Shopping Fashion

 gla0040083649

Dondup lancia “Esibizionista”, la seconda collezione firmata da Lauro De Marinis, in arte Achille Lauro, nel suo ruolo di direttore creativo del brand. Una contaminazione naturale tra musica e moda che accompagna il suo percorso in Dondup fin dal debutto con “Erotica” a San Siro, lo scorso giugno.

La collezione prende vita in un videoclip musicale, accompagnato dall’omonimo brano curato direttamente da Lauro De Marinis, che racconta la sfilata e il flashmob in cui un gruppo di ragazze in denim ha invaso Milano. Un formato inedito per la Milano Fashion Week: mentre i brand presentano le collezioni estive, Dondup ribalta le regole del calendario e porta in anteprima l’inverno 2027/28, ponendosi come trend-setter e fonte di ispirazione. Una selezione limitata di capi è disponibile da venerdì 25 settembre negli store e nell’e-commerce Dondup, oltre che presso rivenditori selezionati.

La donna presentata a giugno non cambia identità, cambia materia. È ancora sicura, sofisticata, profondamente consapevole del proprio corpo e del proprio potere. Una femminilità che non cerca approvazione e non costruisce la propria sensualità attraverso l’esposizione, ma attraverso il controllo di proporzioni, forme e codici maschili e femminili. Questa volta, il suo linguaggio è il denim.

“Esibizionista” nasce dalla volontà di liberare il codice più riconoscibile di Dondup dai limiti della categoria merceologica. Non più semplicemente jeans, ma un linguaggio capace di costruire un intero guardaroba, che sottrae il denim alla sua funzione più prevedibile, il casual, per restituirgli tutte le possibilità che contiene: dal mattino alla notte.

Si parte da denim chiarissimi, azzurri lavati, bianchi, in forme essenziali. Il jeans torna alla propria natura quotidiana, ma il corpo è già protagonista, tra vite alte e bassissime, volumi ampi e costruzioni precise. Poi il denim si struttura, diventa sartoria, gessato, uniforme; incontra il tailoring maschile e il workwear e ne altera le proporzioni. Ciò che nasce funzionale comincia a farsi seduttivo.

Il denim cambia pelle: si scurisce, si compatta, aderisce al corpo. Diventa bustier, corsetto, body, abito guaina, con cuciture che non sono più semplice costruzione ma linee anatomiche. Il materiale storicamente associato alla praticità si fa quasi couture, fino a dar vita ad abiti lunghi e rigorosi. Riaffiora così uno dei codici più profondi del brand: il rapporto tra denim e corpo femminile, lavorato fin dalle origini per valorizzare la silhouette.

A percorrere l’intera collezione c’è un secondo segno, il tribale Dondup. Un codice d’archivio viene isolato, ripetuto e trasformato in un nuovo monogramma, declinato in bottoni, gioielli, pizzo, trasparenze, devoré, maglia e jacquard. Nel jacquard serale si moltiplica tono su tono nel blu profondo: anche quando il denim non c’è più, ne resta il colore.

Azzurro ghiaccio, indaco, blu notte: una progressione cromatica che accompagna lo scorrere delle ore. E poi il rosso: l’etichetta rossa riporta Dondup alle origini, al 1999, non come esercizio nostalgico ma come riaffermazione di identità.