
Dal 31 ottobre 2026 al 4 aprile 2027 il Castello di Novara ospita la mostra Hayez Boldini Casorati. Moda e Costume nella società moderna, a cura di Elisabetta Chiodini. Otto sezioni attraversano le sale del complesso Visconteo Sforzesco e, tra dipinti, abiti e complementi d’abbigliamento, ripercorrono la storia della moda, l’evoluzione del gusto e del costume dai primi anni dell’Ottocento agli anni Venti del Novecento.
In esposizione rari capolavori della pittura italiana, provenienti da prestigiose raccolte pubbliche e private, affiancati da abiti e accessori delle Collezioni Civiche milanesi, conservati a Palazzo Morando - Costume Moda Immagine, e da collezioni private. Un dialogo serrato tra dipinti e oggetti d’uso, oggi considerati a pieno titolo preziose opere d’arte, aiuta il visitatore a comprendere la vita quotidiana di uomini e donne di un’epoca vicinissima alla nostra e, per certi versi, lontanissima. Tra gli artisti presenti Andrea Appiani, Giuseppe Canella, Francesco Hayez, Silvestro Lega, Federico Faruffini, Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Felice Casorati, Anselmo Bucci e altri importanti nomi.
Il percorso in otto sezioni
La prima sezione, dagli inizi dell’Ottocento alla fine degli anni Trenta, si apre con l’abito femminile neoclassico, testimoniato dai celebri ritratti di Andrea Appiani a Madame Pétiet e alla contessa Francesca Ghirardi Lechi: linea diritta, vita alta, lino o leggera mussolina che evocano la statuaria greco-romana riportata in auge dagli scavi di Ercolano e Pompei. Poi la struttura sartoriale si complica, arrivano velluti e rasi, le gonne si fanno a campana e compaiono le ampie maniche à gigot. Sono gli anni dell’affermazione della moda borghese, quando anche l’abito maschile si consolida nel completo scuro con pantaloni lunghi, giacca, panciotto e camicia.
La seconda sezione, dedicata agli anni Quaranta e Cinquanta, racconta l’assottigliarsi del punto vita e l’ampliarsi delle gonne, rese possibili prima dalle crinoline e poi dalla più leggera gabbia in cerchi metallici brevettata nel 1856 da Auguste Parson: volumi sempre più esagerati che limitavano i movimenti ma sottolineavano lo status sociale. In sala, tra le opere, i ritratti di Francesco Hayez della cantante Matilde Juva Branca e della contessa Antonietta Tarsis Basilico, entrambi del 1851.
Nella terza sezione, gli anni Sessanta, le gonne raggiungono la massima circonferenza per poi ridursi dopo il 1865 grazie al genio di Charles Frederick Worth, considerato il primo couturier della storia, che sposta l’ampiezza sul retro. Opere di Silvestro Lega e Giovanni Boldini, con il Ritratto della contessa Carlotta Aloisi Papudoff del 1869.
La quarta sezione, anni Settanta, vede la nascita della tournure, o cul de Paris, e il trionfo dei drappeggi arricchiti da nastri, passamanerie e merletti. Verso la fine del decennio arrivano le giacche aderenti, chiuse da file di piccoli bottoni. In mostra Domenico Induno, Un dramma domestico (1873), e Giuseppe De Nittis, Alle corse dei cavalli (1874).
Gli anni Ottanta, nella quinta sezione, segnano il ritorno della tournure e l’avvio della linea a petto di piccione. Accanto al grande pastello di De Nittis Foglie d’autunno (1883-1884) è esposto un abito in due pezzi della sartoria milanese di Marianna Cantelli, in velluto cesellato con ampio drappeggio in faille viola, appartenuto a Costanza Adamoli Gibbs, moglie di Giulio Adamoli, figura di rilievo del Risorgimento. Presenti anche il Ritratto della Signora Pisani Dossi di Daniele Ranzoni e un ventaglio pieghevole francese del 1880 circa.
La sesta sezione, anni Novanta, è dedicata alle maniche sempre più ampie, che bilanciano la gonna a campana e il punto vita sottile. In sala En passant di Edoardo Gelli (1896) e un abito da giorno della Sartoria Laura Lombardi e Sorelle di Milano.
La settima sezione, ospitata nella piccola cella del castello, è intitolata Il fumo al femminile: da gesto anticonformista a fenomeno culturale. Una suite di opere dalla metà degli anni Sessanta dell’Ottocento ai primi anni Venti del Novecento mostra giovani donne intente a leggere, rilassarsi o conversare in una sala da tè, sigaretta alla mano: un gesto che diventa testimonianza dell’emancipazione femminile. Tra le opere La lettrice di Federico Faruffini e Donne al caffè di Pietro Marussig.
L’ultima sezione, dagli inizi del Novecento agli anni Venti, accompagna il passaggio dalla linea a S, ottenuta con corsetti strettissimi, agli abiti dalla linea diritta, con vita bassa e orli più corti, più comodi e in linea con le esigenze della vita moderna. Tra le opere Vittorio Matteo Corcos, Ritratto di Yole Moschini Biaggini (1907), Giovanni Boldini, Mademoiselle De Nemidoff (1906) e Felice Casorati, Le ereditiere (1910).
Accompagna la mostra il catalogo edito da METS Percorsi d’Arte, con saggi storico-critici di Elisabetta Chiodini, Francina Chiara, Andrea Bruciati e Camilla Testi, schede scientifiche e regesto delle opere.
Le voci delle istituzioni
«Una nuova grande mostra al Castello dedicata quest’anno ad un tema che, ne siamo certi, appassionerà i visitatori», dichiara il Sindaco di Novara Alessandro Canelli. «I costumi e la moda dell’Ottocento sono al centro dell’esposizione, un’importante occasione per offrire al pubblico un viaggio affascinante nella storia del gusto, dell’eleganza e della società. Il Castello si conferma hub culturale e luogo di incontro tra arte, storia e bellezza, capace di attrarre visitatori, appassionati e studiosi».
Per l’Assessore alla cultura della Regione Piemonte Marina Chiarelli, «la mostra racconta oltre un secolo di trasformazioni della società attraverso un linguaggio originale, quello della moda e del costume, che ci permette di leggere l’evoluzione del ruolo della donna, dei comportamenti e della vita quotidiana. È proprio la capacità di mettere in dialogo discipline diverse a rendere la cultura viva, accessibile e vicina alle persone».
Sottolinea Paolo Tacchini, Presidente di METS Percorsi d’arte: «Una città che nel 1860 è stata testimone di un evento chiave nella storia del costume, cent’anni dopo ha iniziato ad affermarsi come polo della moda e più recentemente si è accreditata come sede espositiva di importanti mostre d’arte. Una curatrice specializzata nella pittura italiana dell’Ottocento, ma anche autorevole studiosa di storia della moda e del costume. La mostra perfetta per la città perfetta per la curatrice perfetta».
Organizzazione e sostenitori
La mostra è organizzata da METS Percorsi d’arte congiuntamente a Comune di Novara e Fondazione Castello di Novara, con il patrocinio e il contributo di Regione Piemonte e il patrocinio di Commissione Europea e Provincia di Novara. È realizzata grazie al sostegno di Banco BPM (Main sponsor), De Agostini Editore S.p.A. ed Esseco S.r.l. (Sponsor), con il contributo di Artekasa S.r.l., Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte, Camporelli S.N.C., Comoli Ferrari & C. S.p.A., I Dof Mati, IGOR s.r.l., Fondazione Comunità del Novarese, Fondazione CRT, Italgrafica Novara e Mirato S.p.A. Collaborano Abbonamento Musei Piemonte e Valle d’Aosta, Ad Artem, Agenzia Turistica Locale Terre dell’Alto Piemonte, Big/Ciaccio Arte, EnjoyMuseum S.r.l. e Swiss Chamber, con il supporto di Enrico Gallerie d’Arte e Gallerie Maspes Milano.
Previste convenzioni per visitare altre sedi espositive cittadine, come la Cupola di San Gaudenzio, la Galleria Giannoni e il Museo Archeologico, oltre a una sinergia con la Città di Biella, che permetterà di vedere anche la mostra Divisionismo 1900-1930. Il segno dell’avanguardia in Italia a Palazzo Gromo-Losa.
INFO
Sede: Castello di Novara, Piazza Martiri della Libertà 3 | T. 0321 1855421
Orari: da martedì a domenica 10.00-19.00 (ultimo ingresso ore 18.00); lunedì chiuso.
Aperture straordinarie: domenica 1 novembre; lunedì 7, martedì 8, sabato 26 e lunedì 28 dicembre; venerdì 1, lunedì 4, mercoledì 6 e venerdì 22 gennaio; 28 e 29 marzo.
Chiusure: giovedì 24, venerdì 25 e giovedì 31 dicembre.
Aperture anticipate alle 9.00: sabato 3 e domenica 4 aprile, 9.00-19.00 (biglietteria fino alle 18.00).
Biglietti: Intero € 15,00; Open (ingresso flessibile a data aperta) € 17,00; Ridotto weekend e festivi € 13,00; Ridotto feriale (martedì-venerdì, esclusi i festivi) € 11,00; Ridotto Ragazzi (6-19 anni) € 6,00; Scolaresche € 6,00 (prevendita obbligatoria); Gruppi di almeno 10 persone € 13,00 nei weekend e festivi da gennaio ad aprile, Gruppi Promo € 11,00 a novembre, dicembre e nei feriali da gennaio ad aprile (prevendita obbligatoria).
Prevendita: Vivaticket o biglietteria (mar-ven 10.00-18.00). Gruppi e scolaresche: gruppi@vivaticket.com. Commissioni di prevendita € 1,83.