Cultura Spettacoli & Locali

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Corrado Augias torna in scena con "Il mio Novecento", uno spettacolo che intreccia vicende personali e collettive dando vita a un affresco vivido e appassionato del secolo che ha cambiato il mondo. Per la regia di Enrico Zaccheo e la produzione e distribuzione di Savà Produzioni Creative, il monologo unisce rigore giornalistico e profondità umana, accompagnando il pubblico attraverso gli eventi cruciali, le tragedie e le conquiste che hanno segnato il Novecento.

Sul palco, accanto ad Augias, la voce del soprano Luciana Di Bella e le note del pianista Massimiliano Pace fanno da contrappunto alla narrazione, interpretando brani protagonisti della storia del secolo scorso.

Uno sguardo duplice sulla Storia

La forza dello spettacolo risiede nel duplice punto di vista dell'autore: da un lato quello del testimone diretto, che ha vissuto in prima persona le trasformazioni del secolo; dall'altro quello del narratore e uomo di cultura, capace di collocare le esperienze personali in un contesto storico più ampio. Ne nasce un percorso che è insieme memoria, riflessione e invito al pensiero critico, in cui la storia di un uomo incontra la Storia con la S maiuscola.

"Il mio Novecento" è teatro civile e narrazione appassionata, un racconto che attraversa guerre e ricostruzioni, utopie e disillusioni, progressi e drammi collettivi, offrendo al pubblico gli strumenti per comprendere meglio non solo il secolo passato, ma anche il presente che da esso discende.

Le parole di Corrado Augias

A raccontare il senso profondo del progetto è lo stesso Augias: «Il mio Novecento è il racconto della mia esperienza, quasi secolare, ma anche del secolo che ho attraversato e che ha segnato profondamente la nostra storia. Il monologo parte, per quanto riguarda la mia biografia, dal 1944, ma inevitabilmente guarda anche agli anni precedenti, ripercorrendo per tappe gli eventi che hanno cambiato il nostro Paese e il mondo. Il Novecento è stato un secolo drammatico, segnato dalle guerre e dagli stermini, ma anche da grandi trasformazioni e dalla costruzione di una società civile. Raccontarlo significa quindi intrecciare i ricordi personali con la Storia, gli avvenimenti collettivi con ciò che ho vissuto in prima persona. La mia speranza è che questo secolo, alla lunga, possa replicare lo stesso schema del precedente: dopo un periodo bruttissimo, uno molto più bello».

Info

Savà Produzioni Creative – info@sava.srl
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