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Nella città che ogni dicembre accoglie la consegna del Premio Nobel per la Pace, l’arte prova a raccontare lo stesso valore con un linguaggio diverso: quello della luce. Dal 5 all’8 novembre 2026 il progetto europeo IMAGINE PEACE, finanziato dal programma Creative Europe, è protagonista di Fjord Oslo, ultima tappa dell’anno di un viaggio artistico che si concluderà a Copenaghen all’inizio del 2027.

Per quattro sere il lungomare della capitale norvegese si trasforma in una mostra a cielo aperto. Artiste e artisti internazionali invitano il pubblico a riflettere su cosa significhi oggi la pace e su come sia possibile immaginarla, coltivarla e costruirla insieme.

Cinque festival, un solo dialogo europeo

IMAGINE PEACE riunisce cinque festival europei dedicati all’arte della luce: il Copenhagen Light Festival in Danimarca, l’Essen Light Festival in Germania, il Water Light Festival di Bressanone in Italia, il Visualia Festival of Light di Pola in Croazia e Fjord Oslo in Norvegia. Dopo le presentazioni nelle diverse realtà della rete, Oslo chiude il programma 2026, mentre la presentazione conclusiva andrà in scena a Copenaghen nel 2027.

Dove la pace incontra l’arte

Il legame con la città è tutt’altro che simbolico: una delle installazioni, FRACTIONS dell’artista tedesca Claudia Reh, sarà ospitata al Nobel Peace Center, luogo dedicato al dialogo su pace, conflitti e diritti umani. Ispirata al Kintsugi, l’arte giapponese che ripara le ceramiche lasciando visibili le fratture, l’opera esplora la fragilità della pace e la possibilità di ricostruire ciò che si è spezzato. Con proiettori analogici, Reh compone un mosaico di luce in continua trasformazione, arricchito dai contributi visivi raccolti tra il pubblico di diverse città europee: come la pace, l’installazione non è mai davvero conclusa.

Voci diverse, una visione condivisa

Le opere in programma affrontano il tema da prospettive culturali, storiche e personali differenti. In VOICE OF UKRAINE, l’artista ucraina Julia Shamsheieva attinge a mitologia e simbologia tradizionale per raccontare la resilienza del suo popolo, intrecciando luce, animazione e musica attorno ai temi di memoria, perdita, protezione e speranza.

Il croato Petar Šćulac, con STAIRS BETWEEN WARS, indaga le tracce che i conflitti lasciano nel tempo: le sue sculture, trasformate da proiezioni di luce e ombra, mostrano come il ricordo della guerra resti presente anche quando le società si incamminano verso la pace.

Altre opere mettono al centro il rapporto tra individuo e comunità. IDENTITY, dell’italiano Alessandro Lupi, è una scultura sospesa rivestita di specchi che interroga il ruolo dell’ego nel generare divisioni e invita a riflettere su convivenza e responsabilità condivisa. WALKING TOWARDS PEACE, della danese Eva Esmann Behrens, trasforma il camminare in metafora: la pace non come meta da raggiungere una volta per tutte, ma come percorso continuo, plasmato dal passato e dai passi compiuti insieme.

A completare il quadro, una nuova opera commissionata allo studio Void di Oslo: NADIR, piramide rovesciata animata da giochi di luce in continua evoluzione, mette in discussione i simboli tradizionali del potere evocando al tempo stesso il calore di un fuoco da campo, luogo di incontro, ospitalità e connessione umana.

Costruire la pace insieme

La partecipazione del pubblico è una dimensione fondamentale del progetto, che invita i visitatori a essere protagonisti e non semplici spettatori. Ne è un esempio PALLETS del collettivo croato Visualia Studio, che raccoglie parole e riflessioni sulla pace espresse da persone di età, provenienze e Paesi diversi. Proiettate su una struttura temporanea di pallet in legno, queste voci compongono un ritratto collettivo di come la pace venga percepita nelle diverse comunità. Realizzata con materiali presi in prestito sul territorio e riutilizzati, l’opera testimonia anche l’attenzione del progetto alla sostenibilità.

Il messaggio che attraversa tutte le installazioni è chiaro: la pace non è semplicemente assenza di conflitto, ma un processo continuo che richiede dialogo, empatia, partecipazione e la capacità di immaginare possibilità diverse.

Arte e ricerca per festival più sostenibili

Accanto alla dimensione artistica, IMAGINE PEACE punta sulla sostenibilità. Gli organizzatori collaborano con l’Università di Innsbruck e con Eurac Research per sviluppare e valutare approcci più attenti all’ambiente nell’organizzazione degli eventi. Le analisi congiunte considerano le dimensioni ambientale, sociale ed economica dei festival di arte luminosa, ponendo le basi per una pianificazione più responsabile e per lo scambio di buone pratiche tra i partner.

Da Oslo a Copenaghen

La quinta edizione di Fjord Oslo offre una cornice particolarmente significativa per l’ultima presentazione del 2026. Dieci opere di artisti provenienti da otto Paesi illumineranno la passeggiata del porto, negli spazi pubblici di Tjuvholmen, Aker Brygge, Rådhusplassen e Akershusstranda, con ingresso gratuito.

Il percorso europeo proseguirà dal 29 gennaio al 21 febbraio 2027 al Copenhagen Light Festival, che ospiterà la presentazione conclusiva di IMAGINE PEACE, chiudendo simbolicamente il cerchio della collaborazione. Perché la pace, come le opere che tentano di esprimerla, non è mai qualcosa di compiuto: è una realtà da continuare a immaginare e costruire insieme.

Informazioni pratiche

Fjord Oslo 2026
Date: 5–8 novembre 2026
Orari: tutti i giorni dalle 18:00 alle 23:00
Luoghi: Tjuvholmen, Aker Brygge, Rådhusplassen e Akershusstranda, Oslo
Ingresso: gratuito
Programma: www.fjordoslo.com

IMAGINE PEACE è un progetto di cooperazione europea cofinanziato dall’Unione europea attraverso il programma Europa Creativa. Maggiori informazioni: www.imaginepeaceproject.eu