Il nuovo

concetto

di attualità

Scritto da Gloria Giovanetti Categoria: Sport
Pubblicato 09 Ottobre 2019
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"Non tornerò a giocare in squadra. Voglio dedicarmi ai più deboli e intanto riprovarci con lo spettacolo"

 

"Voglio passare la mia vita ad aiutare gli altri. Di vita ce n'è una sola e la devi dedicare, anima e corpo, a quello che vuoi fare, senza rimpianti".  Così Matteo Martino ai microfoni di Radio Italia anni '60, ospite della frizzante trasmissione di Maurizio Martinelli "Container", racconta il suo sogno di aprire una palestra per i disabili. "Non dimenticherò mai quando li osservavo sorridermi dalla tribuna, dopo aver fatto chilometri e chilometri per vedermi giocare. La mia non è mai stata compassione, ma ammirazione. Hanno una forza ed una voglia di vivere senza eguali".

 

"Ho visitato anche un'associazione che si chiama "L'arte nel cuore" ed è incredibile la calma e la serenità che possono donarti solo con uno sguardo o una carezza. Ti trasmettono tutto. La verità è che loro affrontano ogni giorno più problemi di noi, eppure sanno vivere la vita al massimo" ha spiegato il campione al conduttore Maurizio Martinelli che ha ricordato la necessità di informazione costante, per dare sempre testimonianza della loro incredibile forza.

 

"La mia non sarà una classica palestra per disabili: potranno allenarsi in una sala, discutere e confrontarsi in un'altra, raccontare le loro esperienze di vita, coltivare i loro hobby. Loro ti possono insegnare davvero tanto".

 

Non sono mancate parole d'amore alla madre, sua "musa ispiratrice" in questo progetto: "mia mamma aiuta una persona disabile tutti i giorni, una persona davvero piacevole che io ho avuto l'onore di conoscere. Ecco, quello che voglio gridare al mondo è che disabilità non vuol dire essere inferiore a qualcuno. Hanno tutto il diritto di vivere la loro vita al 100%, senza restrizioni”.

 

E alla domanda se tornerà a giocare a pallavolo Matteo Martino ha risposto:

 

"Io con la pallavolo ho vinto tutto quello che volevo vincere e quindi anche se non fosse successo quell'episodio che mi ha rovinato la vita - ha detto riferendosi alle accuse di doping - probabilmente mi sarei ritirato. Ho sbagliato, sono stato distratto e ne ho pagato le conseguenze, ma adesso voglio cambiare vita, dalle ceneri si può rinascere". Martino aveva infatti raccontato in una precedente intervista dell'episodio doping, una positività al test dovuta probabilmente all'assunzione inconsapevole di cibo e integratori, durante un lungo soggiorno in Cina. Una disattenzione, dal prezzo troppo alto: l'esclusione dalla nazionale. "Ho amato la pallavolo, ma la vita da campione ti logora dentro perchè stai spesso lontano da casa. Io ho fatto anche delle esperienze televisive e ho capito che, oltre lo sport, c'è un altro mondo tutto da scoprire. Io non sto mai fermo ho bisogno sempre di nuovi stimoli - ha detto ad intervista conclusa - di sfide quotidiane. Allenatore? Chissà. Non lo escludo, magari di beach volley per i bambini. Nello sport veniva fuori il professionista, lo sportivo, ora voglio dedicarmi ai sogni di Matteo, e perché no? Mi piacerebbe riprovarci con il mondo dello spettacolo".

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