Il nuovo

concetto

di attualità

Scritto da Gloria Giovanetti Categoria: Turismo & Benessere
Pubblicato 28 Dicembre 2018
Stampa

Milano si aggiudica il premio di città più vivibile secondo la classifica appena diffusa de Il Sole 24 Ore e NYX Hotel Milan inaugura un tour di “alternative art”: per far conoscere ai propri ospiti bellezze nascoste, “minori” o dimenticate. 

L’hotel (parte del gruppo Leonardo Hotels), inaugurato lo scorso giugno 2017 e caratterizzato dalla galleria diffusa delle opere dei più importanti street artist italiani, accompagna visitatori e curiosi a scoprire quindi luoghi segreti, alcuni in centro, altri custoditi in periferia, caratterizzati tutti da un “fattore wow”. Perdersi tra le vie meno trafficate e mettere il naso tra i cortili e negli androni di palazzi severi è una delle uniche bussole

 

La bella e frenetica Milano sa come raccontare storie e aspetti suggestivi che la riguardano e che sono poco conosciuti: la capitale della moda e dell’economia coltiva un’immagine diversa, che nasconde spesso anche agli occhi dei suoi abitanti. Luoghi segreti e bellissimi, alcuni in posizione centrale, altri custoditi nella nuova periferia, ma tutti caratterizzati da un “fattore wow” capace di fare la differenza e perfetto per costruire itinerari alternativi e appaganti …tutti assolutamente da scoprire!

Ma come? Il punto di partenza ideale per costruire un percorso inedito di una città di cui si pensa di

sapere tutto è il NYX Hotel Milan, lo street hotel nato nel cuore del capoluogo meneghino, in piazza IV Novembre.

Pensato per amplificare una nuova idea di ospitalità dentro e fuori le sue mura, con i suoi spazi in

continuo dialogo con la città e grazie ad eventi che animano gli ambienti comuni di giorno e di notte

all’insegna della creatività, l’hotel ha studiato per i suoi ospiti un bouquet di proposte capaci di rendere ogni soggiorno unico e indimenticabile.

Il vademecum perfetto per partire alla scoperta di una città dall’alto coefficiente emozionale NYX Hotel Milan l’ha scritto in collaborazione con Waam, una realtà milanese specializzata nel proporre grand tour alternativi ai soliti percorsi e basati sulla filosofia dell’itinerario on demand, per costruire un giro di Milano totalmente personalizzabile ed esplorare la città da molteplici direzioni.

Un progetto customizzato NYX Hotel Milan, naturalmente, che, fedele alla sua vocazione artistica, l’ha voluto fortemente improntato alla sua identità: il risultato è un vero e proprio sentiero di caccia sulle tracce dell’autentica milanesità, fuori e dentro l’hotel.

Qualche esempio?

Milano street art: una visita guidata con gli occhi dei writers per ammirare murales e graffiti che, come oltreoceano, hanno conquistato il titolo di opere d’arte infrangendo il grigiore della quotidianità e trasformando gli spazi milanesi in musei a cielo aperto. Ecco i muri mutati in tele open air del quartiere Leoncavallo e le favole scritte dal surrealismo moderno di Zed1; i murales di Pao, Ozmo, Abominevole, Microbo, nelle zone di Lambrate e del parco della Martesana, tutti spiegati, raccontati, sviscerati come multiformi espressioni artistiche e di valore che rendono la città ogni giorno diversa e viva.

E ancora via a scoprire un’altra idea di architettura nel cuore del quartiere della Maggiolina, con le sue case a forma di igloo e le nobili vestigia della Milano quattrocentesca di Villa Mirabello, il razionalismo di Villa Figini e la poesia di Cassina de’Pomm, dove riaffiora il naviglio della Martesana.

Un percorso che si snoda da naviglio a naviglio, quello Pavese con le sue Chiese Rosse, quella

razionalista di Giovanni Muzio accesa dai colori delle lampade a luci incandescenti di Dan Flavin e quella romanica con il suo corredo di rossi laterizi e memorie storiche poco conosciuti…

Questi e molti altri perché ci sono infiniti modi di vivere Milano: quindi al bando la noia del turismo

tradizionale per scoprire con percorsi inediti -e tailor made! – gli aspetti poco conosciuti di una città e poter davvero dire che …l’è un gran Milàn!

Ecco alcuni luoghi sconosciuti di Milano che potrai incontrare:

CASCINA POZZOBONELLI 

Chicca che pochi conoscono è la Cascina Pozzobonelli è un gioiello dai mattoni a vista incastonato tra la fermata dei taxi e un locale notturno nei pressi della Stazione Centrale. Costituita originariamente nel XV secolo come una casa padronale, sorgeva in aperta campagna e la storia ne attribuisce la paternità al Bramante. Della residenza si sono conservati –  causa demolizioni dovute a motivi viabilistici ad inizio XX secolo –  parte del porticato e la cappella a forma di edicola, in cui sopravvivono alcuni affreschi della scuola di Donato Bramante. Curiosità: nella ricostruzione del Castello Sforzesco di oggi l’architetto e storico Beltrami si basò su uno degli affreschi custoditi al suo interno. Nell’odierno Castello Sforzesco oggi c’è dunque un po’ della Cascina Pozzobonelli.

Via Andrea Doria 4

CASA CICCA 

Al 105 di via Ascanio Sforza a Milano, sul Naviglio Pavese, c'è una casa di ringhiera piena di piccoli appartamenti. Uno di questi, al piano terra, è Casa Cicca, la base del collettivo Traslochi Emotivi. Nata il 12 dicembre 2012, la casa è diventata la residenza ufficiale per artisti e viaggiatori in cerca di un appoggio, disposti a lasciare una traccia del loro passaggio… sotto qualsiasi forma!.  Già, perché in ogni angolo della casacicca sono conservate testimonianze, regali, scambi d'artista che Giulia Currà - ideatrice del progetto - ha avuto con Fornasetti, Jenny Holzer, Pasquale Leccese, Marlene Dumas, Chinatown Soup, Andreas Schulze e dozzine d'altri ancora.

Via Ascanio Sforza 105

Fornace Curti 

Le sue origini risalgono al XV secolo quando, al servizio degli Sforza, produsse le formelle per la Certosa di Pavia e per l’ospedale Maggiore. Nel corso dei secoli, dalle colonne di San Lorenzo, cambiando diverse sedi, è arrivata all’indirizzo odierno, in via Tobagi ma è rimasta l’unica fornace ancora attiva a Milano per la lavorazione dell’argilla. E non solo. È anche un luogo calmo e tranquillo nel quale rifugiarsi per godere di un momento di relax data la sua configurazione particolare che la rende simile a un mini borgo dentro la città dove si intersecano cortili e laboratori.

Via Walter Tobagi 8

LA CASA 770 

Al numero 35 di via Carlo Poerio, a Milano si trova un edificio anche nominato come “l’olandese” per le linee architettoniche che richiamano le abitazioni dei Paesi Bassi. La sua storia è curiosa: l’abitazione è infatti una delle riproduzioni della “casa 770”: edificio dell’Eastern Parkway di Brooklyn che fu la casa del rabbino Yoseph Yitzchok Schneerson, giunto dall’Europa per sfuggire alle persecuzioni naziste. Nel 1951 la casa andò in eredità al genero, il rabbino Menachem Mendel Schneerson e da lì si iniziò a considerarla un vero e proprio luogo sacro e a riprodurla in tutto il mondo. Oggi esistono esempi identici in Canada, Israele, Brasile, Argentina, Stati Uniti e Australia, ma l’unica Casa 770 in Europa occidentale si trova proprio a Milano. Via Carlo Poerio 35

Lo studio di Achille Castiglioni 

Dopo la morte di Achille Castiglioni nel 2002, un accordo tra gli eredi Castiglioni e la Triennale, ha dato origine allo Studio Museo Achille Castiglioni, che racchiude le stanze in cui, per decenni, sono nati e hanno preso vita i suoi progetti, dove sono conservati i prototipi e i modellini, i tecnigrafi e la collezione di “oggetti anonimi” che Castiglioni ha raccolto durante la sua vita. Lo studio è aperto per raccontare il lavoro, e soprattutto l’approccio unico, di Castiglioni al mondo degli oggetti.

Piazza Castello 27

CHIESA DI SAN MAURIZIO AL MONASTERO E I SUOI UNICORNI 

Gli unicorni esistono e a Milano c’è la prova! Nella chiesa di San Maurizio al Monastero, in corso Magenta al 15 in un affresco che rappresenta l’arca di Noè fra gli altri animali sono visibili una coppia di unicorni. Spesso a San Maurizio ci si entra per sbaglio, non sapendo che questa chiesa custodisce dei veri e propri tesori dell’arte. Definita da molti “la Cappella Sistina di Milano”, San Maurizio al Monastero ha pareti e soffitto un vero tripudio di dipinti e stucchi, opera di Bernardino Luini.

Corso Magenta 15

CHIESA PROTETTRICE DEI SURFISTI 

Non si trova in qualche località di mare ma nel cuore del quadrilatero milanese, in via Montenapoleone. San Francesco di Paola - alla quale si accede entrando da un passaggio segreto, nascosto da un anonimo portone di legno al civico 22 – nasconde oltre l’ingresso un vero e proprio tesoro. La chiesa, con una particolare pianta a contrabbasso, è un inno allo stile Barocco e Rococò, piuttosto inusuale a Milano. A colpire, è il ricco altare in pietre dure e lapislazzuli, opera di Giuseppe Buzzi, e la pala raffigurante il santo, protettore della gente di mare e – si dice – dei surfisti, visto che attraversò miracolosamente lo stretto di Messina, stendendo il suo mantello sull’acqua.

Via Montenapoleone 22

LA CASA DIMEZZATA 

Un angolo molto intimo, quasi impossibile da percorrere in auto, tra viuzze conosciute dai milanesi e usate come scorciatoie per arrivare da Cadorna a via Dante, è quello  tra via Giulini e via Porlezza dove non solo c’è la Chiesa più “corta” di Milano, ma anche un piccolo anfiteatro e una casa dimezzata. Una vera e propria casa tagliata a metà in orizzontale, nella parte più alta, l’ingresso principale, è visibile il numero civico, il cancello è quello originale e dalle sbarre si può osservare l’interno, oggi un parcheggio privato e poco curato.

Via Giulini/via Porlezza

LA CRIPTA DELLA CHIESA DI SAN FEDELE 

Oggetto di un recente restauro, la celebre cripta opera dell’architetto Francesco Maria Richini riunisce opere antiche e contemporanee in cui il dialogo tra morte e vita è portato all’esasperazione. Così  si trova la croce gemmata del XV secolo che dialoga con l’installazione dell’Apocalisse di Jannis Kounellis (2012), in un continuo rimando tra redenzione e rivelazione, attraverso il sacrificio di Cristo. Nella cripta si trovano anche la Via Crucis e un fregio di Lucio Fontana (1957); una statua marmorea di prelato giacente, dello scultore lombardo Bambaia (prima metà del XVI secolo); due pannelli dell’artista irlandese Sean Shanahan.

Piazza San Fedele 

AUTORICAMBI DI VIA PERGOLA 

Passeggiando tra le caratteristiche vie di Isola, uno dei primi quartieri milanesi a ospitare opere di street artist locali e internazionali, si possono ammirare murales e graffiti che, come oltreoceano, hanno conquistato il titolo di opere d’arte infrangendo il grigiore della quotidianità e trasformando spazi milanesi in musei a cielo aperto.

Tra i più noti esempi della zona il negozio di autoricambi di via Pergola, i cui muri ospitano dal 2006 interventi di noti steet artist come Microbo, El Gato Chimney, Ryan Spring Dooley, Ozmo e Zibe.

Via Pergola

 

Per informazioni sul tour: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Seguici su ...