
Dal 16 al 18 ottobre 2026 al MTM La Cavallerizza va in scena Storia di uno che mi somiglia, spettacolo scritto da Livio Remuzzi e Arianna Di Stefano, con Livio Remuzzi in scena e la regia di Arianna Di Stefano.
Si tratta di uno spettacolo povero, poverissimo, non per una scelta di matrice grotowskiana, ma perché è il testo stesso a richiedere questa mancanza. Sul palco un attore solo, circondato da un grandissimo vuoto. Tra uno tsunami di oggetti soltanto immaginati, spiccano però tre piccole cose concrete: una piantina mezza morta, una moka da tre modello Bialetti e un volume del Candido di Voltaire, edizione Mondadori.
La struttura drammaturgica si muove tra teatro e poetry slam, con un registro al tempo stesso poetico e pop. Tempo e luogo sono scanditi dal linguaggio didascalico della sceneggiatura cinematografica, come se i problemi del protagonista appartenessero a qualcun altro: il personaggio di un film, appunto, qualcuno che al limite gli somiglia. Ma al grido di "Azione!" non segue alcuna azione: il viaggio dell'eroe non c'è, non è mai stato scritto.
Prende forma così il racconto di un abbandono mascherato da commedia romantica. Il cuore della storia, tuttavia, non è la relazione sentimentale, bensì la gestione del dolore e il bisogno ostinato di dare un senso, magari anche un finale, a qualcosa che probabilmente non ce l'ha.