"JANSSEN: UNA PIPELINE INNOVATIVA FOCALIZZATA PER IL 50 PER CENTO SULL\u2019ONCO-EMATOLOGIA"

La ricerca Janssen è concentrata su nuovi farmaci in fase avanzata di sviluppo per il tumore della prostata, della vescica, del polmone, la leucemia mieloide acuta, i linfomi, le sindromi mielodisplastiche, oltre che per il mieloma multiplo e le terapie avanzate CAR-T

Una tradizione di innovazione e ricerca scientifica lunga più di 30 anni, finalizzata allo sviluppo di nuove soluzioni terapeutiche che consentano di rendere il cancro una condizione sempre più gestibile e con prospettive di cura; cinque nuove terapie (abiraterone acetato, decitabina, ibrutinib, apalutamide, daratumumab) messe a disposizione di medici e pazienti in Italia negli ultimi 9 anni; 37 richieste di registrazione, tra lancio di nuovi farmaci o estensioni di indicazione, previste a livello mondiale da qui al 2023; una crescente importanza del peso della sezione di oncologia ed ematologia nella strategia di crescita dell’azienda, come dimostra il fatto che progressivamente, da qui al 2023, il 50 per cento dei risultati di Janssen a livello mondiale dipenderanno da quest’area terapeutica. Sono questi alcuni importanti numeri che contraddistinguono l’impegno e la portata della divisione Oncologia di Janssen, l’azienda farmaceutica del Gruppo Johnson & Johnson, presentati oggi nel corso di una conferenza stampa web. «Janssen è da sempre un’azienda votata all’innovazione scientifica, impegnata nel raggiungere nuove frontiere della ricerca per rispondere ai bisogni di cura dei pazienti. In questi anni abbiamo realizzato significativi investimenti in R&S, come dimostra il fatto che nel 2019 questi hanno rappresentato il 21 per cento dei nostri risultati a livello mondiale. La nostra competenza e passione ci hanno consentito di ampliare i nostri orizzonti. Infatti, dal 2015 ad oggi, nel settore siamo passati dal quinto posto al podio se si considera solamente la dimensione della nostra pipeline a livello internazionale», ha affermato Massimo Scaccabarozzi, Presidente e Amministratore Delegato di Janssen Italia, sottolineando inoltre che ben il 50 per cento dell’attuale pipeline Janssen sia focalizzata sull’area dell’onco-ematologia.

«Negli ultimi trent’anni Janssen ha contribuito in maniera significativa al miglioramento delle terapie, della qualità e delle aspettative di vita dei pazienti oncologici con farmaci, quali ad esempio bortezomib e abiraterone acetato, che hanno permesso approcci totalmente nuovi rispettivamente nel trattamento del mieloma multiplo e del cancro alla prostata, al punto da essere stati inseriti nel 2019 nella lista dei farmaci essenziali per l’umanità da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità», ha aggiunto Loredana Bergamini, Direttore Medico di Janssen Italia. Oggi la franchise di Janssen Oncology in Italia dispone anche di altri farmaci come ibrutinib, il primo inibitore della tirosin chinasi di Bruton (BTK) a somministrazione orale per la leucemia linfatica cronica, il linfoma mantellare e la macroglobulinemia di Waldenstrom; daratumumab, capostipite dei farmaci biologici anti CD38 a infusione endovenosa per il mieloma multiplo, approvato il 3 giugno dalla Commissione europea anche nella sua formulazione sottocutanea; apalutamide, un inibitore del recettore degli androgeni per il tumore alla prostata, disponibile in Italia dalla fine del 2019.

L’azienda è impegnata nello sviluppo clinico di erdafitinib, la prima target therapy per il tumore della vescica, approvata ad aprile 2019 da FDA secondo procedura accelerata. Inoltre, ha altri farmaci in fase avanzata di sviluppo, in accordo di licenza con partner diversi: cusatuzumab, per la leucemia mieloide acuta, amivantamab e lazertinib per il tumore del polmone. «Una menzione particolare merita l’impegno della nostra ricerca e sviluppo per la medicina personalizzata o di precisione»ha puntualizzato Loredana Bergamini. «Janssen Oncology, infatti, è tra le aziende leader in questo settore e lo sarà ancor di più con prodotti, oltre i già menzionati trattamenti per il tumore del polmone e della vescica, come niraparib, inibitore di PARP (poli-ADP-ribosio-polimerasi), in fase di sviluppo per il carcinoma prostatico e JNJ-4528, una terapia sperimentale a base di cellule T che esprimono un recettore chimerico per l'antigene (CAR-T) verso l’antigene di maturazione delle cellule B (BCMA) e di due anticorpi bi-specifici per il mieloma multiplo».

Ma l’impegno di Janssen Italia non si limita all’individuazione e allo sviluppo di soluzioni terapeutiche che rispondano ai bisogni clinici ancora insoddisfatti o rappresentino nuove opzioni per patologie in cui i trattamenti attualmente disponibili sono limitati. «In linea con i valori del nostro Credo, Janssen è da sempre a fianco ai pazienti in modo molto concreto e quotidiano, con iniziative e servizi che contribuiscano a migliorare la loro qualità di vita. Dalla creazione di siti web dedicati all’area onco-ematologica come www.prostatanonseisolo.it per fornire informazioni a caregiver e pazienti sul tumore prostatico e www.lmcome.it per i tumori ematologici, al servizio “Janssen a Casa Tua”, per la consegna gratuita a domicilio dei nostri farmaci ospedalieri a somministrazione orale, un’attività nata nell’emergenza Covid-19 che tocca tutto il Paese. Come il sistema salute, anche noi stiamo cambiando in modo strutturale e distintivo: è chiaro che ormai Janssen Italia non sia più solo un’azienda di prodotti, ma anche un’azienda di servizi», ha concluso Massimo Scaccabarozzi.

facebooktwitterinsta