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Il Museo Bagatti Valsecchi presenta Trama e Ordito. Tra Pistoletto, Buren e Boetti dalla collezione Canclini, mostra a cura di Antonio D’Amico in programma dal 27 novembre 2026 al 16 maggio 2027. Nella Casa Museo di via Gesù approda una selezione di circa 50 opere d’arte contemporanea provenienti dalla Collezione Canclini, tra le più importanti raccolte private dedicate al rapporto tra arte e tessile. Per l’occasione il Museo apre le porte a nuove attività collaterali, pensate per vivere la mostra in modo originale e sorprendente.

L’esposizione mette in scena la forza espressiva del tessuto nella ricerca artistica contemporanea, intrecciandola agli ambienti della dimora progettata a metà Ottocento dai fratelli Bagatti Valsecchi, che desideravano vivere dentro raffinati ambienti tardo rinascimentali. Dalle fastose tappezzerie d’ispirazione cinquecentesca della casa alle opere dei grandi maestri del Novecento, il tessile supera la mera funzione decorativa per svelare il suo valore più profondo: diventa uno strumento sociale e identitario, capace di dare anima e prestigio al messaggio di cui si fa portatore, tanto nel progetto dei baroni milanesi quanto nelle opere di grandi artisti internazionali del nostro tempo.

Tra arazzi cinquecenteschi e tappezzerie ottocentesche realizzate su disegni antichi, che rafforzano il significato del progetto dei fratelli Fausto e Giuseppe, sono presentate le opere tessili di Michelangelo Pistoletto, Daniel Buren, Alighiero Boetti, Jannis Kounellis, Andy Warhol, Christian Boltanski, Maria Lai, Yayoi Kusama, Tracey Emin e molti altri. Un percorso dedicato ad artisti che hanno scelto il filo, la trama e il colore come strumenti di ricerca visiva e concettuale, rafforzando l’idea di casa.

Il progetto permette di ammirare una parte della vasta collezione privata, esposta per festeggiare i 100 anni dalla fondazione di Canclini Tessile, nata nel 1925 nel distretto serico comasco e specializzata in tessuti di alta gamma. Fondata sulla conoscenza della materia, sull’innovazione e sulla qualità manifatturiera, l’azienda ha sviluppato nel tempo una presenza internazionale mantenendo un forte legame con la cultura tessile. Da questa visione nasce una collezione che esplora il rapporto tra arte e tessuto, valorizzando temi come il filo, l’intreccio, la manualità e la trasformazione della materia. Le opere, spesso realizzate attraverso il confronto diretto con gli artisti, assumono una dimensione simbolica, poetica e concettuale.

La raccolta è guidata da una ricerca coerente, orientata non dalle dinamiche del mercato ma dalla capacità delle opere di dialogare con il mondo del tessile e con i valori che ne costituiscono l’identità. «Mi interessano le opere che instaurano un dialogo autentico con il mondo del tessile e con i temi che attraversano la nostra esperienza imprenditoriale: il tempo, la memoria, la trasformazione della materia, il valore del lavoro umano. Ogni acquisizione nasce da un incontro e da una risonanza culturale prima ancora che estetica», afferma Simone Canclini.

A Milano, il Museo Bagatti Valsecchi è una delle più significative testimonianze del collezionismo ottocentesco dedicato alle arti applicate, e il tessile fu una delle manifatture più importanti per i fratelli Bagatti Valsecchi, che vollero la loro casa arricchita da raffinate decorazioni parietali dal disegno tardorinascimentale. La Collezione Canclini, dal canto suo, racconta l’attualità del tessile come linguaggio capace di unire arte, industria e cultura.

L’inserimento delle 43 opere negli ambienti neorinascimentali del Museo crea un naturale incontro con la collezione permanente. La casa museo conserva una singolare identità tessile: preziose tappezzerie decorano ancora oggi alcune sale, mentre le fotografie storiche documentano la presenza di rivestimenti e drappi in molti ambienti andati perduti nel tempo. I tessuti avevano un ruolo fondamentale nella definizione degli spazi domestici: ornavano le pareti, rivestivano le porte e separavano gli ambienti della dimora. Il percorso evidenzia così la continuità tra il valore attribuito alle arti applicate dalla cultura rinascimentale e le sperimentazioni contemporanee che hanno individuato nel tessile un linguaggio autonomo di ricerca. La stoffa diventa segno, memoria e ritmo, un campo visivo in cui gesto e materia si fondono in equilibrio.

Particolarmente significativa è la presenza di Maria Lai con Formiche (2009), artista con la quale la famiglia Canclini ha condiviso un rapporto umano e culturale. Il suo celebre motto, «Essere è tessere», diventa la chiave di lettura dell’intero progetto: il tessere come gesto che crea relazioni, trasmette conoscenze e costruisce comunità.

L’allestimento, progettato da DWA Design Studio, accompagna il visitatore in un percorso che mette in relazione le opere contemporanee con gli ambienti storici del Museo, intrecciando arte, memoria, manifattura e cultura materiale. La mostra propone una riflessione sulla continuità tra tradizione e innovazione, dimostrando come sapere artigianale e ricerca contemporanea possano dialogare attraverso un linguaggio condiviso.

Per tutta la durata dell’esposizione il Museo propone un ricco programma di attività: visite guidate, laboratori dedicati alle tecniche tessili, laboratori per scuole e famiglie, incontri con studiosi, storici dell’arte e curatori, conferenze e appuntamenti interdisciplinari dedicati al rapporto tra arte contemporanea, arti applicate e manifattura. Tra questi, Ricamare le idee, workshop di cucito che invita a rileggere le opere in mostra attraverso il ricamo: dopo una visita guidata, ciascuno potrà personalizzare una tote bag in un momento di manualità condivisa, con brindisi finale. Il programma comprende inoltre un ciclo di aperitivi con musica: ogni appuntamento si aprirà con una visita guidata alle opere della Collezione Canclini, accompagnata da intermezzi musicali, e si concluderà con un aperitivo nel Salone d’Onore del Museo, tra arte, musica, gusto e valorizzazione del territorio.

Trama e Ordito invita il pubblico a riscoprire il tessile non soltanto come materiale o tecnica, ma come patrimonio di conoscenze, memoria e creatività, capace di attraversare il tempo e di mettere in relazione impresa, arte e cultura. Accompagna la mostra un catalogo edito da Silvana Editoriale.