
Regia di Veronica Cruciani e drammaturgia di Carlotta Corradi per uno spettacolo intenso, che dal 2018 continua a emozionare pubblico e critica.
Torna in tour nella stagione teatrale 2026 “Accabadora”, lo spettacolo tratto dall’omonimo romanzo di Michela Murgia (Giulio Einaudi Editore), vincitore del Premio Campiello 2010 e tra i libri italiani più letti degli ultimi anni. Prodotto da Savà Produzioni Creative, il lavoro ha trovato una risposta entusiasta di pubblico e critica e vede protagonista Anna Della Rosa, diretta da Veronica Cruciani, in un intenso monologo dedicato alla storia di Maria e Bonaria Urrai.
Il testo teatrale è firmato da Carlotta Corradi, su richiesta della regista, che fin dall’inizio ha scelto di portare in scena la vicenda attraverso il punto di vista di Maria, la figlia di Bonaria Urrai, l’accabadora di Soreni. Una prospettiva intima che restituisce sul palcoscenico la complessità dei legami, delle scelte e delle domande al centro del romanzo.
Murgia ambienta la storia in un paesino immaginario della Sardegna, dove Maria, a sei anni, viene data a fill’e anima a Bonaria Urrai, una sarta che vive sola e che all’occasione fa l’accabadora. La parola, di tradizione sarda, deriva dallo spagnolo “acabar”, che significa finire, uccidere: Bonaria aiuta le persone in fin di vita a morire. Maria cresce nell’ammirazione di questa nuova madre, più colta e attenta della precedente, fino al giorno in cui ne scopre la vera natura. Fugge allora nel continente per cambiare vita e dimenticare il passato, ma pochi anni dopo torna al capezzale di Tzia Bonaria. L’accudimento finale è uno dei doveri dell’essere figlia d’anima, una forma di adozione concordata tra il genitore naturale e quello adottivo.
La drammaturgia parte proprio da quel ritorno. Tra le due donne c’è un tempo di separazione che pesa sull’incontro, e la rabbia di Maria per il tradimento subìto riaffiora prepotentemente, nonostante gli sforzi di aggrapparsi ai ricordi migliori.
“Poter condividere con il pubblico, ancora e ancora, le parole di Michela Murgia, e non ci siamo mai fermate dal 2018, quando lo spettacolo ha debuttato, è come camminare ad alta quota”, racconta Anna Della Rosa. “Questa per me era ed è Michela Murgia, la sua voce, il suo canto, così generoso, coraggioso e profondo, che tutte le sere in teatro io e le persone sedute in sala sentiamo correre dal palco alla platea e dalla platea al palco, sotto la pelle. Provo e proviamo a custodirlo e a portarlo fuori dal buio della sala, con gratitudine infinita”.
Veronica Cruciani spiega di aver immaginato fin da subito il dialogo tra Maria e Tzia Bonaria come un dialogo tra sé e una parte di sé, tra una figlia e il suo genitore interiore: da qui uno spazio astratto, mentale, in cui Maria cerca di rielaborare la morte della madre adottiva. Il video rende visibili le dinamiche emotive tra la parte di lei rimasta bambina e quella che deve diventare adulta, mentre la pedana sospesa è la gabbia mentale in cui Maria è intrappolata e da cui si libererà solo alla fine, compiendo il gesto richiesto dalla madre, ripetuto davanti alla sua coscienza e al pubblico che la assolverà. Lo spettacolo, una rêverie che si ripete ogni giorno uguale a sé stessa, trova nella sofferta ripetizione del gesto la sua risoluzione, permettendo a Maria di andare in una nuova direzione di vita.
Per Carlotta Corradi, sebbene il romanzo sia spesso ricordato per due temi attualissimi come eutanasia e adozione, è prima di tutto “un’indimenticabile storia d’amore” tra una figlia e la sua “altra madre”, un legame costruito giorno dopo giorno e fondato sulla scelta. Come ogni rapporto madre-figlia, è destinato a uno strappo, fino al momento in cui la figlia diventa madre della madre. Per questo la drammaturgia sceglie come punto di partenza la fine del romanzo: una Maria ancora intrappolata nel suo essere figlia si ritrova a dover essere madre. L’intensità di quell’ultimo tempo nasce dai passaggi non compiuti, dalle cose non dette, dalle accuse non fatte, dall’amore non richiesto. Affrontate le negazioni, Maria è pronta al gesto finale, un ultimo ed essenziale atto d’amore che la farà diventare donna.
Uno spettacolo intenso e necessario che, attraverso lo sguardo di Maria, restituisce tutta la forza poetica e umana del romanzo di Michela Murgia, trasformandolo in un racconto teatrale di grande profondità emotiva.
ACCABADORA
dal romanzo di Michela Murgia, edito da Giulio Einaudi Editore
Drammaturgia: Carlotta Corradi
Con: Anna Della Rosa
Regia: Veronica Cruciani
Produzione e distribuzione: Savà Produzioni Creative (https://sava.srl)