Turismo & Benessere

glaa278

Quando si pensa alla Costa Azzurra, l’immaginazione corre quasi sempre al mare: la Promenade des Anglais, i porti di Antibes e Cannes, le spiagge di Juan-les-Pins. Basta però allontanarsi di pochi chilometri dalla linea di costa per scoprire un’altra Provenza, più lenta e raccolta, fatta di colline coperte di ulivi e pini, di borghi arroccati e ruelles in pietra, di botteghe artigiane e piazze dove il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso. È l’entroterra della Côte d’Azur, un mosaico di villaggi che da Grasse a Vence, da Saint-Paul-de-Vence a Valbonne, da Mougins a Gourdon custodisce l’anima più autentica di questo angolo di Francia, e che in autunno e in inverno regala il suo volto migliore: luce morbida, aria limpida, folla ridotta e calendari fitti di appuntamenti.

Tra questi borghi, Biot occupa un posto speciale. Adagiato su una collina a poca distanza dal mare, tra Antibes e Nizza, il villaggio medievale conserva il suo impianto compatto di case in pietra, vicoli in salita, mura e porte antiche, con al centro la scenografica place des Arcades. Qui la storia ha lasciato segni profondi: dai Templari, insediati nel borgo all’inizio del XIII secolo, alle generazioni di vasai che per secoli hanno modellato la terra locale, fino alla grande tradizione del vetro soffiato che ha reso Biot famosa nel mondo e che ancora oggi anima laboratori, gallerie e musei. Un’identità artigiana e artistica che il paese coltiva con orgoglio e che si riflette in una vita culturale sorprendentemente ricca per un villaggio di queste dimensioni, con spazi espositivi, un museo di storia e ceramica, la Médiathèque e un calendario di conferenze, concerti e feste che non si ferma con la fine della stagione estiva.

Novembre è il momento ideale per conoscerlo. Le foglie d’autunno tingono di rosso e oro le colline, il sole illumina i tetti color terracotta e il campanile svetta sul panorama, mentre il borgo si prepara lentamente alle feste. È il periodo in cui Biot mostra il suo lato più intimo e accogliente, tra serate dedicate alla storia, alla scienza e all’arte, escursioni sportive nella natura e il primo accendersi delle luci di Natale.

Novembre a Biot, borgo medievale della Costa Azzurra celebre per l’arte del vetro, si preannuncia ricco di appuntamenti culturali, sportivi e festivi. Concerti, conferenze, una corsa trail e l’avvio delle festività natalizie scandiscono il mese.

Domenica 15 novembre, dalle 8.00, il Complexe sportif Operto ospita il BioTrail 2026. I percorsi attraversano i paesaggi preservati del Dôme de Biot e della zona Natura 2000, fino al sorprendente vulcano di Biot, vecchio di quasi 30 milioni di anni. Un’esperienza sportiva e immersa nella natura, con passaggi eccezionali su terreni privati normalmente chiusi al pubblico e splendidi panorami sul Mediterraneo.

LE CONFERENZE DEL MESE

Sabato 7 novembre, alle 15.00 in mediateca, Catherine de Buzon, storica dell’arte, propone “Le feu : de la mythologie à l’industrie à travers la peinture et l’art”, un viaggio nelle rappresentazioni del fuoco attraverso i secoli: forza divina per Greci e Romani, potenza creatrice capace di trasformare terra, sabbia e ferro, ma anche simbolo di distruzione e di guerra.

Venerdì 13 novembre, alle 18.00 nella salle des associations, la guida naturalista Laurence Lassalle presenta “Le volcanisme permien du massif de l’Estérel”, conferenza a ingresso libero organizzata da Géo Site Alpes Azur sulle rocce vulcaniche e sedimentarie del massiccio e sulla loro formazione.

Sabato 14 novembre, alle 16.00, nella stessa sala, “L’ordre du Temple, de Jérusalem à Biot” ripercorre la storia dei Templari, dalle origini nel XII secolo all’insediamento a Biot nel 1209. L’incontro è proposto dall’associazione des Blancs Chevaliers de la Commanderie templière de Biot.

Giovedì 26 novembre, alle 19.00, per il ciclo Sciences pour tous 06, Gérald Lemaître, presidente e cofondatore dell’associazione Phylogenia, affronta “La fabrique du passé : entre légende et science, ou l’art de raconter le monde”, tra miti, unicorni, dodo e dinosauri, per capire come si ricostruisce il passato e si distingue la scienza dall’immaginario.

MOSTRE DA SCOPRIRE

Alla Médiathèque Sonia Delaunay è visitabile fino al 18 dicembre “De mains en mains”: le illustrazioni originali di Léa Georgelin e le opere in vetro di Antoine Pierini e Anaïs H. Robinson raccontano gesti, tecniche e passione dei maestri vetrai, nel segno della trasmissione di un sapere eccezionale.

Alla Galerie Internationale du Verre Serge Lechaczynski, fino al 3 luglio 2027, la mostra “L’Héritage” esplora la trasmissione dei lasciti artistici, dalle prime civiltà all’arte contemporanea, con opere audaci in dialogo con le questioni del presente. Aperta tutti i giorni: dal lunedì al sabato 11-13 e 14-18, domenica e festivi 11-13 e 14.30-18.

Le vetrine dell’Office de Tourisme ospitano invece fino al 31 marzo 2027 “Vitrines des Métiers d’Art”, dedicata ai creatori locali e ai mestieri d’arte di Biot.

MUSICA E NATALE

Domenica 29 novembre, alle 17.00, nella chiesa Sainte-Marie-Madeleine, l’Harmonie de Biot celebra Santa Cecilia con un concerto all’insegna della musica e della condivisione, per entrare nell’atmosfera delle feste.

Alle 18.00 in punto, in place de Gaulle, prende il via “Biot J’adore Noël” con l’accensione delle luminarie. Al calare della sera, ghirlande luminose, stelle e decorazioni scintillanti vestono i vicoli del borgo, per una passeggiata incantata in famiglia. La scoperta prosegue con il Chemin des 7 façades, arricchito quest’anno da nuove creazioni.

INFORMAZIONI

Office de Tourisme de Biot: tourisme@biot.fr. Orari di accoglienza: dal lunedì al venerdì 9.30-12.30 e 13.30-17.00; sabato e domenica, durante gli eventi, 11.00-17.00. Sito: www.biot-tourisme.com (in tre lingue). Facebook: Biot tourisme. Instagram: @biottourisme.