
Partire da Milano Porta Garibaldi la mattina presto e ritrovarsi a Parigi Gare de Lyon nel primo pomeriggio, senza aeroporti, code ai controlli o trasferimenti in città, oggi è possibile. Il collegamento diretto è firmato TGV INOUI, il servizio ad alta velocità di SNCF Voyageurs operato in Italia da SNCF Voyages Italia, con tre corse giornaliere in ciascun senso da Porta Garibaldi. Ma il vero segreto è non correre fino in fondo: il viaggio dura circa sette ore, tra cime innevate, gole e vigneti, e proprio per questo conviene spezzarlo. Il punto giusto è Chambéry.
Il viaggio comincia già in stazione. Si sale a bordo a Milano Porta Garibaldi o a Torino Porta Susa, da centro città a centro città, senza cambi. Il treno risale la Val di Susa fino a Oulx, entra in Francia dal tunnel del Frejus e scende nella Maurienne, con fermate a Modane e Saint-Jean-de-Maurienne, prima di fermarsi a Chambéry-Challes-les-Eaux, a pochi minuti dal centro storico, ultima grande tappa alpina prima di Mâcon e della corsa finale verso la capitale.

A bordo il tempo cambia ritmo. Sedili reclinabili, tavolini, prese di corrente, luci di lettura e spazi dedicati ai bagagli, con la possibilità di trasportare anche bagagli particolari secondo le condizioni previste, rendono la poltrona un piccolo salotto in movimento, dove rilassarsi, lavorare o semplicemente lasciare che le Alpi scorrano dal finestrino. Il Wi-Fi è gratuito e il portale di intrattenimento, multilingue, offre film, documentari, podcast, riviste e contenuti per i più piccoli, per i quali c’è anche un’area nursery. Il personale è bilingue, pronto ad accogliere in italiano e in francese. E poi c’è il Caffè Centrale, la carrozza ristorante con una proposta gastronomica franco-italiana, anche vegetariana, curata nella scelta dei prodotti: il menù si può consultare e ordinare online con il Click & Collect, ritirando poi con priorità al bancone.
Viaggiare così è anche una scelta di leggerezza verso il pianeta. Con TGV INOUI, in Francia, le emissioni di gas a effetto serra si riducono in media dell’85% rispetto agli altri mezzi di trasporto a lunga percorrenza. Un dato che rende il collegamento ferroviario particolarmente interessante per un turismo più attento all’impatto ambientale degli spostamenti. (Fonti: Base Empreinte ADEME 2025, Base AIB 2025, Base IEA 2025 e analisi comparativa di Carbone 4; valori in CO₂e per passeggero-chilometro, sull’intero ciclo di vita dei mezzi, a confronto con treno a lunga percorrenza, voli a corto raggio e auto con occupazione media di 2,2 passeggeri, secondo i dati ADEME).

Perché fermarsi
Chambéry è stata per secoli la capitale del Ducato di Savoia, fino al trasferimento della corte a Torino nel 1563. Per chi vive tra Milano e Torino è una città familiare: gli stessi Savoia, la stessa storia, il fascino sabaudo declinato in chiave francese. La stazione dista pochi minuti a piedi dal centro, e questo rende la sosta comoda anche per chi ha poche ore.
Cosa vedere
Il punto di partenza è la Fontana degli Elefanti, simbolo della città, che ricorda il generale de Boigne, fatta fortuna in India e tornato a Chambéry da benefattore. Da qui si entra nel centro storico, fatto di vicoli, piazzette e dei caratteristici traboules, passaggi coperti che collegano le vie attraverso i cortili interni.
Imperdibile il Castello dei Duchi di Savoia, residenza ducale per secoli e oggi sede della Prefettura. Al suo interno la Sainte-Chapelle custodì la Sindone fino al 1578, prima che il sacro lino raggiungesse Torino: una pagina di storia che lega direttamente questa città al capoluogo piemontese.

La Cattedrale di Saint-François-de-Sales stupisce all’interno per la più vasta decorazione in trompe-l’œil d’Europa, che fa sembrare scolpiti marmi e decori in realtà dipinti. Il Musée des Beaux-Arts, tra i più antichi di Francia, conserva una raccolta di pittura italiana dal Trecento al Settecento, a conferma dei legami culturali con la Penisola. Chi ha più tempo può raggiungere Les Charmettes, la casa di campagna dove visse Jean-Jacques Rousseau, immersa nel verde alle porte della città.
A tavola
La Savoia si racconta anche attraverso la cucina di montagna: fonduta savoiarda, tartiflette, formaggi come Beaufort e Reblochon, charcuterie di montagna. Chambéry è poi la patria di un vermouth celebre in tutta Europa, aromatico e delicato, ottimo come aperitivo sotto i portici o nelle piazzette del centro.

Come organizzare la sosta
Una notte permette di scoprire il centro con calma, cenare in un bistrot e ripartire il giorno dopo con uno dei treni diretti per Parigi. Chi preferisce una pausa più breve può approfittare di una corsa del mattino, concedersi un pomeriggio in città e ripartire la sera.
Con più tempo a disposizione, l’itinerario si allarga al lago, all’abbazia dei reali Savoia e a Chanaz, unendo storia, natura e gastronomia. Il primo tassello è il Lac du Bourget, il più grande lago naturale di Francia, incastonato tra montagne e boschi a pochi minuti da Chambéry. La base ideale è Aix-les-Bains, elegante cittadina termale sulle sue rive, raggiungibile in treno in pochi minuti: qui si passeggia sul lungolago, ci si concede un pranzo con vista sull’acqua e si sale a bordo dei battelli che attraversano il lago.

Proprio in battello si arriva all’Abbazia Reale di Hautecombe, sulla sponda opposta. Fondata nel XII secolo, è la necropoli dei reali Savoia: qui riposano principi e duchi della dinastia, insieme a Umberto II, ultimo re d’Italia, e alla regina Maria José. Per un visitatore italiano è un luogo di forte suggestione, dove la storia del Regno e quella della Savoia si incontrano in un silenzio affacciato sull’acqua.
La tappa successiva è Chanaz, borgo sul Canale di Savières, il corso d’acqua che collega il lago al Rodano. Soprannominata la “piccola Venezia savoiarda” per le case affacciate sul canale e i battelli ormeggiati lungo le rive, conserva un antico mulino dove ancora oggi si produce olio di noci. Una passeggiata lungo il canale, una sosta in uno dei piccoli locali per assaggiare i prodotti del territorio, e il ritmo del viaggio rallenta fino a sembrare un’altra epoca.
Sono due giorni che uniscono la città ducale, il lago e i borghi d’acqua, prima di risalire sul treno con la sensazione di aver attraversato non solo le Alpi, ma secoli di storia comune.
Tariffe e prenotazioni
I biglietti sulla linea Milano–Chambéry partono da 29 € in seconda classe e da 39 € in prima classe, secondo disponibilità. Prenotare in anticipo permette in genere di accedere alle tariffe più convenienti, mentre orari, prezzi e disponibilità variano in base alla data di viaggio e alla stazione di partenza, che può essere anche Oulx. Le vendite sono aperte dal 30 settembre 2026 per i viaggi dal 13 dicembre 2026 al 30 marzo 2027. Chi viaggia spesso può contare sulle Carte Avantage SNCF, nelle versioni Jeune, Adulte e Senior, che offrono riduzioni fino al 30% per il titolare e fino al 60% per i bambini dai 4 agli 11 anni, secondo le condizioni applicabili.
Informazioni e prenotazioni: https://www.sncf-voyageurs.com/it/viaggia-con-noi/in-europa/tgv-inoui-italia/verso-la-francia/
Da Milano a Parigi in treno non è solo una scelta sostenibile: è un modo per trasformare il trasferimento in un itinerario. E Chambéry, con la sua anima sabauda e il suo centro a misura di passeggiata, è la tappa perfetta.
https://www.france.fr/it
www.explore-savoie.com
www.chamberymontagnes.com
Foto di copertina: Riccardo Ricciardi