
Incontro immaginario tra Miguel de Unamuno e Luigi Pirandello
di Chiara e Fabio Bussotti regia Alberto Oliva con Fabio Bussotti e Francesco Salvi scenografia Giulio Pace assistente alla regia Gea Rambelli promozione Alice Guaglianone produzione Società per Attori
Durata 1 ora e 10 minuti
In scena nella Sala Blu del Teatro Franco Parenti, dal 24 al 29 marzo, Unamuno, nessuno e centomila, una nuova produzione di Società per Attori, ideata da Chiara e Fabio Bussotti e diretta dal regista milanese Alberto Oliva, regista teatrale, scrittore e giornalista, diplomato in regia alla Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano e attivo da anni nella scena teatrale italiana con produzioni di prosa e progetti originali.
Sul palco, i protagonisti Federico Grassi, attore e regista teatrale di grande esperienza, formatosi alla Bottega Teatrale di Vittorio Gassman, e Fabio Bussotti, sceneggiatore teatrale con una lunga carriera nel teatro e nel cinema, diplomato presso la Bottega Teatrale di Firenze, danno vita a un immaginario incontro tra Miguel de Unamuno e Luigi Pirandello: uno spettacolo che riflette con ironia e profondità sul tema dell'identità, delle maschere sociali e delle verità mutevoli, dove realtà e finzione si specchiano l'una nell'altra. Un duello teatrale ironico e poetico.
Al centro della scena un grande specchio — totem tecnologico, portale spazio-temporale, terzo protagonista silenzioso — da cui emergono due figure. Sono davvero Unamuno e Pirandello? O sono due attori che fingono di essere autori che fingono di essere personaggi?
L'ambiguità si moltiplica. I ruoli si ribaltano. I personaggi si ribellano.
Due giganti della letteratura del '900 si osservano, si studiano, si sfidano. Miguel de Unamuno e Luigi Pirandello si trovano finalmente faccia a faccia. E le loro maschere, i loro personaggi, le loro idee si specchiano, si confondono e si fondono in un dialogo immaginario, dando vita a uno spettacolo-metafora sull'essere e sulla frantumazione dell'io, sui confini instabili tra realtà e finzione, tra chi scrive e chi viene scritto.
Il dialogo attraversa le opere dei due scrittori, intreccia calembour e citazioni, si diverte a giocare con le rispettive poetiche e con le sorprendenti affinità che li hanno resi — pur senza essersi mai incontrati — idealmente vicinissimi. Rivali inconsapevoli, uniti da una comune sensibilità per il tema del doppio, del moltiplicarsi delle identità, della crisi dell'io moderno.
Le videoproiezioni e gli effetti del grande specchio spostano continuamente il piano dell'azione: dalla realtà alla mente, dal teatro alla vita, dal personaggio all'uomo. In un continuo dentro-fuori che rende impossibile stabilire un confine definitivo.
NOTE DI REGIA
Un grande specchio al centro della scena troneggia come un totem, un portale spazio-temporale, uno squarcio tra la realtà e la finzione. Da questo grande specchio, in un dentro-fuori di cui è impossibile stabilire i confini, emergono due figure, interpretate da due attori di grande esperienza, Federico Grassi e Fabio Bussotti, che di questo gioco teatrale è anche l'autore. Chi sono queste due figure? Sono Unamuno e Pirandello? Sono due attori in un teatro che fingono di essere i personaggi, che fingono a loro volta di essere gli autori? O tutte queste funzioni insieme? O nessuna di queste? L'ubriacatura semantica potrebbe continuare all'infinito, amplificata dagli effetti spettacolari del grande specchio, dalle videoproiezioni che spostano l'ambientazione dalla realtà alla mente, ma tutto alla fine ci riporta nel qui e ora del teatro e delle nostre vite, a interrogarci sulla nostra identità.
Pirandello e Unamuno, rivali senza volerlo e senza conoscersi, ma in realtà uniti da una medesima sensibilità sui grandi temi del doppio, del frantumarsi dell'io e della rappresentazione di sé, rivivono sul palcoscenico a cent'anni dalla loro affermazione nel mondo e si fanno portavoce delle nostre domande contemporanee, dei nostri dubbi esistenziali e delle nostre fragilità. E lo fanno con ironia, attraverso un dialogo serrato che gioca con le loro opere, con il calembour e con la fantasia, accompagnando lo spettatore in un viaggio onirico e surreale che strizza l'occhio a Magritte, per dirci che – forse – "ceci n'est pas un spectacle". C'est la vie. – Alberto Oliva
ORARI martedì 24 marzo - 20:30 mercoledì 25 marzo - 19:15 giovedì 26 marzo - 20:15 venerdì 27 marzo - 19:15 sabato 28 marzo - 19:15 domenica 29 marzo - 15:45
PREZZI SETTORE A (file A–H) intero 25€
SETTORE B (file I–S) intero 20€; under30/over65 16€; convenzioni 18€
GALLERIA (file T–Z) intero 15€; under30/over65 12€; convenzioni 12€
Tutti i prezzi non includono i diritti di prevendita.
INFO E BIGLIETTERIA via Pier Lombardo 14 02 59995206 biglietteria@teatrofrancoparenti.it