Shopping Fashion

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Prezzi da fascia premium, un'etichetta limited edition su ogni capo e una distribuzione fisica limitata a due soli negozi al mondo. Con Re{form}, la prima collezione firmata da John Galliano per Zara e disponibile da oggi, 1° ottobre, il brand spagnolo compie un ulteriore passo verso il lusso, a cui da tempo guarda e che qui trova compimento in una strategia distributiva all'insegna di esclusività e aspirazionalità.

Oltre che sull'e-commerce, la capsule si può acquistare solo nei flagship store di Madrid e Londra, senza alcuna insegna oltreoceano. A Parigi, in concomitanza con la fashion week, è inoltre esposta fino al 6 ottobre in un'installazione temporanea in un hôtel particulier al 70 di Rue des Archives, visitabile solo su prenotazione.

Sono ormai lontani i tempi dei listini fast fashion: per posizionamento di prezzo, la collezione si colloca a pieno titolo nella fascia premium, con un entry price che parte dai 35,95 euro dei foulard, passa per i 339 euro delle scarpe e arriva ai 719 euro degli abiti in tulle, seta e pizzo. Negli Stati Uniti la forchetta oscilla tra i 29,99 e i 999,99 dollari. Molti pezzi sono stati immediatamente presi d'assalto e alcune taglie risultano già esaurite, complice il personaggio di culto e l'hype costruito intorno al drop, che arriva peraltro dopo le polemiche legate alla mostra al Met, poi annullata.

Il listino conferma la migrazione di Zara dal cosiddetto low cost, di cui conserva modelli produttivi e tempistiche, verso territori più costosi e popolati da nomi noti scelti di volta in volta come designer in partnership: da Ludovic de Saint Sernin a Stefano Pilati, da Rhuigi Villaseñor a Narciso Rodriguez, fino al più recente Willy Chavarria. Una strategia che punta ad attrarre una clientela più esigente, in un mercato sempre più polarizzato in cui player come Shein presidiano saldamente la fascia più bassa.

La collezione è il primo capitolo della partnership artistica biennale annunciata a marzo. Galliano, che ha lasciato la direzione creativa di Maison Margiela a fine 2024 dopo aver guidato in passato Christian Dior, lavora direttamente sugli archivi di Zara: i capi delle stagioni passate diventano prototipi, vengono decostruiti e ricomposti con tecniche di alta moda e riprodotti in nuovi materiali.

La proposta, genderless, si ispira a les incroyables e les merveilleuses della Francia post-rivoluzionaria, già al centro della prima collezione dello stilista, nel 1984. Tra gli accessori spiccano la borsa Tri-Chic, che reinterpreta i sacchi per la raccolta differenziata, e i cappelli realizzati con il modista Stephen Jones. La campagna è firmata da Steven Meisel.

«Portare la moda attraverso una piattaforma così vasta è naturalmente entusiasmante. E poter lavorare con il tipo di risorse di cui dispongono lo è altrettanto», aveva dichiarato Galliano all'annuncio dell'accordo. Le collezioni successive seguiranno con cadenza stagionale per tutta la durata della partnership.

Al di là del lancio, molto commentato, a colpire è il consolidamento di un modello di elevazione del fast fashion che Zara rappresenta bene ma di cui non è l'unico esempio, come dimostra la rivale nordica H&M: campagne firmate da fotografi celebri, nomi altisonanti e prezzi sempre più ambiziosi.