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Il formaggio protagonista, la città come palcoscenico: dal 16 al 29 novembre la Fontina DOP conquista le tavole milanesi con la sesta edizione di “FontinaMI”, la rassegna gastronomica promossa dal Consorzio Produttori e Tutela della Fontina DOP.

Per due settimane dodici ristoranti della città proporranno piatti inediti, pensati appositamente per l’occasione, che valorizzano il formaggio simbolo della Valle d’Aosta nelle sue declinazioni “Alpeggio” e “Lunga Stagionatura”. Dalle rivisitazioni dei classici alle proposte più creative, il percorso promette un viaggio tra i profumi dell’alta quota e la cucina contemporanea.

I risotti sono tra i grandi protagonisti. Da Bela Tusa, il patron Gianmarco Senna propone una versione mantecata con porcini, castagne e timo. Da Bu:R lo chef Eugenio Boer abbina il Carnaroli Riserva San Massimo a topinambur arrostito e Genepy, mentre Ciz Cantina e Cucina, con Mina Nassif, sceglie la Fontina Lunga Stagionatura insieme a porcini e zeste di agrumi. A Terrazza Gallia lo chef Andrea Calia Di Dio, con la supervisione dell’Executive Vincenzo Lebano, firma un risotto con salsa bordolese e battuto d’agnello.

Ampio spazio anche alla pasta ripiena. Dal Salumiere, l’Executive Chef Donato De Filippis presenta cappellacci arrosto in brodo di fieno, ripieni di patate e Fontina Alpeggio e rifiniti con olio all’aneto. Il Liberty, con lo chef Andrea Provenzani, offre ravioli arrosto di patate con ragù di verdure autunnali. Da Ristorante Morelli, Giancarlo Morelli punta su un raviolo di topinambur e Fontina Alpeggio in ristretto di cacao e cervo, proposta audace per palati curiosi.

Tra le altre interpretazioni, Bottega Lucia, con il General Manager Riccardo Onni, porta in tavola pollo cotto a bassa temperatura ripieno di Fontina e lattuga romana su salsa di carote arrosto. Il Retrobottega, sempre con Provenzani, sceglie il comfort food con una zuppa di cipolle alla francese gratinata, completata da Fontina Lunga Stagionatura grattugiata a crudo. Innocenti Evasioni Terrazza Triennale, con Tommaso Arrigoni, propone cardoncelli arrostiti con fonduta di Fontina Alpeggio, nocciole e prezzemolo. All’Osteria Brunello lo chef Vittorio Ronchi reinterpreta la tradizione alpina con una lasagnetta di grano saraceno, cavolo nero, patate e nocciole tostate. Chiude il percorso la Trattoria Casa Fontana 23 Risotti, dove Roberto Fontana presenta spaghetti di patate con fonduta di Fontina Alpeggio, pere in agrodolce e nocciole.

I clienti che ordineranno i piatti contrassegnati in menu dal logo della manifestazione riceveranno in omaggio dal Consorzio un finger elaborato e un assaggio di Fontina in purezza. Un’occasione per riconoscere le tre tipologie: la Fontina DOP, dalla pasta giallo paglierino, morbida e dolce, con sentori lattici; la Lunga Stagionatura, affinata in grotta per almeno 180 giorni, dal colore più intenso e dalle note legnose e lattiche persistenti; l’Alpeggio, prodotta nei mesi estivi nei pascoli d’alta quota, particolarmente dolce e aromatica per i sentori di fiori di montagna, erba fresca e acqua sorgiva.

Nata ottocento anni fa, la Fontina DOP segue ancora oggi un rigido disciplinare: il latte proviene esclusivamente da mucche di razza Valdostana, e ogni fase, dall’alimentazione alla trasformazione, dalla stagionatura al confezionamento, deve svolgersi in Valle d’Aosta.

L’evento è aperto a tutti: per partecipare è necessario prenotare direttamente presso i locali aderenti, che stabiliscono liberamente il prezzo dei piatti. Le ricette di tutte le edizioni sono raccolte in un ricettario gratuito consultabile sul sito del Consorzio (www.fontina-dop.it/il-ricettario/). La selezione dei ristoranti è stata curata con la collaborazione di Susanna Amerigo di “Non so cucinare ma…”.

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Info: www.fontina-dop.it – Facebook e Instagram: @fontinadop – #fontinami #fontinadop