
Sei sdraiato sotto l'ombrellone, la sabbia scotta, il sole di mezzogiorno in Versilia non lascia scampo e il mare, per quanto splendido, oggi sembra quasi tiepido come un bagno caldo. È in questi momenti che il caldo ti porta a cercare altrove il refrigerio, risalendo pochi chilometri verso l'entroterra, dove il clima cambia insieme al paesaggio. È la Versilia delle Alpi Apuane, nota per i suoi paesi ricchi di arte, storia medicea e acque cristalline, un mondo fatto di boschi di castagno e torrenti freschi, lontanissimo dalla routine balneare della costa.
Tra questi paesi, uno in particolare merita una gita fuori porta: Seravezza, in provincia di Lucca, adagiata nel punto in cui i torrenti Serra e Vezza si uniscono dando origine al fiume Versilia. Un incrocio d'acque che ha finito per battezzare l'intero territorio, capovolgendo quello che si potrebbe immaginare: non sono stati i due corsi d'acqua a dare il nome al paese, ma il contrario.

Il cuore di Seravezza è il Palazzo Mediceo, fatto costruire da Cosimo I de' Medici a metà Cinquecento per rilanciare l'attività estrattiva del marmo e del piombo argentifero della zona. Riconosciuto dall'Unesco come Patrimonio dell'Umanità dal 2013, oggi il palazzo ospita il Museo del Lavoro e delle Tradizioni Popolari della Versilia Storica, oltre a mostre temporanee di rilievo internazionale e alle ex Scuderie Granducali restaurate, sede di esposizioni e convegni. Il grande prato che si apre davanti all'edificio diventa, nelle sere d'estate, il palcoscenico del Mediceo Live Festival, con concerti sotto le stelle.

Non meno interessante il Duomo dei Santi Lorenzo e Barbara, considerato la chiesa principale del paese. Sorge su un edificio precedente risalente al Quattrocento, come testimonia un'iscrizione sul campanile datata 1422, ma la sua consacrazione arriva solo nel 1569, dopo importanti lavori di ampliamento proseguiti poi nei secoli successivi. L'interno custodisce un patrimonio artistico sorprendente per le dimensioni del borgo: l'altare maggiore cinquecentesco, poi rinnovato nell'Ottocento, il fonte battesimale attribuito allo scultore Stagio Stagi, un pulpito seicentesco in marmi intarsiati e la cappella ottocentesca voluta dalla famiglia Henraux, storica protagonista dell'industria marmifera locale. Non mancano la cappella barocca dedicata alla Madonna del Soccorso, una tela raffigurante la Pentecoste attribuita al Passignano e una preziosa croce d'argento parzialmente dorato, risalente al Quattrocento. Vale la pena dedicare mezz'ora alla visita, magari prima o dopo una passeggiata sul prato del Palazzo Mediceo: pochi passi bastano per passare dal fasto rinascimentale della residenza granducale al raccoglimento di uno degli edifici religiosi più stratificati della Versilia storica.
Non è un caso che proprio a Seravezza, nel 1517, sia arrivato Michelangelo Buonarroti, in cerca dei filoni di marmo del Monte Altissimo da destinare alla tomba di Giulio II a Roma. Ancora oggi è possibile ripercorrere a piedi la via storica che il maestro percorreva per raggiungere le cave, immersi nel silenzio della montagna, in un trekking che unisce natura e memoria artistica.

Ma Michelangelo non è l'unico grande nome legato a Seravezza. Passeggiando per il centro storico si incontra ancora oggi la targa che ricorda la sosta di Giosuè Carducci, giunto in paese nel 1876 per riabbracciare l'amico e maestro Cecco Frate, illustre filologo. Il poeta si fermò proprio in un'antica farmacia del centro, dove la lapide che lo ricorda è tuttora conservata. Un legame, quello tra Carducci e Seravezza, ancora più profondo di quanto si immagini: qui abitava infatti suo padre, ragione per cui il borgo non fu per lui una tappa occasionale, ma un luogo di affetti familiari oltre che di amicizie intellettuali.

Ma la vera sorpresa di Seravezza, per chi cerca sollievo dall'afa estiva, sono le Cascate di Malbacco. Risalendo il corso del torrente si aprono pozze dall'acqua cristallina scavate nella roccia nel corso dei secoli. La più celebre è la Pozza della Madonna, dove la cascata forma uno scivolo naturale levigato lungo circa dieci metri: chi ama l'adrenalina può arrampicarsi sulla parete rocciosa grazie a una fune fissata sul posto e tuffarsi dall'alto, mentre i più tranquilli possono semplicemente lasciarsi scivolare nell'acqua fresca o godersi le vasche minori disseminate lungo il greto.

Per raggiungere le cascate da Seravezza si seguono le indicazioni per Malbacco per circa un chilometro e mezzo in auto, per poi proseguire a piedi per altri due chilometri lungo un percorso accessibile a tutti. In totale sono cinque le discese che conducono al fiume, ma per la Pozza della Madonna occorre imboccare la scesa numero quattro. Nei weekend estivi è attivo anche un servizio navetta per chi preferisce evitare la camminata. Il consiglio da local è di portare scarpe da scoglio, indispensabili per non scivolare sui sassi bagnati del torrente.

Chi ama camminare può inoltre partire da Piazza Carducci, punto di avvio del Sentiero Alta Versilia, un percorso ad anello di circa cinquanta chilometri che collega venti paesi dell'entroterra tra storia, arte e paesaggio. E dopo tanto camminare, anche la gola vuole la sua parte: il centro storico di Seravezza è disseminato di trattorie e ristoranti che propongono la cucina tipica versiliese, dai tordelli fatti in casa ai piatti a base dei prodotti del territorio, sempre conditi con un filo di olio d'oliva locale.
Seravezza si raggiunge comodamente sia dalla costa che dalle grandi vie di comunicazione: in auto, dista circa un quarto d'ora da Forte dei Marmi o Viareggio risalendo la strada provinciale verso le Alpi Apuane, oppure si esce al casello Versilia dell'autostrada A12 seguendo le indicazioni per il paese. In treno, la stazione di riferimento è quella di Forte dei Marmi-Seravezza-Querceta, sulla linea Pisa-La Spezia, da cui i bus locali portano in centro in pochi minuti.

Molti sono gli eventi all'aperto durante l'estate, ma ad agosto imperdibile è il Mediceo Live Festival, con una serie di grandi appuntamenti musicali e teatrali sul prato del palazzo. Tappa obbligata per gli amanti del food è invece la tradizionale Sagra dell'Ardore nella vicina frazione di Querceta con cena all'aperto tra gli uliveti e piatti tipici versiliesi. Senza dimenticare i mercatini artigianali, che propongono creazioni autentiche e originali, ideali per un souvenir.
Tra arte medicea, memoria michelangiolesca, ricordi carducciani, tesori religiosi e acque di montagna, Seravezza si conferma la meta ideale per chi, tra un bagno di mare e l'altro, cerca un'estate diversa, fatta di frescura, buona tavola e scoperta.