora spiritati e gioiosi, ora tristi, smarriti, sbigottiti. Più la verità si definisce, più le pupille dell’attrice si dilatano. Il volto cereo si trasfigura sotto bagliori lunari. Gli sguardi sono abbacinati.

Cinzia Spanò è tanti momenti della stessa donna. La sua danza silenziosa è una liturgia di movimenti e gesti. Ogni sentimento, ogni vibrazione emotiva, trasfigura il suo volto. Un monologo, una sola attrice. Non c’è trucco né travestimento. Eppure quest’attrice è irriconoscibile tra una sequenza e l’altra.

Laura: si staglia di fronte a noi una di quelle rare persone che continuano a crescere in statura durante tutta la loro vita. Cinzia Spanò infrange intimità legate al passato. Restituisce, con la resa letteraria degli stati d’animo di Laura, anche l’acume e l’intelligenza di Enrico Fermi, la curiosità e una buona dose della sua goliardia. Assistiamo però, attraverso le parole della donna, al maturare sotto il peso delle responsabilità e della guerra di quell’entusiasmo infantile, sempre più assorto e riflessivo, sempre più dimissionario da gioco e inventiva».                                      

Vincenzo Sardelli, klpteatro.it

 

   

6/18 febbraio, sala Bausch - Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano - Martedì/sabato ore 19.30, domenica ore 15.30 - Info e prenotazione: tel. 02.0066.0606 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Prezzi: Intero € 32.50, Ridotto € 17, Martedì € 21,50 www.elfo.org

Seguici su ...