
A due passi da Venezia, su una superficie tematizzata di 80.000 metri quadri con tonnellate di sabbia bianca e oltre 3.500 palme, sorge uno dei parchi acquatici più premiati d'Europa, che continua a rinnovarsi anno dopo anno.
Lido di Jesolo, 7 luglio 2026 – Tra i trecentomila visitatori che ogni anno scelgono Caribe Bay, pochi sanno che le tonalità turchesi delle lagune non nascono per caso. Il fondale delle vasche viene infatti colorato con una tecnica particolare che, al posto del classico azzurro, impiega tonalità naturali capaci di restituire l'effetto di trasparenza tipico delle acque tropicali e di amplificare la percezione della profondità. Un risultato che è frutto di anni di ricerca e sperimentazione, e che rappresenta solo uno dei numerosi accorgimenti che rendono il parco a tema caraibico di Jesolo un unicum nel panorama europeo del settore.
Dietro ogni superficie dipinta, ogni costume cucito a mano, ogni volto scolpito dei personaggi pirateschi, si nasconde la storia di un progetto costruito nel tempo con rigore e senso estetico. Una storia tutta italiana, quella di Luciano Pareschi, imprenditore padovano che nel 1989 fondò Aqualandia, e di sua moglie Carla Cavaliere, Direttore Artistico del Parco, la cui sensibilità ha permesso di trasformare il vecchio parco acquatico in un vero e proprio mondo immersivo.
"Caribe Bay è stato curato negli anni come si alleva un figlio: con amore, attenzione, responsabilità e una ricerca continua del miglioramento – racconta Cavaliere – Ogni dettaglio, anche quello che l'ospite non percepisce, contribuisce a creare l'esperienza complessiva, ed è questo ciò che per noi significa eccellenza".
Il risultato è un mondo pensato per essere vissuto, non semplicemente osservato. Il lavoro certosino della tematizzazione nasce da una ricerca iconografica che spazia tra cinema, storia dell'arte, letteratura e viaggi, per poi tradursi in bozzetti e disegni tecnici alla base di ogni realizzazione.
Cascate, rivoli d'acqua, palme, piante rampicanti e fiori tropicali completano scenografie che vedono protagonisti pirati, villaggi e animali riprodotti con costumi d'epoca e materiali, stoffe e metalli autentici, a garanzia dell'autenticità narrativa dell'insieme. Anche Leonardo da Vinci entra nel processo creativo: i suoi studi fisiognomici hanno ispirato la realizzazione dei volti, delle pose e della gestualità delle statue che popolano il Parco. La stessa cura si ritrova nella manutenzione quotidiana degli spazi. "I colori, messi a dura prova da sabbia, cloro e salsedine devono apparire sempre vividi e brillanti: per ottenere questo risultato utilizziamo più di 700 litri di colori ad acqua anallergici ogni anno", spiega Cavaliere.
Gli spettacoli meritano un capitolo a parte. Caribe Bay è stato tra i primi parchi acquatici a introdurre un palinsesto di show di qualità teatrale, prodotti internamente grazie a un cast di 25 artisti e performer residenti, che portano in scena il folclore e le tradizioni del centro America, tra ritmi tribali, colori sgargianti e acrobazie. Anche i costumi vengono progettati e realizzati internamente, con tessuti tecnici selezionati per garantire agli interpreti la massima libertà di movimento e la resistenza sia all'acqua sia al fuoco.
Tra gli elementi più insoliti del Parco figura una cappella, situata nei pressi del villaggio dei pirati: uno spazio di raccoglimento aperto a tutti gli ospiti che nel tempo ha accolto anche alcuni matrimoni civili. Un dettaglio inatteso, coerente con l'idea di un luogo che non si limita a offrire attrazioni, ma costruisce un immaginario completo, fatto di esperienze, scorci e possibilità diverse.
Un immaginario che, dopo trentacinque anni, continua a espandersi. Caribe Bay guarda infatti al futuro con un piano di sviluppo che si estende fino al 2041. Nel 2027 è prevista l'apertura dell'area Agua Azul, un vero e proprio Parco nel Parco che ospiterà, tra le altre attrazioni, anche una vasca ad elevata salinità, unica nel suo genere in Italia, capace di riprodurre le stesse sensazioni di un bagno nelle acque del Mar Morto.
In cantiere anche il surf: "Porteremo il surf a Jesolo – dichiara Luciano Pareschi, CEO e Founder di Caribe Bay – onde alte tre metri su una vasca lunga 200. In Italia è una novità assoluta: in Europa esistono già degli impianti simili, ma il nostro sarà ovviamente inserito nella cornice scenica del Caribe Bay e soprattutto sarà sostenibile dal punto di vista del consumo di energia".