MILANO, CAPODANNO ALL’ELFO PUCCINI

Scritto da Gloria Giovanetti Categoria: Teatro
Pubblicato 28 Dicembre 2018
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Per festeggiare tra le luci di corso Buenos Aires al Teatro Elfo Puccini lunedì 31 dicembre alle ore 20.30 in Sala Shakespeare va in scena una speciale replica de Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, il nuovo spettacolo di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani, che, tra voci, disegni, video, suoni ed emozioni, mettono in scena come in un giallo il percorso avventuroso di un adolescente alla scoperta dei misteri che avvolgono la sua vita e i suoi affetti.

A seguire il buffet a base di crespelle gratinate ripiene di ricotta e spinaci, cotechino con lenticchie, panettone e crema al mascarpone, prosecco di Valdobbiadene e, allo scoccare della mezzanotte, brindisi con la compagnia e dj-set a cura di Filippo Renda.

Prima dello spettacolo Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, in Sala Bausch, la serata ha inizio con Una patatina nello zucchero di e con Luca Toracca, protagonista di un monologo di Alan Bennett, una proposta dal sapore confidenziale, ricca di humor britannico.

 

Lunedì 31 dicembre 2018 – Elfo Puccini –– Info e prenotazione:

tel. 02.0066.0606 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.elfo.org

- ore 19:00, sala Bausch: Una patatina nello zucchero

- ore 20:30, sala Shakespeare: Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte


Offerta 31 dicembre:

• Prezzi:

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte + Una patatina nello zucchero + Party e brindisi Intero € 75, Ridotto < 15 anni € 55 (in vendita solo presso il botteghino)

• Prezzi:

- solo Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte + buffet € 70, Ridotto < 15 anni € 50 –

- solo Una patatina nello zucchero Intero € 32,50, Ridotto < 15 anni € 17
Non sono validi gli abbonamenti

 

Lunedì 31 dicembre, TEATRO ELFO PUCCINI,

Sala Shakespeare – ore 20.30

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

di Simon Stephens dal romanzo di Mark Haddon

traduzione di Emanuele Aldrovandi

regia Ferdinando Bruni e Elio De Capitani

con Daniele Fedeli, Davide Lorino, Elena Russo Arman, Alice Redini, Corinna Agustoni, Cristina Crippa, Marco Bonadei, Alessandro Mor, Nicola Stravalaci, Debora Zuin

scene di Andrea Taddei, costumi di Ferdinando Bruni

musiche originali Teho Teardo

video Francesco Frongia, disegni Ferdinando Bruni

movimenti scenici Riccardo Olivier e Chiara Ameglio di Fattoria Vittadini

luci Nando Frigerio, suono Giuseppe Marzoli, maschere Saverio Assumma

coproduzione Teatro dell’Elfo e Teatro Stabile di Torino

con il contributo di NEXT laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo 2018-2019, Fondazione Cariplo e Regione Lombardia

prima nazionale

Mark Haddon con il suo romanzo Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte è riuscito in un’impresa eccezionale: ha dominato le classifiche mondiali raccontando, come in un giallo, le peripezie di un adolescente autistico alle prese con la più grande sfida della sua vita. Merito di «una scrittura seria eppure divertente - come ha sottolineato Ian McEwan - che possiede il raro dono dell'empatia».

E la forza di questa splendida storia non si è esaurita nelle pagine del libro, ma si è propagata in palcoscenico con l’intelligente riscrittura di Simon Stephens: il suo spettacolo ha vinto sette Laurence Olivier Awards nel 2013, tra cui migliore opera teatrale, per poi trasferirsi a New York dove ha vinto quattro Tony Awards.

Ma non è solo questo palmares di premi ad avere convinto i registi dell’Elfo a portare sui palcoscenici italiani il testo. È la qualità della scrittura drammaturgica, il suo ritmo, la polifonia dei personaggi e la definizione e lo scavo dei ruoli principali.

Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani hanno costruito uno spettacolo capace di far dialogare i linguaggi della scena e gli artisti: le scene di Andrea Taddei, come grandi pagine di un quaderno, si animano dei video di Francesco Frongia e dei disegni Ferdinando Bruni; i movimenti scenici di Riccardo Olivier e Chiara Ameglio orchestrano la moltitudine di buffi e inquietanti personaggi che popolano il mondo del protagonista, mentre le musiche originali di Teho Teardo sembrano amplificare la sua emotività.

Al centro di tutto una compagnia intergenerazionale di dieci attori: Daniele Fedeli, talentuoso attore di 24 anni, nel ruolo di Christopher, Davide Lorino e Alice Redini nei ruoli dei suoi genitori ed Elena Russo Arman in quello della maestra che lo convince a raccontare la sua storia; a spartirsi gli altri ruoli Corinna Agustoni, Cristina Crippa, Marco Bonadei, Alessandro Mor, Nicola Stravalaci, Debora Zuin.

La commedia segue fedelmente la trama dell’originale: il quindicenne Christopher decide di indagare sulla morte di Wellington, il cane della vicina. Capisce subito di trovarsi davanti a uno di quei misteri che il suo eroe, Sherlock Holmes, sapeva risolvere, perciò incomincia a scrivere un libro mettendo insieme gli indizi del caso dal suo punto di vista. E il suo punto di vista è davvero speciale. Perché Christopher ha un disturbo dello spettro autistico che rende complicato il suo rapporto con il mondo. Odia essere toccato, odia il giallo e il marrone, si arrabbia se i mobili di casa vengono spostati, non riesce a interpretare l'espressione del viso degli altri... Scrivendo il suo libro, Christopher inizia a far luce su un mistero ben più importante di quello del cane barbone. Come è morta sua madre? Perché suo padre non vuole che lui faccia troppe domande ai vicini?

 

Lunedì 31 dicembre, TEATRO ELFO PUCCINI

Sala Bausch – ore 19.00

Una patatina nello zucchero

di Alan Bennett

traduzione di Maggie Rose e Alessandro Quasimodo

uno spettacolo di e con Luca Toracca

collaborazione alla regia Ferdinando Bruni, luci di Giacomo Marettelli Priorelli

produzione Teatro dell'Elfo

Un desiderio, una scommessa, un successo. Luca Toracca nella passata stagione, affascinato dalla brillante scrittura di Bennett, ha portato sulle scene La patatina nello zucchero dove si è calato nei panni Graham, figlio destinato a un altalenante, spietato e ironico rapporto con la sua vegliarda madre.

«Un gioco a due che diventa tris con contorno di altri minuti personaggi  tutti pane per gli affilati quanto amorevoli denti attoriali di Toracca, abilissimo nel variare voce e postura, gesti e camminate per tratteggiare le diverse umanità di un microcosmo stantio e disperante, eppure non privo di una sua carica di affetto. Tra stacchi musicali usati con ironia, da Lascia ch’io pianga a Son tutte belle le mamme del mondo e isole buie in cui si rivelano i problemi e le frustrazioni del figlio, attraverso comiche e verissime sottolineature di tic e manie quotidiane, lo spettacolo procede leggero verso il finale, col ricomporsi della coppia tornata come se niente fosse all’inevitabile, (in)sopportabile routine».

Simona Spaventa la Repubblica

«Un'amabile interpretazione di Una patatina nello zucchero di Alan Bennett. Dolce e amara, dalle sfumature delicate. La divertentissima interpretazione di Toracca, un contorsionista di voci e movimenti, rende onore a questo monologo tragicomico. Rimanendo fedelissimo al testo, Toracca regala una genuina e pittoresca pillola di tenerezza che accomuna tutti gli scapoli del mondo e descrive l'arrendevole lotta altalenante tra madre e figlio, puntando i fari della comicità dritti su un tema di eterno amore familiare, non per forza e quasi mai perfetto.

In ogni singolo istante Luca Toracca palesa la differenza tra levità e superficialità, sottolineando in modo sia mansueto che acuto le molteplici strade di inneggiare alla vita.

Un'ora imperdibile per tutti i fan di Alan Bennett, per madri iperprotettive, figli ribelli e un pubblico di tutte le età, purché capace di ammirare la bellezza dell'imprevisto quotidiano».

Matteo Resemini, Cultweek