
Il desiderio non è una parentesi sentimentale, ma una forza capace di incrinare la costruzione razionale dell’identità. Da questa idea nasce Il danno. Anatomia di una caduta, nuova creazione di Susanna Beltrami in scena alla Sala Grande del Teatro Franco Parenti di Milano il 23 e il 24 ottobre 2026.
Partendo dalla materia narrativa resa celebre dal romanzo di Josephine Hart e dal film di Louis Malle, la coreografa la trasforma in un dramma danzato sulla colpa, sul trauma e sulla caduta. Al centro non c’è l’adulterio in sé, ma la crepa invisibile da cui una vita apparentemente ordinata comincia a franare.
Un uomo è diviso tra controllo e pulsione, una passione proibita, la perdita del figlio. In questa anatomia della caduta la vicenda privata assume la forma di un conflitto arcaico: desiderio, colpa, rimozione e pulsione di morte non vengono spiegati, ma agiscono nel corpo, nei vuoti, negli scarti di relazione. Lo spettacolo costruisce così un territorio in cui la danza porta alla superficie ciò che la parola tende a seppellire.
Il lavoro di Beltrami si sviluppa in una lingua scenica di matrice cinematografica. La partitura video firmata da Salvatore Lazzaro non è un fondale illustrativo: moltiplica i livelli di percezione, sovrappone presenza fisica e immagine proiettata, apre un accesso stratificato al mondo interiore dei personaggi. Il gesto diventa montaggio emotivo e la scena un luogo in cui passato e presente si confondono, fino a far coincidere corpo e fantasma, azione e memoria.
A sostenere questa tensione sono Emanuela Montanari e Antonino Sutera, già primi ballerini del Teatro alla Scala, insieme al giovane Nicolò Brizzi, in un triangolo che non si limita a riprodurre una trama ma la concentra in relazioni fisiche, immagini ricorrenti e segni di frattura. La presenza di interpreti di esperienze e generazioni diverse permette di lavorare sul contrasto tra rigore formale e cedimento, tra disciplina del corpo e irruzione dell’istinto.
Nella lettura di Susanna Beltrami il tabù familiare, il trauma originario e la ripetizione inconsapevole della perdita non appartengono solo al mito: la tragedia greca assume abiti contemporanei. Il vero punto di rottura non coincide con la catastrofe finale, ma con l’istante in cui il rimosso trova un varco e comincia a dettare il movimento.
Crediti
Creazione: Susanna Beltrami. Danzatori: Emanuela Montanari, Antonino Sutera, Nicolò Brizzi. Assistente: Sara Pezzolo. Realizzazione e regia video, collaborazione alla regia teatrale: Salvatore Lazzaro. Luci e suono: Matteo Bittante. Direzione stilistica e costumi: Luz Maria Jaramillo. Sarta: Giorgia Andreazza. Make-up video: Claudia Loi. Maître: Matteo Bittante, Luca Napoli, Alessandro Norrito. Produzione: DANCEHAUSpiù | Centro Nazionale di Produzione della danza (Milano), in collaborazione con MILANoLTRE Festival. Organizzazione e management: Giulia Menti.
Informazioni
Teatro Franco Parenti, Sala Grande
Venerdì 23 e sabato 24 ottobre 2026, ore 19.45
Biglietti
Settore A (file A–E + H): intero 32 €; under 30 20 €; over 65 24 €.
Settore B (file F–R): intero 25 €; under 30 16 €; over 65 18 €; convenzioni 20 €.
Settore C (file S–ZZ): intero 20 €; under 30 16 €; over 65 e convenzioni 18 €.
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Biglietteria
Teatro Franco Parenti, via Pier Lombardo 14, Milano
Tel. 02 59995206
biglietteria@teatrofrancoparenti.it