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Scritto da Gloria Giovanetti Categoria: Salute & Bellezza
Pubblicato 19 Settembre 2018
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Lanciato dalle tre principali Società di Cardiologia: GISE, SIC e SICCH

La sostituzione transcatetere della valvola aortica

Indagine Doxa: medici di medicina generale e cardiologi di base sottolineano l’importanza di un adeguato trattamento per la stenosi aortica

 

 

E’ stato appena presentato a Milano il progetto “TAVI è VITA”, ideato e realizzato da GISE (Società Italiana di Cardiologia Interventistica) in collaborazione con SIC (Società Italiana di Cardiologia) e SICCH (Società Italiana di Chirurgia Cardiaca).

 

Il progetto nasce con l'obiettivo di sensibilizzare le istituzioni, la comunità medico-scientifica e l’opinione pubblica sul tema della stenosi aortica, una delle malattie più comuni delle valvole cardiache (che in Italia riguardano oltre 1 milione di persone e il 10 per cento della popolazione oltre i 65 anni, la fascia più colpita) e sulla tecnica operatoria TAVI (Transcatheter Aortic Valve Implantation, impianto transcatetere di valvola aortica), procedura estremamente innovativa ma che risulta essere attualmente sottoutilizzata. A oggi, infatti, sono soltanto circa 80 i pazienti trattati ogni milione di abitanti rispetto ai circa 250 per milione di abitanti che meriterebbero il trattamento secondo le evidenze cliniche.

 

La stenosi (restringimento) severa dell’apertura valvolare aortica può essere trattata sia tramite sostituzione chirurgica tradizionale della valvola aortica (SAVR), intervento che richiede anestesia generale, incisione piò o meno estesa sul torace, circolazione extra-corporea a cuore fermo, sia tramite TAVI, intervento mini-invasivo che si esegue nella maggior parte dei casi senza anestesia generale e con impianto della nuova valvola attraverso l’arteria femorale. Nel caso della TAVI il paziente potrebbe venir dimesso nel giro di 3 o 4 giorni se non sono presenti particolari complicanze procedurali.

 

Dal 2007, anno di introduzione della procedura, al 2017 in Italia sono stati effettuati oltre 25.000 impianti tramite TAVI, con incremento annuo costante (da 98 impianti nel 2007 a oltre 5.500 nel 2017).

 

Il titolo del progetto “TAVI è VITA”, nato dall’utilizzo del nome della procedura e del suo anagramma, evidenzia la rilevanza della tecnica che ricopre una funzione propriamente salvavita. La TAVI, sebbene sia stata inizialmente destinata solo ai pazienti non trattabili chirurgicamente, è oggi difatti indicata anche per i pazienti a rischio più moderato che potrebbero avvalersi di una migliore qualità e aspettativa di vita rispetto al trattamento chirurgico o alla sola terapia medica.

 

Tuttavia la tecnica è oggi ancora sottoutilizzata. A confermarlo è un’indagine Doxa realizzata su un campione di 150 medici di medicina generale (MMG) e 100 cardiologi di base e che, fra l’altro, ha motivato e giustificato la nascita di “TAVI è VITA”.

 

Marco Arosio, Quantitative Area Responsible di Doxapharma, ha affermato che “le indagini preliminari alla stesura del progetto sono state un utile punto di partenza per comprendere le problematiche che si celano dietro la diffusione parziale della procedura TAVI. L’indagine, infatti, ha avuto l’obiettivo di comprendere il grado di conoscenza di MMG e cardiologi di base riguardo alla procedura TAVI e all’individuazione del percorso del paziente. Gli esiti nazionali saranno poi estrapolati anche a livello regionale per permettere un quadro di partenza necessario per successive attività locali.”

 

Dall’indagine Doxa emerge che non è elevata nei due target la conoscenza della stenosi aortica, né delle possibili opzioni terapeutiche, né del percorso ideale che dovrebbe fare il paziente affetto da tale patologia. Tra i vantaggi riconosciuti alla tecnica TAVI, da entrambi i target, figura sicuramente la minor invasività della procedura rispetto all’intervento chirurgico standard e i conseguenti vantaggi post operatori con un recupero più agevole e veloce. In generale, la tecnica TAVI sembra godere di un percepito positivo in entrambi i target e in grado di rappresentare un’innovazione rispetto all’intervento chirurgico standard, sia in termini di costi che di invasività e recupero post operatorio.

 

Tra i punti deboli percepiti sulla terapia, invece, se nel 50% dei casi i MMG non ne individuano o non si sentono in grado di rispondere come segno di una conoscenza limitata, chi si esprime indica problematiche legate alla tipologia di pazientiche possono essere sottoposti a intervento con tecnica TAVI. Anche i cardiologi, con più forza dei MMG, sottolineano come peralcunetipologie di pazienti l’intervento con tecnica TAVI non sia adeguato e evidenziano anche alcune problematiche legate alla sicurezza della procedura.

 

Infine, evidenti le necessità, in particolare dei MMG, rispetto alla conoscenza della patologia edelle tecniche di intervento. Le necessità riguardano informazioni che siano in grado di specificare meglio le indicazioni per la procedura TAVI o per l’intervento chirurgico standard al medico ma anche informazioni più a caratteregenerale che aiutino i clinici a condividere le caratteristiche peculiari delle diverse soluzioni terapeutiche con i propri pazienti. Importante, in questo senso, anche l’organizzazione di eventi e corsi dedicati in grado di migliorare le conoscenze della classe medica ma anche di aumentare i livelli di awareness della patologia, delle soluzioni terapeutiche e della tecnica TAVI.

 

Il progetto “TAVI è VITA” proseguirà con una serie di iniziative di sensibilizzazione sulla stenosi aortica e sulla procedura TAVI. In particolare, nei prossimi mesi saranno istituitidue Tavoli di lavoro con i principali esponenti della cardiochirurgia e della cardiologia interventistica piemontese e campana, con l’obiettivo di predisporredue documentiche raccolgano le necessità delle Regioni e propongano la creazione di due reti ad iso-risorse.

 

Saranno inoltre organizzati weekend informativi, rivolti alla cittadinanza. Le Regioni che avvieranno queste iniziative saranno il Piemontee la Campania, per poi proseguire in altre Regioni.L’evento sarà costituito da una serie di incontri che abbiano l’obiettivo di informare i familiari dei potenziali malati e pazienti fornendo informazioni che punteranno a creare conoscenza maggiore relativamente alla procedura TAVI.

 

L’importanza del progetto, sostenuta dai risultati dell’indagine Doxa, ha spinto tutte le maggiori società del panorama cardiologico a collaborare alla creazione dell’iniziativa. I risultati della ricerca hanno dimostrato come sia doveroso intervenire non solo presso medici di medicina generale e cardiologi di base, soggetti coinvolti nella ricerca, ma anche a livello generale presso la popolazione più a rischio. Risultano necessari, infatti, eventi e corsi per aumentare e strutturare le conoscenze dei MMG e favorire la proposizione della procedura di intervento TAVI ai propri pazienti, nonché meeting dedicati alla TAVI per approfondire i dubbi attuali del cardiologo rispetto alla tecnica e alle indicazioni di intervento. Infine, per migliorareilivelli di conoscenza della patologia e soprattutto della tecnica TAVI presso la popolazione, può favorire la share of voice e la richiesta diretta al medico da parte del paziente e, di conseguenza, una maggiore potenziale diffusione di utilizzo della tecnica.

 

Giuseppe Tarantini, presidente GISE ha sottolineato che: “i risultati dell’indagine Doxa sono eloquenti: essi fotografano, infatti, una realtà comune a tutto il territorio nazionale che consiste nella scarsa, appena sufficiente, conoscenza da parte dei MMG e dei cardiologi ambulatoriali dei percorsi diagnostici e delle prospettive terapeutiche per i pazienti affetti da stenosi aortica. ‘TAVI è VITA’ è un progetto nato per rispondere al bisogno evidente ed urgente di una diffusione più capillare della conoscenza delle caratteristiche e delle indicazioni alla procedura. Esso incarna pienamente lo spirito del GISE, una società che investe sulla formazione e che opera attivamente per garantire equità nell’accesso alle procedure interventistiche su tutto il territorio nazionale.

 

Di recente la Società ha provveduto alla pubblicazione di un documento di consenso che ridefinisce, alla luce dei dati attuali, i requisiti degli operatori e dei centri che effettuano TAVI. Questo testimonia l’interesse e l’impegno costante del GISE nel migliorare gli standard terapeutici dei laboratori associati al fine di assicurare la migliore offerta terapeutica a tutti i pazienti. In linea con questa filosofia, il progetto ‘TAVI è VITA’ si propone di sensibilizzare i medici del territorio al riconoscimento della stenosi valvolare aortica o all’avvio di approfondimenti diagnostici nel sospetto clinico della patologia e di diffondere i dati attuali sulla sicurezza e l’efficacia della TAVI.

 

La realizzazione del progetto in collaborazione con la SICCH sottolinea il pari coinvolgimento di cardiologi interventisti e cardiochirurghi nella offerta della strategia terapeutica più adeguata ai pazienti con stenosi aortica. È, tuttavia, obiettivo prioritario del GISE quello di trasmettere il messaggio che la TAVI non è più una procedura ‘sperimentale’, riservata solo a pazienti inoperabili.”

 

Francesco Musumeci, presidente SICCH, ha detto: “sappiamo che l’età media della popolazione sta aumentando e negli anni futuri ci saranno sempre più persone anziane. La stenosi della valvola  aortica è una patologia che interessa prevalentemente la persona anziana e, se severa, ha un impatto negativo sulla qualità e l’aspettativa di vita del paziente. 

 

E’ dunque importante creare una cultura su questa patologia e, soprattutto, sulle possibilità terapeutiche che oggi abbiamo a disposizione. Il paziente deve essere il primo obiettivo di ogni iniziativa volta a creare una maggiore coscienza: egli deve saper cogliere quei sintomi che suggeriscono la malattia e quindi rivolgersi al medico. 

 

Ancora più importante è la formazione dei medici di base e dei cardiologi. Diagnosi precoce, follow-up del paziente e corretto timing chirurgico sono fondamentali per il successo del trattamento di questa patologia. Fondamentale è poi la scelta della giusta strategia di trattamento. Oggi abbiamo due diverse opzioni, la chirurgia convenzionale ed il trattamento trans-catetere, ossia la TAVI.

 

I risultati della ricerca Doxa sono estremamente interessanti nella misura in cui evidenziano come ancora non ci sia una informazione precisa sulle diverse opzioni di trattamento proprio fra i  medici che rappresentano il primo punto di riferimento per il paziente. Anche se la scelta di quale trattamento preferire, la sua personalizzazione nel singolo caso, spettano agli specialisti del centro che eseguirà la procedura, è fondamentale che il paziente venga indirizzato per il trattamento della sua patologia dopo una corretta e completa informazione.  Il paziente infatti deve essere partecipe nella decisione di quella che dovrà essere l’opzione di trattamento a lui più idonea, sia essa la chirurgia convenzionale o la TAVI. 

 

Necessità di informazione e formazione. Questo è ciò che questo studio mette in evidenza e questo dovrà essere il nostro impegno."

 

 

 

Pagina Facebook: @ProgettoTAVIVita